Divide et impera
15/10/2009 - A chi giova, si diceva ai tempi delle “sedicenti Brigate Rosse”. A chi giova se siamo qui ad accapigliarci sulla Binetti e sulla D’Addario. In questa addition di “Controcorrente” gli argomenti latitano. No dico, non vorrete che ci appassioniamo al
A chi giova, si diceva ai tempi delle “sedicenti Brigate Rosse”. A chi giova se siamo qui ad accapigliarci sulla Binetti e sulla D’Addario.
In questa addition di “Controcorrente” gli argomenti latitano. No dico, non vorrete che ci appassioniamo al congresso del PD? Mica siamo alla Zoro “addetti”, nel senso inglese del termine, addicted: roba tossica, depressiva. Anche la
polemica sulla Binetti: sono tutti e soli problemi interni di parti non mie, ma siccome una delle poche cose che ci e’ chiara da sempre e’ che liberali non si diventa ai corsi serali Cepu, lasciateci citare le parole definitive di un molto laico come Massimo Bordin nella sua mitica rassegna “Stampa e Reggime” su Radio Radicale: ““Ma non lo so… prendete la questione come una mera provocazione di chi vi parla. Ma… e se su questa questione, non sulla legge sui gay per carità (…), ma su alcune questioni posso avere una posizione diversa e quindi esprimerla anche attraverso il voto e restare nel Partito democratico?’ Ecco rispetto all’atteggiamento nei confronti di questo problema, fra Binetti e Franceschini, a parer mio quasi quasi è da preferirsi la Binetti. Però forse mi sbaglio… “.
FIGLI E FIGLIASTRI – Bordin ha ragione e da vendere, con ‘sta caccia alla Binetti siamo al solito rigurgito old skool PCI. E non stiamo parlando di frange webbarole e basta, qui e’ Franceschin Furbetto che ha bisogno di rifarsi la verginita’ laica per tentare di mantenersi il posto di lavoro e quindi biascica (a Frara cosi’ parlano) di espulsione. Poi non ci si lagni se c’e’ gente spaventata perche’ il comunismo: le anime semplici, il cui voto vale quanto quello de “l’informato”; confondono un partito, una ideologia certamente morte e sepolte, con un approccio ancora praticatissimo, una modalita’ di “gestire” le opinioni difformi che non e’ cambiata per nulla da padri a figli. Se tanto mi da’ tanto e una aderente al partito viene trattata cosi’, figuriamoci gli avversari … Non serve entrare nel merito, e’ sufficiente fermarsi al metodo per scuotere la testa e affermare, proprio non ci siamo: in politica vale ancor di piu’ l’antico adagio “tale la forma, tale il contenuto”. Tal forma ci dice che siamo al dare alla gente quel che l’ignoranza di questi tempi volgari e affluenti richiede, cioe’ la radicalizzazione, la polarizzazione in buoni e cattivi. Tutto e’ piu’ facile da capire e da gestire se di qua c’e’ la curva degli interisti e di la’ quella degli juventini, e poi via di cori, fumogeni e bandieroni: un mondo a misura di ignorante, quindi molto aperto, inclusivo.
CON ME O… - Sta succedendo anche a Barbapapa’ Scalfari: o con me o contro di me va dicendo a brutto muso ai suoi “colleghi” di rango come Ferruccio DeBortoli del Corriere, se non sputtanate anche voi “il peggior presidente del consiglio da centocinquant’anni a questa parte, Mussolini a parte” allora siete dei servi. Buuunm, e’ un bel match scovare il peggior governo in Italia: Scalfari dell’antico amichetto suo DeMida s’e’e gia’ scordato per caso? Senza contare il mitico governo d’Alema, quello della prima dichiarazione di guerra post Mussolini. Tant’e’; radicalizzazione, chiamata alle armi e’ il nome della partita che si va giocando. Ancora una volta non serve entrare nel merito, ci si puo’ fermare al metodo per capire prima: la conformazione generale di una foresta si comprende meglio sorvolandola in aereo che non infilandosi in mezzo agli alberi. Per il nostro solito angolo del paragone straniero, dedicato ai complessati affetti dalla sindrome dell’erba del vicino, va detto che altrove non e’ che vada meglio. A proposito di rapporti tesi tra governi e stampa avversa, domenica scorsa la responsabile della Comunicazione della Casa Bianca Anita Dunn s’e’ scagliata duramente contro la Fox Tv, rea a suo dire di far da cassa di risonanza delle opinioni del Partito Repubblicano. Faziosita’, schieramenti anche laggiu’.
USA WAY – In momento come questi succede che la campana difforme non la si vuol sentire: ognuno vuole ascoltar esolo conferme di cio’ che gia’ pensa, il resto e’ al piu’ provocazione, infiltrazione, Binetti, fascismo. Anche in America, terra divisa ma che sapeva sospendere i giudizi e unificarsi attorno ai suoi simboli indiscussi, si assite al medesimo fenomeno: ci si divide e si fa i serparati in casa. Il famoso reverendo Al Sharpton, quello della chiesa razzista al contrario in cui Michelle aveva trascinato Obama, la settimana scorsa ha scritto al capo della National Football League Roger Goodell, per diffidarlo ad autorizzare l’eventuale acquisto del team dei Saint Louis Rams in crisi da parte di una cordata messa assieme da Rush Limbaugh, conduttore radiofonico conservatore “radicale”, accusandolo di razzismo. Par di tornare ai nostri anni ‘70, fuori i fascisti da … etc.etc., li’ sarebbe fuori i razzisti dallo sport. Per dirla tutta in effetti il buon Rush qualche tempo prima non era stato del tutto “correct”, aveva perso il posto di commentatore per aver affermato che il quarterback McNabb dei Philadelpia Eagles era sovrastimato dai media che volevano “spingere” a tutti i costi un regista di colore nel ruolo tempo fa per soli bianchi; solo che aveva tutte le
ragioni sulla sovrastima a McNabb. Divisioni, polarizzazioni, mani sulle orecchie per non sentire le campane avverse: quando lo scenario si massifica in tale direzione, non e’ un bel segno. Pansa che gli anni Settanta se li ricorda, ha avanzato l’idea di un bel “fermiamoci tutti prima che sia troppo tardi”. Difficile dargli torto,
IN FINE - Nel frattempo che prestiamo attenzione solo a quello che ci vogliamo far raccontare – chi la D’Addario, chi il libro di Facci su DiPietro – perdiamo di vista il quadro complessivo. Quindi capita che si rimane tutti a mascelle semiaperte alla analisi che Luttwack ha fatto sull’Italia in tre minuti d’orologio a Ballaro’ da seimila chilometri di distanza (verrebbe da dire di altezza): potevano andare tutti a casa dopo il suo intervento che nessuno s’e’ sognato di criticare. In sintesi, il nostro problema numero uno e’ che pochissimi stranieri portano ricchezza in Italia; questo non perche’ comandi il Cav. o d’Alema che non fa nessuna differenza (mormorii in sala …), ma per via della magistratura inefficiente e alla fine criminogena che ci ritroviamo e che aggiungo io non vuole cambiare, in quanto gode di troppi privilegi direttamente correlati alla situazione di degrado in cui versa tutto il sistema. Eccola qui la vera emergenza democratica del paese, non le frange comuniste: alimentiamo reverenti una Casta arroccata nella sua impunita’ improduttiva. Nel frattempo c’e’ chi ha l’interesse a distrarre e convogliare tutti alla manifestazione per la (sua) liberta’ di informazione e per moralizzare la vita del Premier (??!!??), invece di provare al limite di rendere piu’ sanamente porca l’esistenza di tutti.













Il delirio di Abr diventa preoccupante…no ma davvero tu pensi ste cose?
ma oltretutto tu del discorso di Luttwack non hai capito niente ma niente. Per carità non parlerà un italiano fluente, ma cacchio la tua è più che una libera interpretazione delle sue parole è appunto delirio.
La magistratura non è inefficiente per colpa dei magistrati, sono i meccanismi burocratici che la riguardano che sono lenti e sono i politici vogliono mantenere le cose in questi termini al fine di tutelare la casta politico/imprenditoriale che rappresentano.
quello che il buon luttwack ha omesso di dire e' che uno come berlusconi, negli states, sarebbe gia' in galera da un pezzo…
Me lo spieghi,perché non ho capito una mazza di quello che hai scritto.
Ha detto che la colpa se in Italia gli investitori stranieri sono poco disposti a rischiare i propri soldi è perchè i truffatori che corrompono un giudice per vincere una causa la passano impuniti per 20 anni, e quando devono pagare trovano anche politici che vogliono fare manifestazioni in difesa del truffatore.
Il problema è che i meccanismi della legge non li devono cambiare i magistrati, i magistrati applicano un sistema legislativo, i politici dovrebbero cambiarlo se è inefficente o sbagliato, ma in questo destra e sinistra sono ugualmente incapaci, con l'aggravante per la destra che pretende di fare grandi rivoluzioni e cambiamenti e poi non fa niente.
Un commento ludico:
la pubblicità del Pd sotto all'articolo di abr è fantastica!
^_^
“La destra pretende di fare grandi rivoluzioni?”,ma la destra ha fatto sempre GRANDI REAZIONI in tutte le parti del mondo,riportando indietro l'orologio della storia su tutti i fronti.Allora è l'assunto che non quadra.In quanto agli investitori stranieri,così come quelli italiani,i soldi che non moltiplicano con le speculazioni finanziarie a danno di noi allocchi che i cediamo loro i nostri risparmi,li vanno a collocare dove possono sfruttare a duecento euro al mese manodopera che qua costerebbe loro dieci volte tanto,salvo poi venirci a vendere il prodotto ottenuto allo stesso prezzo di prima;politica questa di sfruttamento del ben noto esercito della manodopera di riserva che,da quando esiste il capitalismo moderno,ha sempre prodotto catastrofiche crisi di sovrapproduzione,come sa bene un semplice studente di liceo che abbia anche solamente scorso un manuale di storia dell'ultimo anno.