L’omofobia secondo Renato Farina

di - L’ex agente Betulla ha provato a dire la sua sulla legge Concia. Il risultato, com’era prevedibile, è stato talmente ridicolo da risultare entusiasmante. Questa è sicuramente una rubrica a cui il materiale non manca mai: sarà per la scarsa preparazione

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L’ex agente Betulla ha provato a dire la sua sulla legge Concia. Il risultato, com’era prevedibile, è stato talmente ridicolo da risultare entusiasmante.

Questa è sicuramente una rubrica a cui il materiale non manca mai: sarà per la scarsa preparazione media dei nostri professionisti dell’informazione, sarà semplicemente per la legge dei grandi numeri, fatto sta che a sfogliare i giornali italiani qualche scivolone si trova sempre. Eppure, raramente un unico articolo riesce a stagliarsi sulla concorrenza e a mettere in ombra tutti gli altri grazie alla sua orripilante ripugnanza come ha fatto, questa settimana, l’articolo di Renato Farina sul Giornale di lunedì. Titolo, Tutela i gay ma è bella quindi si può fischiare: ecco la «Carfagnofobia».

LA PREMESSA - La partenza del pezzo è piuttosto tranquilla: Mara Carfagna ha inviato un messaggio di solidarietà alla manifestazione “Uguali” di Roma ed è stata fischiata. Il buon Farina non se ne capacita: era un messaggio “di totale cordialità”, perché l’hanno fischiata? Evidentemente il ministro è oggetto di carfagnofobia, “oggi in Italia assai più diffusa dell’omofobia”. Fin qui ordinaria amministrazione. A questo punto parte la classica tirata sulla lobby omosessuale che vuole sovvertire la tradizione e ignorare il dato biologico: i sessi sono due, maschio e femmina, come ha voluto Iddio stesso, e oggigiorno chi cerca di affermare questa elementare verità viene ingiustamente additato e deriso dai lobbisti gay che vogliono scardinare la famiglia tradizionale. Allora Farina porta un esempio pratico.

L’ANEDDOTO – A Berlino, in una riunione, si discuteva di un documento contro l’omofobia. Uno pensa: lotta e condanna contro chi discrimina, insulta, ferisce, uccide per ragioni omofobiche e contro chi li giustifica. Niente da dire. Sacrosanto. Ma ecco, questo viene ritenuto preistoria giuridica. […] Dopo di che entra in scena una signora transgender, il leader dei transgender europei. Una bella donna con i lunghi capelli e la voce di Arnoldo Foà. Dice: «Io secondo la carta d’identità risulto maschio, ma io nel mio profondo ora mi sento donna. Entrando ho subìto violenza perché hanno visto che sui documenti ero maschio, ma io ho un altro sentimento di me stessa. Il diritto dev’essere conforme al mio desiderio. Devo poter sposare, adottare, cambiare di nuovo identità». Nessuno aveva nulla da obiettare. Ho provato a dire: ehi, un po’ di sano materialismo per favore, siamo maschi e femmine”. E viene quasi da immaginarlo, il povero Farina, che si guarda intorno spaesato mentre la donna col vocione dice queste cose pazzesche. Ehi, Arnoldo, un po’ di materialismo, hai il pipino o no?

QUESTIONE DI GRAVITA’ - E poi la legge Concia (che doveva ancora essere bruciata alla Camera): “Sulla carta come si fa a essere contrari? Io però ho un sacco di problemi”. Sì, il sospetto ci aveva sfiorato. “Credo sia giusto dare l’ergastolo a chi assassina un gay. Ma non perché è omosessuale, ma perché è una persona. Invece la legge crea una specie di categoria speciale. A me pare una rottura dell’idea del valore unico della persona, a prescindere dai suoi gusti, tendenze, sentimenti, pratiche di vita. Vale anche l’aggravante per chi ha orientamento di tipo pedofilo? In fondo è un orientamento sessuale”. Sì, ovvio, la pedofilia è un orientamento sessuale come un altro. Ma il meglio è nel finale: “Mi permetto un’altra piccola osservazione, e poi chiudo. Per me uccidere una persona è il delitto peggiore che esista, grida vendetta al cospetto di Dio. E non dovrebbero esistere graduazioni. Ma” – lo sapevo che c’era un ma – “a lume di buon senso, quanto al danno sociale, siamo sicuri che sia più grave uccidere un omosessuale single che un padre di famiglia?”. Caspita, è vero. Siamo sicuri? Tenete conto che da un padre di famiglia possono venire fuori tanti omosessuali single, ma da un omosessuale single non nasce nessun padre di famiglia. Pensateci.

LEZIONI DI LAICITA’ - Ma l’omofobia è argomento anche di un altro pezzo interessante:Picchia due ragazze che si baciano – «Al nostro paese c’è la lapidazione»”, sul Corriere. L’articolo trasuda un’indignazione sacrosanta per l’episodio di intolleranza e di violenza, ma si lascia andare a un paio di commenti fuori posto: “Tutto perché aveva palesato il più naturale dei sentimenti, l’amore, nei confronti di una sua coetanea. Un amore insano agli occhi di chi viene da un paese di stretta osservanza musulmana, dove l’omosessualità maschile è diffusa anche se è un tabù di cui non parlare mai e quella femminile quasi un crimine”. Bè, ma perché, qui è diverso? Per non parlare del finale: “La ragazza, una diciannovenne di origini sudamericane, ha raccontato quanto successo tra le lacrime di rabbia per una serata che doveva essere di divertimento ed è finita a verbale di polizia per colpa un gruppo di nordafricani. Magari gli stessi che, a torto o a ragione, sono pronti a muovere accuse di razzismo alle forze dell’ordine e agli italiani in generale”. Giusto. Come si permettono i nordafricani di darci dei razzisti, quando sono gli stessi nordafricani a picchiare le nostre donne?

LE PERLE - Infine, qualche chicca: “Tutte al castind di Hello Kitty” inizia così: “È nata a Tokyo nel 1974, ma dopo 35 anni conquista ancora fan come intramontabile icona glamour della società moderna”. Glamour? Hello Kitty? Davvero? “Stephanie, la ventiduenne paralizzata da un hamburgerCarne poco cotta, c’era l’E.coli. Sotto accusa la catena alimentare”. In effetti questa storia della catena alimentare è una bella fregatura, speriamo che trovino un altro sistema. E infine un vip, il mitico Pigi Battista, che in un innocente articolo su Checco Zalone lascia involontariamente un gioiello: “Checco Zalone sdogana la volgarità, il politicamente scorretto, la Puglia”. Bel climax.

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