Interni

Un papello che è tutto un programma. Di governo

16 ottobre 2009

Alcune richieste mafiose messe nero su bianco nel testo consegnato ai giudici dai legali di Ciancimino convergono con le idee e i progetti di forze politiche oggi in piena attività. Intanto, sulla morte di Borsellino, l’ex ministro Martelli ripete le stesse denunce di qualche tempo fa.

Son passati 17 anni ma sembra ieri, anzi, oggi. Il papello al centro della trattativa tra mafia e pezzi dello Stato presenta alcune analogie con la politica italiana degli ultimi mesi: alcune richieste mafiose coincidono con tematiche di stretta attualità, come se, già nel ’92, qualcuno fosse stato in grado di prevedere i fatti odierni, anticipare l’agenda politica di questi giorni.

PARTITO DEL SUD – Di fondazione di un partito del Sud, ad esempio, si è intensamente parlato fino all’estate scorsa. Tra i promotori dell’iniziativa in prima linea c’erano il leader dell’Mpa Raffaele Lombardo, la corrente del Pdl siciliano che fa capo a Gianfranco Miccichè, l’ex Ministro della Difesa Antonio Martino. Il progetto, poi naufragato, al quale si erano detti disponibili a dare la propria adesione perfino i governatori, di centrosinistra, di Campania (Antonio Bassolino) e Calabria (Agazio Loiero), aveva generato grande preoccupazione nello stato maggiore del Pdl: i vari Verdini, Quagliariello, Cicchitto, Brunetta, Gasparri erano dovuti correre ai ripari per gettare acqua sul fuoco e smorzare l’iniziativa dei dissidenti meridionalisti della maggioranza berlusconiana che rivendicavano più spazio per il loro Sud nella politica economica e sociale del governo: denunciavano la quasi totale scomparsa del Mezzogiorno dal decreto anticrisi e dal Dpef di luglio, i due documenti targati Giulio Tremonti.

GIUSTIZIA ALL’AMERICANA – E c’è dell’altro. Nel papello si parla di “riforma della giustizia all’americana con sistema elettivo”, argomento che di tanto in tanto ritorna all’ordine del giorno. Se in termini di riforma della giustizia il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ultimamente si ferma ad evocare la separazione delle carriere senza spingersi oltre, l’alleato Lega Nord, come sottolineava prontamente ieri Alessandro Gilioli sul suo blog, ha espressamente e ripetutamente mostrato vivo interesse per un cambiamento uguale, di sicuro “involontariamente”, a quello indicato nel papello. Anche dopo la pubblicazione delle foto del foglio sul quale sono riportate le richieste della mafia, in diretta ad Annozero il leghista Roberto Castelli non ha esitato a dirsi favorevole al sistema elettivo. Mentre l’ex Ministro esprimeva le sue posizioni in termini di riforma della giustizia, Santoro, molto probabilmente facendo maliziosamente riferimento proprio a quanto era stato pubblicato qualche ora prima sull’Espresso, lo interrompeva per fare una precisazione: “All’americana”, sottolineava, interrompendo per un attimo il suo ospite. “Si, all’americana”, ripeteva e specificava l’ex Ministro della Giustizia, assecondando il conduttore e sostanzialmente confermando di avere una posizione coincidente con quella degli autori del papello, una posizione che, tra l’altro, era già stata più volte espressa dal Senatur Umberto Bossi. L’ultima volta il 20 luglio: “I giudici devono essere eletti”, faceva sapere il leader delle camicie verdi.

3 commenti a Un papello che è tutto un programma. Di governo

  1. vabbhe, però considerate che può darsi sia Lombardo ad avere poca fantasia ;-)

  2. Ma si, insomma. Non capisco dove sia il problema. Si paghi la SIAE e amici come prima. Io l'ho sempre detto che “l'offuscamento del protocollo” del Mulo non ti para il culo a 360° gradi.

  3. Jon "farabutto" Stewart

    si direbbe che siamo di fronte ad un “Papello di Rinascita Democratica”…

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