Gliele aveva promesse proprio ieri, e oggi ha cominciato: Filippo Facci de Il Giornale, in occasione del (e in risposta al) V-Day dell’informazione, inizia a pubblicare una biografia non autorizzata di Beppe Grillo, sia sul quotidiano che su Macchia Nera. Il pezzo comincia con il racconto di una brutta figura sessuale del buon Beppe, uno di quegli aneddoti pruriginosi che colpiscono il lettore. D’altronde, “a brigante, brigante e mezzo” deve essersi detto Facci. Che prosegue sciorinando aneddoti calcistici (”giocava a pallone, ma era una balena, lo chiamavano Porcellino“) ed elencando tutti i vips che incrociarono il destino di Grillo all’epoca: da Antonio Ricci a Donato Bilancia, il serial killer; frequenta scuole-bene (”Si diplomò ragioniere all’Ugolino Vivaldi, che era un istituto privato per rampolli-bene con retta piuttosto esosa“), poi prova a entrare nell’azienda di papà con scarsi risultati - destino comune a molti rampolli imprenditoriali - e si fa picchiare per aver rimorchiato la ragazza di un tipino poco raccomandabile. Finalmente, nell’ultimo capoverso si arriva al punto: “«Non era tirchio, era malato» racconta un suo ex sodale: «”Offrì qualche caffè ogni tanto, risparmierai col cardiologo” gli dicevamo sempre».[...] «Mi deve ancora restituire una giacca a soffietto che gli prestai negli anni 70» racconta invece Portento, «e mi deve ancora pagare una camicietta da donna che regalò a un’amica», dice l’ex amico che ai tempi aveva un negozio di abbigliamento. Antonio Ricci ha raccontato che «Io sparecchiavo, e se buttavo via delle briciole Beppe le recuperava dalla spazzatura e il giorno dopo ci impanava la milanese». E’ stata invece la seconda moglie di Grillo, Parvin Tadjk, intervistata a Crozza Italia su La7, a parlare degli snervanti controlli del marito sugli scontrini della spesa“. Insomma, come inizio non è che sia un granché. Speriamo che migliori col tempo. Parlano bene, e con il consueto equilibrio, dell’iniziativa di Grillo i tipi di NoisefromAmerika: “Comunque sia, tutte le tre proposte sono a mio parere condivisibili ed attuabili indipendentemente (e cioè anche se per qualche motivo la corte costituzionale dovesse bocciare uno dei referendum), e costituirebbero un passo in avanti. Si può argomentare sulla priorità data a questi puttosto che agli altri mille problemi che affliggono il nostro paese, ma non sulla validità dell’iniziativa“.
Giovanni Sartori, quello che predicava prima delle elezioni il voto disgiunto per protesta contro la Casta (della politica; quella industrial-finanziaria raccolta intorno al suo giornale invece non gli dà fastidio), sul Corriere scrive: “Le elezioni del 13 e 14 aprile sono da interpretare come una svolta speciale? Sì e no; ma direi più sì che no“; e prosegue elencando quelle che secondo lui sono le novità delle ultime urne, ovvero il successo della Lega, la scomparsa dei partitini e le prospettive della sinistra riformista. “Il discorso serio è che non credo — come si sente dire in giro — che la sinistra di governo sia sempre destinata a perdere. In Gran Bretagna, Germania, Spagna e in tutte le piccole democrazie nordiche, la socialdemocrazia governa e torna regolarmente a governare. Perché in Italia no? Secondo me è perché su di noi pesa ancora l’eredità di un Pci che è stato il primo della classe del comunismo internazionale“. Sugli elementi di novità portati dal professore (tu’vuo’fa’l')ammerigano al dibattito politico lascio giudicare chi legge. Su La Voce si parla del nuovo divo Giulio in un articolo godibilissimo: “Le idee di Tremonti, pur utili per conquistare consensi elettorali, non lo sono altrettanto per risolvere i problemi dell’Italia. Perché la Cina è ormai una grande potenza commerciale e politica, un enorme mercato di sbocco per le imprese europee e perché dell’importazione dei suoi beni a basso costo beneficiano in tanti. E poi anche altre economie subiscono la concorrenza cinese, ma è la nostra a crescere di meno. Per carenze e inefficienze tutte italiane. Da queste un governo dalla solida maggioranza dovrebbe partire per ridare fiducia a lavoratori e imprese“. Mentre Fabrizio Goria analizza la proposta Tremonti sugli eurobond: “La principale barriera per gli eurobond deriva proprio dalla tipologia di contrattazione a cui sono sottoposti. Proprio la globalizzazione selvaggia ed il capitalismo transnazionale senza scrupoli stati condannati da Tremonti ed ora propone di utilizzare, seppur in modo implicito, questi metodi per far ripartire l’economia? Senza contare che si rischia di pensare troppo al peccato che non al peccatore. Non sono tanto i modelli economici a creare asimmetrie, quanto gli attori coinvolti nel gioco che, con posizioni speculative, creano le bolle, come quella immobiliare“.
Su Repubblica di oggi Giovanni Pons prova a tracciare il piano della cordata italiana per Alitalia: “Un terzo delle risorse (un miliardo di euro) dovrebbe spettare alla Air One di Carlo Toto, un terzo alle banche, un terzo ad imprenditori privati” (Ligresti e Tronchetti Provera, che però appare timido sull’ipotesi). La Marcegaglia, nuova leader degli industriali, si è smarcata parlando di soluzione di mercato anche a scapito dell’italianità. Le stesse cose, all’incirca, che scrive Il Foglio nel pezzo dal titolo “Il piano segreto per Alitalia“, ma il giornale dell’Elefantino aggiunge anche voci di una possibile deroga dell’Antitrust sulle posizioni dominanti in vista di un’integrazione con Air France, British Airways, Lufthansa: Catricalà, che dicono essere vicino al sottosegretariato alla presidenza del Consiglio (se succede, si ride), sembra quasi possibilista. Bruxelles probabilmente non lo sarà. Su L’Espresso godibilissimo pezzo di Paolo Biondani sui miliardari nullatenenti: “Da Ciarrapico a Tanzi, da Cragnotti alla dark lady Gucci, da Previti a Fiorani. Fanno la bella vita, abitano in ville da sogno ma risultano non possedere nulla. E da anni evitano di risarcire le vittime dei loro misfatti“.
Il clamoroso proliferare negli anni ‘70 dei film sull’insegnante porca e gli alunni onanisti deve aver fatto un sacco presa sul giornalismo italiano: “Quel prof fa atti osceni in classe. Genova, denuncia di un’allieva. Il preside: non riusciamo a mandarlo via. Il docente si difende: è una vendetta“; gara a chi ce l’ha più lungo in una scuola del napoletano (Sant’Antimo) con tanto di prof che non si è accorta di nulla. Denunciati alla procura. DENUNCIATI ALLA PROCURA? Ok, credo di aver qualcosa da confessare anche io. Che faccio, mi costituisco direttamente?



























E chi l’ha detto che controllare gli scontrini della spesa sia un difetto?
Pensa se lo facessero tutti gli amministratori dei comuni, delle province e delle regioni italiane..
E magari anche parlamentari e ministri..
Invece di sottoscrivere derivati con le banche o assicurazioni con agenzie inglesi con cui pigliano 10 e pagano 100 ?
Pensa come migliorerebbe il bilancio..
Che ne dici mio piccolo tenero Gregoriuccio?
O zio..
Le figure co le femmine..
Li golf non restituiti..
E daje a zio su..
E tu a Facci vai detro?
Solo per odio di Grillo..
Ma che t’ha fatto sto Grillo poi?
Dillo a zio daje..
Bel post. Mamma mia che brutta malattia la tirchieria, checché ne dica Giamba.
Ahh i genovesi….
Ma concentrarsi sui fatti invece di queste cazzate? Mi fate ridere voi e Facci. Domani 25 aprile al V2-Day si firmerà per qualcosa di molto serio… informatevi e fate vera informazione.. e non gossip da parrucchiere. Ridicoli.
l’angolo dello scemo è stato appena riempito da Luigi. Come è comprensibile a chiunque legga con un minimo di discernimento, nel pezzo si CRITICAVA Facci: “Insomma, come inizio non è che sia un granché. Speriamo che migliori col tempo. “, si dice del suo pezzo, mentre si segnala la recensione positiva all’iniziativa di grillo da parte di NoiseFromAmerica.
Secondariamente, in questo sito SI FA informazione, senza sussidi partitici. Indipercui, il richiamo etico ammé me lo sgrulla. Ridicolo sei tu che non capisci nemmeno quello che leggi.
Io credo che sia davvero grave questa storia dei (non)lettori che arrivano, intuiscono nelle prime due righe che hai scritto contro il loro idolo (qui grillo) e si precipitano a vomitare i loro commenti preriscaldati.
Dobbiamo fare qualcosa…
Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
…
@Just: hai ragione!
Proviamo cosi’: Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista Grillo qualunquista
Ecco, cosi’ non postano a sproposito.
Ieri ho guardato l’Infedele, ma non ne ho tratto giovamento: Lerner ha fatto il saggio, il tizio dei giornalisti il cerchiobottista, Gasparri il troll, i grillisti gneggne’.
Speravo che almeno Giornalettismo se la prendesse con la trasmissione, ma immagino sia sembrata inutile anche a voi.
Cantastorie e giornalisti:
Assunto che una notizia è, tecnicamente, il racconto di un avvenimento, è fondamentale la distinzione fra la notizia intesa come informazione, e la notizia intesa come racconto mitico. La prima si rivolge alle persone come cittadini, “aggiungendo un piccolo tassello alla loro conoscenza del mondo”, e quindi ha una funzione essenziale nella società civile: permette loro di prendere parte con maggior consapevolezza al processo decisionale. La seconda invece insiste sul racconto, vuole soprattutto fornire delle “storie”, il cui contenuto però non ha lo scopo di far crescere la consapevolezza, o la coscienza, o lo spirito critico di chi ascolta, ma assolve soprattutto alla funzione, mitica appunto, del raccontare come risposta all’esigenza ancestrale di ascoltare delle storie …
http://new-italy.net/notize-o-.....e-notizie/
Ma se informare correttamente equivale a operare cambiamenti, quali sono le ripercussioni di una notizia falsa? Anche le notizie false devono operare cambiamenti. Devono modificare la realtà, ossia falsificarla e ciò soprattutto a favore del manipolatore. Questo è lo scopo, nudo e crudo, dei falsari della realtà …
http://new-italy.net/risorse/i.....-cambiare/
Tocca quindi a tutti noi, a saper distinguere fra notizia e racconto mitico, a scegliere tra libertà e condizionamento.