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“Amica, ecco il makeup perfetto per coprire i tuoi lividi”

Lei si chiama Lauren Luke e come la “nostra” Clio Zammatteo, che conduce il suo programma  su Real Time, è una truccatrice professionista sostanzialmente autodidatta che deve la sua popolarità ai video tutorial che carica su Youtube. In questo spot è diventata la testimonial “perfetta” per l’0rganizzazione non governativa chiamata Refuge, che si occupa di aiutare le vittime di violenza sulle donne.

 

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REFUGE – Nel video, Lauren appare con dei lividi più che visibili. Ha un occhio nero, il labbro spaccato, altre ferite. E insegna alle donne che la ascoltano come nasconderli al meglio: il video si conclude con il messaggio al centro della campagna: “Non copriteli”. Perché, dice Refuge, lì fuori c’è chi la può aiutare.

Si capisce facilmente come il gruppo antiviolenza abbia davvero azzeccato la sua campagna pubblicitaria, basandosi sulla necessità che hanno le donne vittime di violenza di coprire i lividi delle proprie violenze. “L’agenzia pubblicitaria BBH ha arruolato Luke per lo spot, che è stato caricato su Youtube come se fosse un vero e proprio tutorial, uno dei tanti di Luke, ritratta mentre copre tagli ed escoriazioni evidentemente inflitte da un partner violento. Le ferite sono false, ma il messaggio è verissimo”, scrive AdWeek.

UN PASSATO CHE PESA – Non solo è vero, ma è anche una vita vissuta. Perché Lauren, evidenzia Jezebel, ha una storia da raccontare. “Le ferite che avevo al volto non erano vere, ma le emozioni sì. Ho avuto una brutta esperienza, nel passato, con un ragazzo. Non mi ha mai fatto male, ma a volte ho avuto paura che lo facesse se avessi detto la cosa sbagliata. Era super-protettivo e mi metteva in imbarazzo vicino ai colleghi o agli amici per il suo comportamento aggressivo. Qualche volta sembrava come avere un vulcano pronto ad eruttare da un momento all’altro”. Ancora: “Mi sembrava di camminare sulle uova per tentare di evitare che esplodesse e spaccasse qualcosa nella stanza”. Collaborare con Refuge per Lauren si rivela dunque particolarmente appropriato: “Chi si nasconde dietro una porta è debole, non chi chiede aiuto. Sapevo, allora, che la situazione non era normale, ma non sapevo che c’era chi sapeva e poteva aiutarmi. Per questo ho accettato di lavorare con Refuge – per far passare il messaggio che chi ha bisogno di aiuto e sostegno deve smetterla di nascondersi”.

 

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