Per i detrattori della politica estera del governo Berlusconi, ecco la smentita dei fatti. L’accordo di Cooperazione e Amicizia fra Italia e Libia è infatti un evendo storico di quelli da ricordare nei libri. Da ricordare perchè in questo modo Silvio appoggia ufficialmente una delle tante dittature del mondo arabo che gli stessi che oggi firmano avevano detto di voler distruggere, partendo da Saddam. Certo, bisogna anche ricordare che Saddam era brutto e cattivo e voleva tirare i missili contro Israele. Gheddafi invece è buono e simpatico e i missili che tirò contro l’Italia nel 1986 fecero solo dei buchi nell’acqua. Si, vabbè, qualche volta anche Gheddafi ha esagerato con Israele, come quando nel 1998 disse di volerlo trasferire in Alaska. Ma in fondo era una proposta simpatica e innocente, siamo sicuri che anche la forzista Fiamma Nirestein (purtroppo, il suo blog non viene aggiornato dal 25 agosto) concorderà sulla maggiore pericolosità ripsetto a quei quattro poveri imbecilli che bruciano le gloriose bandiere dello stato ebraico, di un dittatore arabo che da anni finanzia, protegge e addestra terroristi nel suo Stato. Insomma, non possiamo che concordare con questo Magdi Allam d’annata (era il 1999: piccino lui!): “Il Gheddafi che sostiene di aver reciso ogni legame con il terrorismo dopo l’ assassinio di decine di dissidenti libici e il sostegno alle più note sigle dell’ eversione internazionale, oppure quello appena condannato dalla magistratura francese per l’ abbattimento dell’ aereo dell’ Uta sui cieli del Niger nell’ 89 (170 morti) e ancora sotto processo per l’ esplosione del Boeing della Pan Am sui cieli di Lockerbie nell’ 88 (270 morti)?“.
Ma del resto, se si è garantisti in Italia non lo si può non esserlo anche all’estero. E quindi lo storico trattato prevede all’articolo 4 che l’Italia non conceda le basi militari nel proprio territorio per eventuali attacchi alla Libia. Anche se provenissero da una nazione a caso - chessò, gli Usa ad esempio; ma è solo un esempio, sia chiaro! Altro che Bertinotti, altro che D’Alema, lo si fa vedere noi del PdL agli Usa che non siamo servi ma i padroni del mediterraneo come le stentoree legioni di Roma. Condoleeza? Tié. Ma questa è “una notizia che da Palazzo Chigi si affrettano a circoscrivere: “L’accordo fa salvi tutti gli impegni assunti precedentemente dal nostro Paese, secondo i principi della legalità internazionale“. Tranquilli, sta dicendo la diplomazia italiana in pubblico: se per caso ci dovesse essere un accordo precedente che afferma invece il contrario, sbattecippa di questo. Ciò tranquillizzerà di sicuro gli arabi, ai quali abbiamo appena fatto capire che quello che abbiamo firmato con loro rischia di essere carta igienica. Ma tranquilli: è tutto a posto. Tanto a posto che anche l’ala filo-israeliana del Popolo delle Libertà ha ieri perso inopinatamente la voce: non una dichiarazione alle agenzie di Fiamma Nirestein, Magdi Allam e così via è uscita per stigmatizzare in qualche modo questo accordo che - stando a quanto dice la Libia e non smentisce l’Italia - si pone in contrasto con la nostra politica internazionale (filo-Usa) per aiutare un dittatore antisemita. Uno che ha detto che Obama rischia di essere assassinato dai servizi segreti israeliani nemmeno tre mesi fa. E che - ma questo è già nella storia - una volta dichiarò agli inglesi che il loro bardo William Shakespeare tradiva origini arabe, visto che l’inizio del nome sembrava suonare come la parola Sceicco (Sheik). Per una cosa del genere, in paesi diversi dal nostro un governo sarebbe in crisi.
Intanto, c’è chi si prende la santa premura di contribuire all’asfaltatura preventiva dei vari Bonanni, Angeletti e compagnia bella. Su La Voce vengono confrontati il piano di Air France e il piano Fenice per Alitalia. Ovviamente, a uscirne con le ossa rotte è la soluzione nostrana, che è ancora tra l’altro ancora sub judice perché i sindacati chiedono di cambiare quanto si prevede su rotte e aerei. Ed è significativo che Michele Polo chiuda così: “Il semplice confronto tra quanto oggi viene prospettato agli italiani e quanto invece quattro mesi fa è stato fatto scientemente naufragare, tra il Piano Fenice e il piano Air France, non è rintracciabile, con pochissime eccezioni, sulla stampa italiana. Quasi nessuno tra i giornali di opinione ha ricordato in questi giorni cosa
era la famosa “svendita” allo straniero, quasi nessuno ha messo il lettore nella condizione di formarsi una opinione se veramente la scommessa era vinta o persa. L’informazione ha presentato l’operazione Alitalia con un unanimismo, una mancanza di equilibrio e un appiattimento quasi aziendale che segnalano un problema grave per la formazione dell’opinione pubblica e per il pluralismo. Su questo occorrerà tornare al di là della vicenda Alitalia“.
Pietro ci segnala che questo è l’oggetto più imperdibile del millennio e forse anche oltre. Non è un cerchietto per i capelli, come potrebbe sembrare ai meno accorti fra di voi; è invece proprio quello che stanno immaginando i più perversi: un perizoma autoreggente. Ma di altissimo livello, eh? “C-String has a flexible internal frame that hugs and holds it to the body both securely and comfortably. Your modesty remains safely covered at all times. At the front it looks like sexy underwear, to the rear it has a thong-style strip, and to the sides it has nothing at all!“. E voglio dire, anche vedendo quanto sta bene alle modelle sul sito - e costa solo 26 dollari - direi che è il caso di esclamare “Mai più senza!“.
E a proposito di perizomi, ricordiamo urbi et orbi che questo è un sito aperto alle collaborazioni esterne. Chiunque può segnalare notizie - anche scrivendo alla email (giornalettismo@gmail.com) - oppure entrare in redazione in pianta stabile, per darci una mano (troviamo qualcosa da fare a tutti, siamo peggio dei piani per la piena occupazione delle dittature), oppure ancora segnalare il suo sito/blog nel Network. Non basta, ma aiuta.
(ha collaborato Alessandro Guerani)


























Passerò alla storia come lo scopritore del C-string. Merito di un mio collega, comunque.
mai come in questi tempi rifulge lo spirito ed il genio politico delle itale genti
il segreto della politica e della diplomazia è la capacità di parlare ad ogni diverso interlocutore con la propria lingua……
e Noi ne siamo stati capaci
quando i discepoli domandarono a Jesus come avrebbero fatto a parlare con le umane genti per diffondere il credo, visto che erano quattro ciucci proletari,,,,,,,gli fu dato il dono della lingua poliglotta,,,,e tutti li capivano
allo stesso modo nel caso Alitalia si è capito che in realtà la sovranità di una nazione si conserva tutelando la libertà di movimento all’ interno delle maxi-aziende valvola di sfogo di promesse elettorali e finanziamenti vari……
a qualsiasi costo……e sindacati e partiti d’ accordo se ne vanno……
Personalmente non sono affatto convinto che Berlusconi abbia fatto male a stringere l’accordo con Gheddafi. Del resto la sua politica estera è sempre stata così: nel precedente governo faceva accordi con Putin. E non mi venite a dire che Putin sia diverso da Gheddafi.
Il fatto è questo. La politica estera è sostanzialmente concorrenziale: se una cosa non la fa l’Italia la fa la Germania, se non la fa la Germania la fa la Francia, se non la fa la Francia la fanno gli USA.
Questo a volte provoca dei problemi del tipo “prisoner’s dilemma”, dove sarebbe opportuno che, ad esempio, tutta l’Europa si muova assieme anzichè seguire 25 politiche estere diverse.
Gli articoli di Leonardo e dell’Economist sul ClubMed mostravano che tutti i paesi europei si stanno guardando da vicino il Nord Africa. E fanno bene. L’Italia non può da sola stare a guardare: perderebbe in sicurezza energetica, perderebbe in peso internazionale, senza guadagnare nulla se non moral self-righteousness, e senza contribuire alla democrazia nel mondo perchè, da soli, non si fa niente. Quindi niente benefici e solo costi.
Resta da vedere se sia opportuno un accordo (un cartello) tra i governi europei per discriminare le dittature e imporre la democrazia in tutto il mondo. Solo attraverso un’azione concertata sarebbe possibile, forse, una cosa del genere. In questo caso, un accordo sanzionerebbe accordi separati e consentirebbe una soluzione cooperativa del paradosso del prigioniero.
I singoli stati europei si trovano di fronte a relativamente poche minacce strategiche. Le tre maggiori sono la dipendenza energetice, l’immigrazione politicamente radicale e il declino dell’economia con conseguente declino dello stato sociale. Due rischi minori sono il potenziale militare russo e gli attentati terroristici di Al Qaeda.
Io ritengo che i singoli stati europei debbano massimizzare la diversificazione energetica, e non possono farlo boicottando paesi come la Libia. Se vogliono possono usare la domanda di petrolio come leva in politica estera per fare pressioni, ma per farlo devono coordinare la politica energetica. Se non vogliono, e del resto la cosa non mi convince del tutto, e ognuno fa come gli pare, alla fine qualcuno i soldi alla Libia li darà comunque. Tanto vale essere noi a stringere accordi.
Non si può poi non gioire che la retorica dell’esportazione della democrazia abbia finalmente lasciato spazio a considerazioni più pragmatiche. Con i pragmatici si può discutere, con i deontici senza se e senza ma è più difficile. Tutto sommato, se è vero, sotto strette condizioni abbastanza strette, che la democrazia dà più sicurezza ai vicini di una dittatura (e più o meno ci credo), dall’altro l’unico tentativo messo in atto per seguire la retorica della democratizzazione finora è stato un fallimento per 4 anni di fila, e solo ora si sta forse stabilizzando, fermo resantdo che l’intervento in Iraq, anche se il problema si risolvesse, tutto compreso sembra più una liability strategica che non una vittoria.
E’ STRAORDINARIO!
ESISTE LA VERSIONE MASCHILE?
La potrebbero indossare gli italiani; pensando ai debiti da pagare per alitalia non dovrebbero neanche calare le classiche braghe.
Per l’azienda produttrice sarebbe un successo con i milioni di potenziali clienti (pensate solo ai 40 milioni di elettori!)
MERAVIGLIA DELLA TECNOLOGIA!
@ libertyfirst:
sono perfettamente consapevole dei vantaggi geopolitici insiti nello stringere un’alleanza con la Libia. Se questa fosse stata la logica prevalente nei 50 anni della nostra politica estera… Il problema è che si è sempre fatto il contrario.
Noto che hai skippato “sul governo che scarcera i tifosi”, veltroniano che non sei altro.
E per darti la mazzata finale, aggiungo che il c-string e’ oldissimo.