Berlusconi e la riforma costituzionale ad personam

18/10/2009

     
 

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L’aria di Sofia deve piacere al Presidente del Consiglio. Tutti ricordano il suo editto bulgaro contro Biagi, Santoro e Luttazzi. Ora ci ricasca, ma alzando il tiro: ora ha proposto addirittura di cambiare la Costituzione. Il nostro paese ha effettivamente bisogno di molte riforme. Dalla burocrazia barocca che affligge cittadini ed imprese, alle liberalizzazioni da fare per sbloccare la nostra società immobile, e ad altro. Insomma, tutti quei problemi che da oltre vent’anni hanno portato l’Italia ad essere il fanalino di coda dei paesi “avanzati” in qualsiasi classifica, dal sistema scolastico alla capacità competitiva. Ma il nostro premier pensa a ben altro.

La riforma da fare, secondo Berlusconi, è quella costituzionale. Ma la sua priorità non è un migliore  funzionamento delle istituzioni, a partire dal superamento dell’assurdità istituzionale del bicameralismo perfetto. No. La riforma costituzionale che interessa Berlusconi è quella della giustizia. Per carità, anche la giustizia va effettivamente riformata: serve certezza nei tempi di celebrazione dei processi, riti alternativi per velocizzare la giustizia civile, la fine di tutti quei bizantinismi che consenta di avere anche da noi la “certezza della pena”. Cose per le quali però basta la legge ordinaria, e talvolta solo atti amministrativi.

Il nostro Presidente del Consiglio vuole altro. Lui vuole una rivoluzione, perché, parole sue, “oggi sta succedendo che una parte della magistratura molto politicizzata interviene con l’uso della giustizia a fini di lotta politica e poi su su, fino all’ultimo organismo dello Stato che è la Corte Costituzionale, praticamente annulla le decisioni del Parlamento”. Per il capo del governo, quello che governa l’Italia e deve risolverne i non pochi problemi, la priorità è, sono sempre sue parole,  “una riforma che prende il toro per le corna e faccia del nostro paese una democrazia vera non soggetta la potere di un ordine che non ha legittimazione elettorale”.

Il premier, insomma, pensa alla bocciatura del lodo Alfano che gli ha tolto “l’immunità” giudiziaria e alla sentenza sul risarcimento milionario a De Benedetti. L’uomo Berlusconi è irritato e lo si può capire. Ma nel suo ragionamento c’è una concezione della democrazia che dovrebbe far saltare su una sedia tutti i sedicenti liberali che ci sono in Italia. L’uomo Berlusconi è preoccupato e questo quello che dice rende sempre più evidente che per Berlusconi, come disse qualcuno, vale la frase “Iddu pensa solo a iddu”.

La democrazia vera, Berlusconi dovrebbe saperlo, si basa nel pensiero occidentale sulla divisione del potere sovrano tra più soggetti, quale modo efficace per prevenire abusi. Una riflessione che si ritrova già nella Grecia classica, dove il “governo misto” era visto come antidoto alla possibile degenerazione delle forme di governo in cui tutto il potere è concentrato in un unico soggetto: Platone ne La Repubblica (non quella di Scalfari!) già parlò di indipendenza del giudice dal potere politico. Nei secoli successivi sul tema tornarono in molti tra cui John Locke, ma fu poi Montesquieu nel 1748 con il suo “Spirito delle leggi” a elaborare compiutamente quella teoria di separazione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario che sta alla base di tutte le costituzioni moderne. Montesquieu, un pensatore certo non “comunista”, dice: “Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti”. E ancora: “Perché non si possa abusare del potere occorre che  il potere arresti il potere”.

Berlusconi è inquieto per i processi a suo carico che possono riprendere, per i movimenti sempre più palesi del Governatore della Banca d’Italia. Si comprende umanamente il suo interesse per questa riforma costituzionale “ad personam” . Una riforma però che – senza offesa – non dovrebbe importare molto né alla classe dirigente né agli elettori del PdL e della Lega, che non dovrebbero essere degli adepti, idolatri di un capo, ma dei cittadini che vogliono che il paese cambi, e cambi in una certa direzione. Calderoli ad esempio ha detto, saggiamente: “Facciamo subito una riforma su riduzione dei parlamentari, superamento del bicameralismo e introduzione del Senato federale”. Che servirebbe all’Italia e probabilmente troverebbe il consenso di tutti.  “Mentre su Giustizia, CSM, carriere dei magistrati e Corte Costituzionale interveniamo dopo, quando i tempi saranno maturi.”

Invece ci si prepara ad altri mesi di scontri forsennati su “Immunità parlamentare si o no”, “carriere separate di Pm e giudici si o no” ed altri temi non particolarmente importanti per la vita quotidiana del popolo italiano, di destra e di sinistra. E s’infittisce il mistero di uno schieramento politico con  un’ampia maggioranza parlamentare (e con la maggioranza relativa del consenso popolare) che, anziché attuare il programma di governo com’è suo diritto-dovere, s’incarta e soprattutto fa incartare l’intero paese – imprese in crisi, lavoratori in cassa integrazione, giovani senza speranze di lavoro stabile, ecc – sulle vicende personali di un uomo solo. Che “iddu pensi solo a iddu” è comprensibile. Che anche milioni di italiani pensino solo a lui, molto meno.

     
 

16 Commenti

  1. comicomix scrive:

    Un piccolo appunto: Il referndum costituzionale non è abrogativo, ma confermativo. E non richiede alcun quorum. n ogni caso, al referendum confermativo del 25-26 giugno del 2006 votarono poco più di 25 milioni di italiani (il 53% degli aventi diritto) e vinsero i NO (anche perchè, per ragioni incomprensibili, il referendum fu un po'snobbato proprio da ampi settori del centro destra)

  2. ipazia scrive:

    Per quale ragione voi berlusconiani siete tutti analfabeti di andata,come dimostra chiaramente il fatto che questo signor LF non conosce la differenza costituzionale esistente tra un Referendum abrogativo ed uno confermativo? Per quanto concerne il ruolo della Magistratura nella democrazia borghese,quello fondamentale che le assegna il suo massimo teorizzatore,è proprio di individuare e combattere le malefatte del potere esecutivo,che,a parità di valore assoluto(dice lui)incidono mille volte di più,rispetto a quelle di una persona comune,nel determinare la sfiducia della gente nei confromti delle istituzioni.Del resto anche gli antichi sostenevano che non Cesare,ma addirittura la sua signora,dovesse essere al di sopra di ogni sospetto.

  3. giul scrive:

    Per carità hai pure ragione Ipazia. Però a me le frasi tipo: “Per quale ragione voi berlusconiani siete tutti analfabeti di andata” sembrano sempre (esagero) fascisteggianti o perlomeno arroganti. Anche se LF non ha dimostrato grande conoscenza dei fatti non mi sembra na cosa buona da dire. Poi sei libera di farlo. E' una questione di stile, di modi. Poi che dica 'na sequela di luoghi comuni e mezze mistificazioni è un'altra questione. Basta dirgli: informati, ricerca.

    Mo basta però che se no mi sento il saggio nonnino democristiano.

    per il rest

  4. ipazia scrive:

    Parlando di analfabetismo non ho avuto l'intenzione di offendere nessuno:ho sviluppato una semplice constatazione.Se qualcuno dicesse di me che sono brutta ( e lo dicono ),non mi offenderei,in quanto possiedo specchi che mi confermano la bontà dell'eventuale analisi svolta nei miei confronti.La verità è che costoro non hanno fatto,neppure minimamente,i conti con quanto di leggendario ha prodotto l'intelligenza umana negli ultimi secoli:non sanno nulla di storia,di letteratura,di scienze,di filosofia,di sociologia,di antropologia culturale etc etc.Al massimo li senti parlare di economia,nel significato che danno a tale disciplina:il rifiuto di ogni intervento di controllo pubblico sulle loro pulsioni di parossismo individualistico.Qualcuno leggermente più “scafato” ha detto loro di usare l'espressione ” Economia liberista”,e la usano,senza immaginare che ,essendo liberista un sostantivo,dovrebbero correttamente dire invece. “liberistica”:ma tant'è.Il risultato è che non hanno nulla da gettare nel dibattito culturale,arroccati ,come sono,nelle loro ville simili a castelli feudali circondati dai moderni fossati del razzismo e di altre simili mirabilie.Perciò dovrebbero più correttamente tacere,e pensare soltanto ai loro interessi,che riporteranno il paese al livello di barbarie credute ingenuamente relegate negli orli della storia.Del resto sono costoro a teorizzare che il loro è il governo del “fare”,e dunque facciano ma,per favore,restando in silenzio.

  5. Lelith scrive:

    ma voi ancora andate dietro a uno che si firma libertyfighter e poi manifesta una improbabile berlusconilatria? ma dai è il calssico troll di facebook! siete proprio dei gonzi a farvi perculare così, sai che risate si starà facendo vedendo che lo prendete sul serio?

  6. sosiopitalia scrive:

    Egregi Signori,mettetela come volete ma resta sempre il fatto che sia i politici sia i magistrati e sia qualsiasi altra casta di potere,in nome della democrazia,in nome della libertà,in nome del popolo;hanno sempre fatto i propri interessi e l'hanno sempre messo in quel posto al POPOLO.Se qualcuno si è appena azzardato ad ipotizzarlo l'hanno fatto saltare in aria.

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