Vi presento il bosone di Higgs
di Tommaso Caldarelli - 03/07/2012 - Dal nulla alla materia. Dal vuoto alla massa. A colloquio con l'esperto Giuseppe Ballone per capire qualcosa in più della particella di Dio. All'alba di uno degli annunci più importanti della fisica moderna. Anche se, secondo Nature...
C’era una volta il nulla. Il nulla, però, è diventato qualcosa. Da dove saltò fuori questo nulla, questa energia primordiale, ci spiegano, non si sa: ed difficile che si potrà mai sapere. Come si sia trasformata, da nulla in tutto, invece, potremmo essere vicini a saperlo. Parliamo di come funziona il nostro mondo, come funzionò quando era importante che funzionasse, per creare la materia, l’universo esistente, quello che vediamo, che viviamo. Che indaghiamo e cerchiamo di capire: la curiosità dell’essere umano, infinita, scruta il mondo e tenta di comprenderlo, imbrigliarlo. E l’uomo sta per annunciare, pare, di aver capito come l’universo sia diventato proprio come lo conosciamo.
LA MATERIA - Dove per “come” si intende essenzialmente “in che modo”. Quale è stato il meccanismo, il sistema, che ha condotto all’emersione della materia che ci circonda, che osserviamo e tocchiamo, usiamo e trasformiamo tutti i giorni.
Molto si sa già: ovvero, come sempre in scienza, non c’è mai una certezza assoluta, ma se i conti tornano, e i modelli reggono, va bene: fino a quando una successiva teoria non si dimostra più attendibile, la precedente è quella ufficiale, vera, quella che spiega il funzionamento e risolve il problema. E il problema da risolvere, qui, è (o era?) decisivo e delicato: la formazione dell’universo. Come sia stato possibile arrivare ad un “qualcosa” partendo da un “non qualcosa”. Da un nulla di concreto, da un universo senza massa.
E LA SUA MASSA - Massa, una parola importante. Intuitivamente (ma anche appoggiandosi al dizionario) la massa è la quantità di materia che consideriamo isolatamente, in un corpo separato. C’è un gruppo di scienziati, probabilmente il più importante consesso scientifico al mondo che, domani, con ogni probabilità farà un annuncio storico: saremmo ormai in grado di capire come è possibile che dal nulla si sia arrivati ad una materia che abbia consistenza concreta, e dunque una massa. Intellegibile, toccabile, osservabile. Perché, sembra strano ma è così, che l’Universo abbia una massa non è che bisognasse darlo per scontato: capire perché, era il problema. E gli scienziati del Cern di Ginevra, grazie alla loro sensazionale attrezzatura scientifica – l’acceleratore di particelle più grande del mondo, il Large Hadron Collider – domani terranno una conferenza stampa per spiegare (forse, o forse no, come vedremo) – che hanno finalmente individuato, trovato, la particella che spiega come sia stata possibile questa trasformazione: il bosone di Higgs.






















L’esperimento è sicuramente importante perché ci dice cosa accade se particelle elementari si scontrano in un campo energetico di gran potenza. Per capire però come dal nulla si sia creata la materia bisognerebbe proiettarsi indietro nel tempo e iniziare a immaginare che all’origine ci siano stati due tipi di nulla in stato di quiete, uguali e contrari, che venendo a contatto fra di loro abbiano innescato e sviluppato dei campi energetici impressionanti, avviando processi di formazione di particelle elementari alla ricerca di un equilibrio e di una stabilità pur temporanea, da cui procedere per ulteriori innumerevoli combinazioni. E’ ragionevolmente da pensare che questi processi siano continuamente alimentati e che l’universo da noi conosciuto sia la parte finale di una lenta, seppure vorticosa trasformazione ed evoluzione, il cui risultato più significativo pare essere la manifestazione della vita, cioè di un processo che pur sempre basato sulla complementarietà di due parti si auto-rigenerino, ripetendo il processo di formazione della cosa vivente. Tutto il processo può essere la parte di un ciclo la cui chiusura è tutta da immaginare e che potrebbe consistere in una ipotetica decomposizione della materia verso i due ipotizzati nulla, intesi come entità prive di manifestazioni energetiche, che via via si allontanano l’uno dall’altro.Intanto, viva la ricerca e l’ansia umana di una sempre maggiore conoscenza.
Mi pare che la tua spiegazione si incarti ancora una volta su cosa c’è all’origine, se questi due tipi di nulla sono due, sono cioè differente tra loro vuol dire che entrambi sono costituiti di qualcosa di ancora più “primitivo” rispetto ad essi.
Si ritorna sempre al solito paradosso di Parmenide per cui dato un concetto di non-essere in contrapposizione all’essere, si deve comunque convenite che entrambi apparterranno a un proto-essere e così via all’infinito.
Affascinante come, o forse più, di un romanzo giallo.La fisica incontra la filosofia come ai tempi di Parmenide. Se veramente riuscissimo a scoprire l’origine dell’universo le nostre credenze ne riusciranno sicuramente sconvolte.
Staremo a vedere e soprattutto a sentire i fisici inglesi, se hanno davvero trovato la spiegazione fisica della massa.