La scuola italiana è in subbuglio. Il ministro Maria Stella Gelmini ha avanzato alcune proposte per risollevarne le sorti: il ritorno del grembiule in classe, il maestro unico alle elementari, il 7 in condotta. E mentre la manovra finanziaria del governo impone tagli all’istruzione di 7 miliardi e 800 milioni di euro in 4 anni, ecco l’ultima trovata: i corsi intensivi per gli insegnati meridionali, accusati di scarsa capacità.
La giovane ministro ha una grande responsabilità. La scuola è importante: il benessere di una nazione e il suo sviluppo dipendono molto dalla qualità del suo capitale umano, che è strettamente connessa ad un sistema dell’istruzione adeguato. Le indagini sul grado di istruzione di una determinata popolazione di individui (soprattutto studenti di ogni ordine e grado) consentono, pur con qualche limite, di rilevare abilità, capacità e competenze e sono un buon indicatore per misurare, appunto, la qualità del capitale umano. Purtroppo, recenti indagini internazionali hanno confermato un significativo ritardo degli studenti italiani.
Da qui le dichiarazioni della Gelmini.
L’ITALIA E’ INDIETRO, IL SUD ARRANCA - Le indagini descrivono anche una realtà differenziata all’interno dell’Italia, nella quale gli studenti meridionali mostrano una preparazione inferiore in tutte le materie oggetto di indagine (capacità di comprensione di un testo, matematica, scienze, problem solving). I differenziali Nord-Sud sono più forti nelle scuole tecniche e in quelle professionali, meno nei licei, e tendono a crescere durante il percorso scolastico. Nel Mezzogiorno risulta più elevata anche la dispersione nei risultati tra gli studenti. Secondo la Gelmini la colpa è degli insegnanti. Certo il ruolo dei docenti, che assorbono circa i due terzi della spesa corrente per istruzione (ai livelli primario e secondario), nella “qualità” del capitale umano è molto importante. La loro azione quotidiana rappresenta uno dei 3 principali determinanti dell’apprendimento.
GLI INSEGNANTI - Ma basta andare a vedere i dati per scoprire che tra gli insegnanti del Nord e quelli del Sud non ci sono differenze quantitative: l’analisi regionale del numero di studenti per insegnante non registra variazioni significative nelle diverse aree geografiche. Nelle regioni meridionali, invece, gli insegnanti sono in media più anziani che nel resto d’Italia. Uno studio della Banca d’Italia sulla composizione socio-demografica della popolazione degli insegnanti, le loro caratteristiche e le conseguenze sulla motivazione e sull’efficacia dell’attività didattica mostra che l’apprendimento degli studenti risente negativamente del turnover degli insegnanti (oltre il 20% ogni anno cambia istituto, e non si tratta solo di precari, ma anche di insegnanti di ruolo) e della relativa mancanza di continuità didattica. L’apprendimento è influenzato dallo scarso attaccamento degli insegnanti alla scuola in cui operano. C’è invece in media un
legame positivo con la preferenza manifestata dagli insegnanti per le singole scuole, che segnala come gli insegnanti sembrino in grado di identificare le scuole migliori, verso cui muoversi. Lo studio Banca d’Italia segnala una forte correlazione tra distribuzione geografica e per tipologia di scuole dei tre indicatori e la percezione dei differenziali di qualità nel sistema e, per la scuola secondaria superiore, i punteggi medi delle singole scuole nel test PISA. Più che di corsi intensivi, quindi, c’è bisogno di svecchiare e rimotivare il corpo docente.
IL RUOLO DECISIVO DEL CONTESTO SOCIOECONOMICO – Ma il buonsenso e gli studi mostrano che la “qualità” dell’insegnante è solo una delle tre componenti per la ricetta della scuola d’eccellenza. Un’altra sono le capacità del singolo studente, ma la più importante, è il contesto socio-economico. Uno studio di Montanaro mostra l’impatto delle caratteristiche della famiglia di provenienza sulla preparazione scolastica, specialmente negli anni della scuola dell’obbligo. Una parte significativa dei divari tra Nord e Mezzogiorno è attribuibile agli studenti provenienti da famiglie svantaggiate, che nel Sud sono di più che nel Nord. Nel passaggio alla scuola secondaria di secondo grado (scuola superiore), l’influenza della famiglia si esercita soprattutto nella scelta dell’Istituto scolastico. Una scuola prestigiosa vede di solito i migliori insegnanti e quindi le migliori famiglie e quindi i migliori studenti. Non stupisce che nel Sud siano più frequenti le grandi eccellenze e il livello medio sia più basso. Non stupisce che i test internazionali segnalino un Nord meglio preparato del Sud.
TAGLI INDISCRMINATI? NO, GRAZIE – Stupisce, invece, la scelta della ministro di indicare quale ricetta per il miglioramento della scuola italiana, e di quella meridionale in particolare, i corsi di recupero. Invece, ci vorrebbe prima di tutto uno sforzo per colmare gli attuali divari territoriali nei fattori sociali,
economici e culturali, che però non sembra una priorità di questo governo. Ma, a parte questo, c’è spazio anche per l’adozione di misure di politica scolastica più specifiche e mirate: si pensi alle disparità marcate tra le tipologie di scuola e tra gli istituti stessi, anche all’interno delle singole regioni. Investire nell’istruzione è una strategia vincente per un sistema paese. Investire con un adeguato livello di risorse finanziarie, investire nella motivazione del corpo insegnante, investire negli studenti. La ministro Gelmini comincia ad investire nella scuola, con un taglio di risorse di 7,8 miliardi di euro in 4 anni: quindi, con un’inevitabile riduzione del numero degli insegnanti, soprattutto alle elementari (con la cancellazione dei moduli e il ritorno al maestro unico). E anche con la riduzione dei presidi scolastici, del numero delle scuole. Si stima un taglio di circa 100 mila insegnanti, di cui 60 mila alle elementari. Non sarà difficile come sembra: ci sono 25 mila posti vacanti, ogni anno vanno in pensione 30 mila insegnanti, quelli di ruolo si possono usare per cancellare le supplenze. In 4 anni, appunto, il gioco sarà fatto. Ma tagliare insegnanti e risorse, bloccando il turnover, penalizzando i “giovani insegnanti” e quindi alzando ulteriormente l’età media dei docenti, cancellare i presidi scolastici disseminati nel territorio, aggredendo il problema a partire da dove le cose funzionano meglio, la scuola elementare, che senso ha, a parte far quadrare i numeri di Tremonti? Sì, perché per il Timss&Pirls International study center che ha recentemente comparato le capacità di apprendimento dei bambini di 9 anni, l’Italia è al sesto posto (davanti a USA, Francia, Germania) su 40 nazioni. E’ negli adolescenti che abbiamo problemi di competenze, non nei bambini. Ma se si investe nei tagli, accompagnati da dichiarazioni e proposte discutibili, difficilmente s’innalzerà la bassa qualità dell’istruzione italiana. Soprattutto di quella meridionale.

























“Invece, ci vorrebbe prima di tutto uno sforzo per colmare gli attuali divari territoriali nei fattori sociali, economici e culturali, che però non sembra una priorità di questo governo”.
Perche’ rovinare un bel post con questa caduta nel socio-banale my friend?
Della serie, basterebbe che questo governo risolvesse la questione meridionale in ballo da centocinquena’anni, checcivuole a capirlo …
E licenzia il titolista, mandalo a CronacaVera!
ciao, Abr
Articolo ottimo con taglio quasi scientifico: complimenti.
Abbiamo fatto l’azienda italia, ora dobbiamo fare i dipendenti.
Partire dalla mortificazione della scuola è un colpo di genio che produrrà “ottimi” effetti sul medio periodo.
Però mi sa che anche nelle università non se la passeranno bene…
Stiamo costruendo il futuro…anche se il cantiere è abusivo.
W i politici evviva! evviva!
@abr:

Eh eh eh…Su questo punto non riusciremo mai ad essere d’accordo…Magari proveremo a venirci incontro!!!
Colmare i divari territoriali non sembra una priorità di questo governo (per la verità, non sembra una priorità da molto tempo).
E’ vero che è socio-banale, ma temo che senza aver affrontato - magari, anche con modalità “innovative” e certo senza alcuna caduta nell’assistenzialismo piagnone, che mi fa venire l’orticaria quasi come a te - questo problema, molte performance italiane saranno sempre “rallentate”.
In questo caso, il titolo è farina del mio sacco. Mi sembrava carino…Tu che avresti scritto?
Un sorriso con stima
Carlo
Istruzione e sanità dovrebbero essere in primis il capitolo di spesa più oneroso e ritoccabile solo al rialzo nei bilanci degli Stati: garantire un minimo standar di buona qualità (non sufficiente ma almeno BUONA!) di questi due diritti fondamentali, a mio modesto e irrilevante avviso, renderebbe uno Stato non solo civile ma anche competitivo in tutti gli altri campi… ma io non ne so niente di politica, economia e bilanci…
Un saluto, Lisa
@ilsomaro
Grazie dei complimenti, sono sempre graditi, quasi come le critiche..
La scuola è mortificata da tanto troppo tempo, senza distinzioni spesso di opinione politica. Dire che dovrebbe essere la priorità sarebbe quasi banale, se non fosse che nei fatti da anni e anni si evita di aggredirne i mali e si lanciano sempre iniziative estemporanee.
Un sorriso grazie mille!!!
@Lisa72:
Ciao, bellissimo trovarsi qui!!!
Niente da aggiungere al tuo commento.Buona qualità, e maggiore uniformità di rendimento. Anche la grande dispersione dei risultati scolastici tra i diversi ragazzi, grande ovunque e molto molto forte al sud, è un problema grandissimo
Ciaooo!
:-*)
Ma nella foto della Gelmini non notate qualche somiglianza con Vladimir Luxuria?!
Ottimo articolo, assolutamente condivisibile.
Certo sarebbe stato bello leggere più commenti, ma pare che ormai il lavaggio del cervello è stato compiuto, la scuola, la cultura, interessano orma solo a pochissimi. Eppure tutti si lamentano che il paese è in declino, ma è ovvio che il declino è determinato da un sistema scolastico/universitario in disfacimento. Se vogliamo tornare ad essere competitivi bisogna cominciare dalla scuola.
@Fabristol:
Fossero gemelli ???
@Nunveregghepiù:
Grazie mille, davvero.
Sul merito del tuo intervento: sono parte in causa e non è il caso che dica nulla. In generale, noto anch’io che la voglia di commentare e di partecipare (al limite, anche di criticare) nella rete è molto inferiore rispetto a un tempo, oppure si concentra su cose diciamo…più “allegre”.
Non so da che dipenda.
“Se vogliamo tornare ad essere competitivi bisogna cominciare dalla scuola.”: Parole sante.
“nella rete è molto inferiore rispetto a un tempo, oppure si concentra su cose diciamo…più “allegre”.
Non so da che dipenda.”
forse perché non ci sono più speranze?!
Mi ricordo alcuni anni fa si commentava e postava come dannati. Forse siamo solo stanchi di ripetere le solite cose. Ci stanno prendendo per stanchezza…
Quello che stà per introdurre il ministro Gelmini è sacrosanto!!! Ve lo dice un maestro di scuola elementare. Basta con le utopie, la scuola serve per formare le persone non per inventare posti di lavoro inesistenti a discapito dello stipendio di tutti. E ora di finirla.
Matteo G.
“E’ negli adolescenti che abbiamo problemi di competenze, non nei bambini.”
Esatto. La scuola da riformare dalle ceneri è quella media. La peggior scuola di formazione per delinquenti, peggio del carcere.
@Fabristol:
E’ possibile che sia come dici tu. Per questo, ancora di più, non dobbiamo stancarci. Non per perder tempo a “cazzeggiare” alla maniera di quelli che gaber descrisse nella sua “Al Bar Casablanca” ma per tenere accesa la voglia di partecipare e impegnarsi in prima persona, a 360 gradi e comunque la si pensi. Grazie.
@Matteo:
La scuola elementare io l’ho fatta con un unica maestra, e mi sono trovato bne. I Miei figli l’hanno fatta con i “moduli” e si sono trovati bene.
Le scuole elementari italiane sono tutt’ora, secondo i test di comparazione svolti a livello internazionale, migliori di quelle di mlti altri paesi
Credo che il problema sia nelle didattiche, nelle risorse che si dedicano alla scuola. E che si debba cominciare dove le cose vanno peggio (Scuola media inferiore e superiore)
Grazie per il tuo intervento.
@tutti:
Un sorriso partecipe
@fabristol sulla scuola media:
Infatti: anche in realtà forse un po’meno degradate, come la mia Umbria, è il grado scolastico messo peggio.
^_^
Matteo,
condivido il tuo pensiero (lavoro anch’io nella scuola). Nella pubblica istruzione esiste un esubero di personale spaventoso, negli anni passati le trasformazioni che ha subito la scuola sono servite solo a garantire maggiore occupazionea discapito delle risorse. La maestra unica (con conseguente taglio al personale), il ripristino del voto in condotta e una maggiore oculatezza nelle spese non potrà fare che bene alla scuola italiana. Quasi dimenticavo tra la scuola al sud e quella al nord c’è un abisso, il motivo non lo conosco ma posso assicurare che ogni volta che ho incontrato studenti del sud avevano una preparazione disastrosa. Ma tutto questo in Italia non importerà a nessuno e allora avanti con le proteste, avanti forza difendiamo tutti il nostro orticello….
@Tremenda:
Mi soffermo solo sull’ultima parte, quella del divario nord sud.
Il motivo non lo si conosce, ma qualche ipotesi si può azzardare.
Qui, prendendo studi fatti da banca d’Italia e da altri, si suggerisce che c’è un problame di insegnanti troppo anziani, di rimotivazione degli stessi (cambiano troppo frequentemente istituto e, non ultimo, un problema sulle famiglie svantaggiate, nel sud più presenti che al nord.
Forse c’è anche dell’altro. Ecco, cominciare da qui, anzichè tagliare quella montagna di risorse, potrebbe essere un’idea. Ovviamente, ci possono essere ricette alternative.
Ma sinceramente, pensare che si risolleverà la scuola italiana diminuendo le risorse che ad essa spettano a me non sembra la ricetta giusta.
Grazie mille per il tuo intervento! ^_^
Brava Gelmini continua così.Un maestro per ogni
classe. Ritorno al voto tradizionale voto in
condotta. Esame in seconda e quinta elementare
aggiungerei.Niente computer e zainetti.Pensierini, esercizi e sussidiari. Poi le aste e esercizi col pongo e il das. E poi finita l’Università una bella fabbrica di disoccupati rende bene per i consumi dei bamboccioni come Giawba. Intanto in Italia non cambia un cazzo e studiare è un business per famiglie cazzute.Viva Di Pietro lui si che è preparato!
@comicomix
hai ragione il problema sono le risorse per questo dico che le poche che ci sono andrebbero usate meglio. Nella scuola in cui lavoro abbiamo tre bidelli quando ne basterebbe uno,inoltre le pulizie sono affidate ad una ditta esterna quando sarebbe compito dei bidelli. Su otto classi ci lavoriamo in 17 (senza contare i maestri di sostegno) quando ne basterebbero 8. Tutto questo si traduce in stipendi da fame e mancanza di mezzi. Il nostro paese ha risosre limitate e non possiamo moltiplicarle con la bacchetta magica, ma usarle meglio si. Mia madre ha 82 anni e ha fatto le scuole fino alla quinta elementare. Parla un italiano perfetto, ha una calligrafia che sembra stampata e quando scrive non commette errori grammaticali, inoltre ha discrete conoscenze storiche,geografiche ecc. Il grado di istruzione che ha raggiunto con le “sole” scuole elementari oggi non siamo piu in grado di fornirlo nemmeno alle medie. Per cui forse è meglio fare qualche passo indietro, credo che il 68 abbia fatto grandi cose ma abbia letteralmente sfasciato la scuola, i risultati del 6 politico si vedono solo oggi.
Ricambio la stima Copicomix e questo esercizio e’ gia’ un “venirci incontro”: come gia’ detto, i contenuti altri del tuo post li trovo condivisibili.
la mia critica sul punto che battezzi: “Colmare i divari territoriali” nasce dal fatto che non si tratta di un “problema” specifico della Gelmini ne’, come correttamente commenti anche tu, solo di questo governo.
Il rischio che vedo a sollevare questi “fuori tema” e’ quello del “benaltrismo” (il problema non e’ questo, e’ ben altro e ben piu’ grosso), rifugio intellettuale che tiene spesso la sinistra prigioniera del non fare ogni volta che sale al governo.
Sono sempre piu’ convinto che l’Italia non necessiti di grandi idee, ma di tanto e concreto “fare”, piccolo e continuo. Roba da idraulici piu’ che da architetti.
Nella fattispecie, “Colmare i divari territoriali” e’ l’indicazione di una cura non il problema in se’, che e’ lo squilibrio territoriale italico presente da prima dell’Unita’ (intesa come evento non come giornale).
Assistenzialismo che aborri anche tu a parte, esistono due approcci “seri” al problema, uno si chiama Federalismo su cui hai recentemente scritto un post esemplare, l’altro e’ appunto “colmare i divari” via Redistribuzione dall’alto.
Il secondo non funziona (piu’), lo abbiamo testato per sessanta anni. E che non vengano a menarmela che non funziona perche’ “ci vogliono piu’ controlli” (sottinteso, dall’alto e non dal basso).
ciao, Abr
“E licenzia il titolista, mandalo a CronacaVera! :)”
Ahò, guarda che te manno a’ banda da’majana a pijattaccasa.
Io porto a piscià er cane du vorte ar giorno riassetto er cucinone perchè mammà fa la signora sbevazza e gioca a burraco cio’ er laureone che levati me leggo diciotto libri ar mese faccio l’enigmistica me strummolo er bigolo coi siti hard faccio meditazione curo i fiori der barcone ccciò un pajero vado a fa e commmissioni sempre perchè mammà fa la signora il mi babbo mi gira sul conticino un tot de euri attorno ai mille ogni tre mesi e questo nun te sembra lavoro continuo so mejjjjo de Giawba ma va cacà te la Gelmini e il suo ZIO Don li mortacci sua!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
@Bazooka:
Intanto in Italia non cambia un cazzo e studiare è un business per famiglie cazzute. Forse, fornendo una migliore preaparazione scolastica e dando opportunità di crescita umana e professionale a tutti, avremmo un paese migliore, con qualche piccolo cambiamento. Grazie del tuo intervento
@tremenda:
In parte qui ti seguo. La razionalizzazione delle risorse è una cosa sacrosanta (ci sono tra l’altro forti divari tra regione e regione sulla spesa pro capite in Istruzione. ma è l’idea del “taglio” come risposta ai problemi della scuola che non accetto. Che, a parità di risorse per l’istruzione, si riducano - dove sono troppi gli insegnanti (ma non bloccando il turnover, perchè sono i giovani e i meritevoli che vanno premiati!!) può andare, ma non la proposta di bloccare per 4 anni il turnover nella scuola (questa in estrema sintesi è l’idea del Governo nazionale, anche se ora sembra in parte ci stiano ripensando)
@ABR:
Giusto, non è un problema della gelmini. Ma è un grosso problema che, secondo lo studio di banca d’Italia, è uno dei principali determinanti del rendimento scolastico diverso tra Nord e sud. Non benaltrismo.
Sono d’accordissimo sul punto che ci servono più idraulici e meno architetti, ma non corriamo però il rischio di farli sparire del tutto, l’accoppiata giusta è un sano pragmatismo accompagnato da qualche buona ideaa di medio termine.
Sul colmare i divari, credo che l’art. 119 della Costituzione (pienamente recepito dalla Bozza Calderoli, anche su questo punto, ci voglia un federalismo con una buona dose di perequazione (ma non delle inefficenze, come ho già detto nel post che richiami, grazie..^_^) ma pure un utilizzo “giusto” delle risorse FAS, cioè i trasferimenti diretti dal “centro” alla atree in ritardo di sviluppo. Ma certo, gestiti meglio di come è stato fino ad ora, altrimenti è meglio buttarli dalla finestra.
@Gregorj:
Che bbbona che è! ^_^
@tutti:
Un sorriso scolaro
Complimenti bell’articolo. Un paio di considerazioni. In questi giorni il caso Alitalia sembra coprire ogni altro fatto degno di nota. Tutti i tg sono concentrati sulla vicenda della compagnia di bandiera e si preoccupano della sorte di quei 5,6 mila posti di lavoro. Sacrosanto. E la scuola? Nessuno si preoccupa dei 100.000 posti a rischio? La signora Gelmini si riempie la bocca di termini come “merito”? Se fossi in Lei mi vergognerei. Non è mai entrata in classe, non sa nulla di pedagogia ed i più accorti scorgono i fili che la muovono come un burattino. Ne parlo con cognizione di causa, frequento la SSIS, scuola per la formazione degli insegnanti, ora sospesa. L’unico tentativo fatto in Italia di formare i docenti, che contemplava la collaborazione tra Università e scuole, con corsi a frquenza obbligatoria e 300 ore di tirocinio sul campo. Ma forse, questo è quello che ci meritiamo.Grazie, un saluto
Peccato che in Italia la crescita umana e professionale, si chiama sfruttamento. Ho fatto il pony-express e il rompiprivacy dai call-center a 500 euri lordi al mese. Si sono beccati tutti i miei contatti e ti saluto, vai pure a casa dopo un mese di cosidetto learning risorse umane ( vatti a vedere ”Tutta la vita davanti ” di Virzì dal racconto della Murgia e ti fai un idea). Crescita umana e professionale ma dove vivi? Siamo in Italia un Paese Comicomix appunto. Comicomix Alitalia, comicomix Caimano-Ricattamondo Gheddafi ecc…Colaninnicamente parlando. Siamo un puttanaio a cielo aperto funziona solo il Vaticano, la scuola per far comprare libri inutili a formar cervelli conformisti e acritici e la ”militia populi” da fare andare a scannare per il petrolio. Concludo con le parole di Benito Mussolini a Dongo prima dell’incipiente morte del ”redde rationem” dell’italico popolo che gli leccò il culo fino al giono prima: ”Ho cercato di fare da una merda un popolo e non ci sono riuscito” e te lo scrive un progressista. E sa ve bene a me buona camicia a tutti. Demoooooooo vai con la sigla! ps: scusa lo sfogo il tuo blog lo leggo ogni tanto e mi diverte. CIAO
@tremenda:
“posso assicurare che ogni volta che ho incontrato studenti del sud avevano una preparazione disastrosa.”
Lo sa che la sua frase oltre che offensiva per gli studenti del sud (il meno), è offensiva per lei perchè denota un orticello piccolo piccolo confuso con il mondo (si intravede lo stesso problema nel secondo commento). Simili argomentazioni sono autoreferenziali e puerili. Le sue osservazioni (anche se non tutte condivisibili) potrebbero essere rette da argomentazioni più intelligenti.
I problemi della scuola (non tutti) sono stati ben identificati dall’autore dell’articolo e soprattutto l’autore suggerisce un’alternativa alla strada intrapresa dall’attuale ministro.
Togliere risorse impoverisce la scuola, sempre.
Distribuire meglio le risorse può far migliorare la scuola, ma bisogna stabilire criteri quanto meno non discriminanti.
Tagliare posti superflui può essere utile ma non sempre (bisognerebbe chiarire il significato di superfluo).
Motivare i professori E’ FONDAMENTALE per migliorare il livello di educazione degli studenti.
La variabile indipendente resta gli studenti con le loro famiglie (ma in questo caso il ministro non può farci nulla).
Se capisco bene la riduzione degli investimenti voluta dal ministro dovrebbe essere dovuta principalmente alla riduzione del personale ed alla riduzione degli edifici scolastici; se così fosse si attuerebbe un’idea abbastanza stupida ma molto in voga in questa italietta mediocre, cioè che la riduzione degli investimenti aumenti la qualità del servizio: semplicemente diminuiscono le perdite (che di per sè non è male) ma ciò non vuol dire che automaticamente aumenti la qualità.
Ed infine forse mi è sfuggito, ma non ho capito questi sette miliardi risparmiati dove finiranno? In cassa dovrei avere in 4 anni sette miliardi circa: cosa ne farò? Mica serviranno a salvare un’altra compagnia di bandiera con i soldi dei cittadini?
Posso suggerire di investirli nella scuola?
Investirli magari nella pubblica e non nella privata?
Magari è difficile ma utile ricordare che un aumento della spesa pubblica c’è ANCHE perchè le scuole private prendono tanti soldi pubblici (ma questa non è una novità; nessuno in italia fa qualcosa se i soldi non ce li mette la collettività), ma non credo che il ministro (come i precedenti) sia molto d’accordo con queste proposte.
P.S.
Il benaltrismo che dice Abr qualche volta (solo qualche) serve a togliere il prosciutto dagli occhi di chi subisce una restrizione dei propri diritti fondamentali (minori risorse significano meno educazione cioè formare un parco buoi invece che cittadini consapevoli) e crede che ciò sia un bene per se stesso e per la collettività (potenza della mente umana!).
uff, quando ho visto il nick “carla x tutti” speravo in tutt’altro. Invece è solo spam.
maledetto spam che illude milioni di uomini ogni giorno. Dovrebbero processarlo per diritti contro l’umanità!
Ho letto quasi tutti i commenti ; in genere sono tutti buoni anche se qualcuno è un pò trasgressivo e sarcastico. Ma lo è anche l’articolo di riferimento.Non mi dilungo,la Gelmini si è rivelata un buon ministro così come altre ministri donne. Credetemi,ci volevano.Le donne hanno il coraggio che i colleghi uomini,spesso per interesse e tutela personale,non hanno.Bene il maestro unico,(punto di riferimento essenziale per i bambini),bene il grembiulino,bene il voto in condotta.L’opposizione dei sindacati è dettata solo dalla preoccupazione per i posti di lavoro in meno.Meno preoccupati,invece,per i contenuti pedagogici insiti nella rivalutazione del “passato”.Vogliono continuare a sbagliare!
@millasky:
Sì, senza nulla togliere all’Alitalia, il “caso” scuola mi sembra infinitamente più importante anche a me. Non so se la gelmini sia eterodiretta, spero di no. Spero però che sappia fare di meglio che queste proposte che - secondo me - sono polvere negli occhi. Oltre all’aspetto tagli, di cui si è già detto.
Grazie!!!
@bazooka:
Mi fa piacere che segui anche il mio blogghino e che ti diverte. Grazie.
Sono un po’ meno d’accordo con la tua visione pessimistica. Vedi, anche io vivo in Italia. Vedo un paese pieno di problemi, con tante cose che non vanno come dovrebbero, e soprattutto molto stanco e rassegnato. Mi piace la tua “grinta”, ma penso dovresti sforzarti di pensare che non tutte le strade sono “chiuse”. Ti assicuro (parlo per esperienza personale) che non è facile, ma neppure impossibile cambiare.
Se segui lo scarabocchio avrai visto che spesso parlo del precariato, sul film di Virzì ho fatto un post di recente. E ne ho parlato anche, più “seriamente” qui su Giornalettismo, in un post sui giovani. Quindi il tema l’ho ben presente. Grazie ancora.
@il somaro:
Ti sei scelto un nick tosto, ma sai argomentare bene. Tutt’altro che somaro, direi…
Sottolineo un punto che secondo me è particolarmente importante: la MOTIVAZIONE, che si fa con risorse economiche e ridando smalto al RUOLO dell’insegnante. Anche, senza offesa per i meno giovani, “svecchiando” la scuola. E grazie per i complimenti
@Carla per tutti.
Io sono Carlo, ma non mi si prende (quasi) nessuno…:-(
@paoloest:
Ciao. La reintroduzione del mestro unico (forse, ritirata o edulcorata) è un ritorno al passato. La Gelmini non mi è antipatica, ma mi sembra sia partita dichiarando molto e presentando proposte estemporanne, mentre la scuola ha bisogno (quale che sia la visione che se ne ha, di “destra” o di “sinistra”, per usare questi termini…) di un’idea complessiva. per ora, vedo solo la logica dei risparmi.
Come ha bene scritto il somaro: Se i 7 miliarid di “tagli” fossere reinvestiti nella scuola, si potrebbe discutere. ma siccome sono solo “tagli”, servono a ridurre il deficit statale…Forse si poteva taglaire da altre parti. non fare provvedimenti sbagliati (abolizione ICI, su cui ora molti esponenti di centro destra hanno fatto marcia indietro)
@tutti:
Un sorriso lungo lungo
Riguardo alla proposta del ministro Gelmini, concordo circa il ripristino della valutazione in decimi, mentre non sono d’accordo sulla reintroduzione (sia pure edulcorata) del maestro unico; questo, per un semplice motivo aritmetico. Infatti, da un lato le ore settimanali per gli alunni della scuola primaria (ex elementare) sono, nell’ordine, 28-30 ore (tempo corto), 34-36 (tempo lungo), 40 ore (tempo pieno); mentre dall’altro lato le ore settimanali svolte dall’insegnante sono 24 (22 di ore frontali più 2 di programmazione). Considerato che in molte città italiane, soprattutto del centro-nord, il tempo pieno di 40 ore è una modalità affermata e gradita dalla stragrande maggioranza delle famiglie italiane, come si risolve la questione?
Per Matteo
Da quando in qua un maestro scrive “sta” con l’accento?
@carlo:
Ecco un altro aspetto da non dimenticare. Come risolvere la questione? Grazie per l’osservzione.
@angelica:
Un refuso può scappare a tutti…Io spesso scrivo velocemente e faccio dei curiosi scarabocchi con la tastiera..
qabr bazooka:
Un commento eloquentissimo!!!
@tutti:
Un sorriso e basta…:-)
Dunque se hai il visto il film, la realtà è molto peggio. Il film è una fiabotta per far vedere il culo della Ferilli e la villa con piscina di Ghini il ”Massimo ”. E la faccenda risulta molto più patinata del ”romanzo-verità” della Murgia, il quale è ancora molto sotto le righe. Sono contento che te ne sia occupato qui e nella tua sede pesonale. Ma conta poco. Vedi i call-center in Italia sono tutti controllati da un sodale del mortadella Prodi molto potente, che narcotizza i prezzolati sindacati riguardo ai controlli. Che fa il bello e il cattivo tempo riguardo a orari capestro, basse retribuzioni e turnover massacranti. Non ti sto a dire le ingiustizie che ho visto perpetrare di cui il film tace, per esempio la discriminazione sugli stranieri nella prima fase di prova. I primi ad essere spediti a casa, oltre allo spionaggio dai backoffices che è proibito per legge, ma regolarmente praticato. Così ascoltano le conversazioni nelle postazioni tra operatori e vengono a sapere le tue idee politiche, orientamenti culturali e sessuali, vicende di vita e lamentele. Directly. E i conseguenti provvedimenti di empiria e arbitrio riguardo a chi dovrebbe restare e chi deve fare i ”bagagli”. Per non continuare, perchè non voglio turbare troppo il ”comicomix spirit”. Con amicizia. BAZ
SUKA
E se va bene a me buona camicia a tutti. Demoooo vai con la sigla! CIAO
Ci siamo mai chiesti perchè la scuola non invita i ragazzi?perchè è trascurata dai governi,specie da quelli di destra che la vorrebbero privata per meglio indottrinarli a dovere sulle loro ideologie,accusando di questo,come al solito i “comunisti”;anzichè farne un problema politico,la scuola dovrebbe diventare sempre più un LUOGO DI CRESCITA E DI CITTADINANZA ATTIVA E DOTATA DI COSCIENZA CIVILE;ecco perchè la qualità di una società o di uno Stato si valuta dalla SCUOLA.
La scuola deve diventare un posto dove i ragazzi DESIDERANO andare e dove si confrontano con le mille realtà di ogni giorno.
Non ha senso seguire logiche ragionieristiche;i soldi per Alitalia,Libia e altre cretinaggini li trovano,per la scuola ,luogo di vita e di socializzazione dei ragazzi non c’è mai nulla!
si passino una mano sulla coscienza:così si priva la gente e i giovani del LAVORO!e come si motivano i ragazzi se un domani tolgono pure il valore legale del titolo di studio????????????
” E l’astronave che arriva vira e ammira il panorama che c’è laggiù saluta un arcobaleno su nel cielo poi fugge in direzione Malibù ” da Sergio Caputo ”Ne approfitto per fare un po’ di musica” 1987. Insomma la reazione di chi si trova a doversi parar davanti per le più varie motivazioni( genitore, alunno di primo zainetto, insegnante, preside e bidello, sociologo ricercatore ) il sistema scolatico italiano dalla culla ( elementari ) alla tomba ( Università ). CIAO
@Bazooka:
La realtà è sempre peggio. Interessante quello che dici, mi piacerebbe approfondirlo a parte. Una cosa: il “Comicomix spirit” è guardare la relatà con occhi sorridenti, ma non voltare la testa da un’altra parte. Io sto nel mondo…^_^
@Maria:
Il tuo commento a me piace tantissimo. La scuola come luogo di crescita e di cittadinanza attiva, dotato di coscienza civile. Mi sembrava di leggere il Diario di un maestro, o certe idde di Gianni Rodari…Grazie!
@tutti:
Un sorriso splendido
Ma una cosa un giorno qualcuno me la deve spiegare ma che……………………………………………………………………………………………………………………………………….azzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzo è il valore ”legale” di un titolo dis ‘’studio”???????? Conta quello che impari poi se è legale o no chissssene fu……………….ttin. Forse che è legale imparare a costruire le molotov???? Eppure i nostri giovani futuri rivoluzionari di”You-Tube” lo imparano e basta!
Allora visto che stai nel mondo. Ascolta me. Fai quello che i metodologi delle scienze sociali chiamano ”osservazione partecipante”. Stacca per una settimana dal template e fatti una ‘’sich ein leben” (immersione nel mondo della vita, da Max Weber )al ”Phone Media Contact Center” di Trino Vercellese dalle mie parti. Call-center che copre il bacino d’utenza di Vercelli, Novara, Casale Monferrato e Valenza e poi mi fai una relazione di partecipazione. Vedrai che torni in ufficio davanti al monitor-blog-template e dici ”bello u munnu ma migliu chistu” ( dialetto corleonese, scherzo
).Ancora con amicizia. Da un laureato disoccupato un po’come la Ragonese nel film di Virzì. Senza scazzo, ne imbarazzo ma REALISTICAMENTE. CIAO 
@Lev Davidovich Bronstein:
Bè, certo, detto così…^_^
@Bazooka:
Ehi, ma io mica sto tutto il giorno davanti al monitor!!
Se come dici frequenti a volte il mio blog dovresti sapere che ho incontrato la vita meglio di chiunque altro, e per motivi di fronte ai quali (senza offesa) lavorare in un call center è uno spasso! Se non ci ha fatto caso, facci un giretto e capirai
Sono d’accordo con te che niente è meglio dell’esperienza diretta, della vita, per capire un problema e sviscerarlo. Il fatto è che lo faccio (con tutti i limiti), anche se non a Trino Vercellese. Magari ci vengo!
Bello il proverbio corleonese, ma io non sono mai scappato: meglio il mondo reale, solo che penso lo si possa guardare anche (nonostante le disavventure e i colpi della vita) con speranza. Tutto qui.
Un sorriso a te e a tutti!
Personalmente sono d’accordo con il ritorno del maestro unico alle elementari, anche perchè la presenza di più maestri non coincide con la specializzazione degli stessi in un particolare ambito disciplinare, come invece avviene alle superiori.
Infatti, oggi accade spesso che gli studenti arrivano alle superiori sempre più somari!
Non penso si tratti di una manovra per tagliare il numero dei maestri. per quello basterebbe incrementare il numero massimo di alunni per classe come già avviene( esistono classi di 30 alunni, fino a qualche anno fa non era possibile); aumentando gli alunni per classe diminuisce il numero delle classi…meno classi…meno insegnanti…giusto??
@Lucia:
Non so se sia una buona idea da un punto di vista didattico: alcuni dicono di sì, altri di no.
Molto probabilmente significa la chiusura di istituti scolastici, ad esempio in posti sperduti o disagiati (Ponza, per dire, non avrebbe più una scuola. T’immagini tutti i ragazzini che si fanno 2 ore di traghetto alle 5,30 di mattina per andare e 2 ore alle 14.30 e per tornare?)
Significherà, con il blocco del turn-over, l’invecchiamento del corpo docente, e le indagini citate nell’articolo mostrano una relazione tra età avanzata dei docenti e rendimento basso degli studenti.
E poi nessuno ha parlato di risparmi che vengono investiti per migliorare la scuola o premiare i docenti “bravi”. Qui si parla di Tagli per “risparmiare”.
La scuola elementare, nelle classifiche di competenza degli alunni, è l’unico grado scolastico dove l’Italia fa bella figura, mentre fa una figura peggiore nelle scuole medie, come hai scritto tu. E allora, perchè intervenire per primi proprio sulla scuola elementare?
Un sorriso semplice
Io non so se sei Rambo o sopravvissuto a Dachau o cosa ognuno ha la sua storia di sofferenza, ed è difficile da intercettare(e non voglio neanche fare come fece Susan Strasberg nel recitare Kapò che se non si faceva dire tutte le cose che stavano dietro poniamo una porta non iniziava neanche a parlare, li sai lo Stanislawsky del padre disfunzionava, professionalmente parlando). Sono abituato ad affrontarre la vita ma al di la di questo non dico che un call-center è come aspettare di essere gasati dal Zyclon-B. E neanche propendo per l’edonismo reaganiano di d’Agostiana memoria. Ma almeno la dignità, per un giovane che si affaccia al mondo del lavoro e non la presa per il sedere, la esigo. Ciao
ps: io ho 44 anni e sono out of border per il lavoro continuo come direbbe abr e ho lavorato molto in passato, anche in agricoltura per esempio. E non mi lamento a fare il dropout. Ma ho il brutto vizio di mettermi nei panni degli altri che in quell’occasione lavoravano con me.
Grazie a Comicomix !
volevo rispondere a chi,fra gli altri,non fa altro che rispondere con delle menate e si rifiuta di proporre delle soluzioni.
Nessuno ha risposto alla domanda che resta ed è la seguente:perchè si devono motivare i ragazzi a studiare se poi non esiste altra opportunità di lavoro che la raccomandazione o il lavoro interinale?
se qualcuno risponde a questa domanda senza ironie allora ok,altrimenti rimango del mio punto di vista,già espresso.
@Bazooka:
Sono appena più vecchio di te.
Ho dei figli grandi, e so dei loro problemi. Concordo sul fatto che bisogna esigere la dignità.
@Maira:
Grazie a te.
Per rispondere alla tua domanda:
Il primo motivo per studiare è perchè (almeno per me) è BELLO. La sete di conoscenza, di comprendere, nella consapevolaezza che sappiamo tutti di non sapere. Perchè ti fa essere una persona migliore, perchè l’ignoranza è la prima catena al collo che il potere (di qualsiasi colore) prova a metterti addosso.
Se invece restiamo sul prosaico, va detto che - seppur con moltissima fatica, e spesso magari accettando qualifiche un po’ inferiori e/o la necessità di spostarsi nel territorio - alla fine una persona con una qualifica professionale ha più possibilità di trovare un lavoro “decente” di una che non ha studiato. Ha più opportunità, anche se il mismatch tra domanda e offerta di lavoro resta purtroppo alta.
Certo, l’Italia di questi anni fa di tutto per scoraggiarti a intraprendere un percorso scolastico lungo e rigoroso. Ma alla lunga (parlo ANCHE per esperienza personale) può pagare.
@tutti: Un sorriso scolaro
Dunque Maria ti rispondo. Lo studio ha ragione Comicomix, è una fonte di arricchimento personale di cultura. Questa è la sua più importante funzione. Allargare il nostro orizzonte e permetterci di vedere il mondo e la vita con saggezza anche nei momenti difficili. Il lavoro è in qualche modo un mondo a se stante, sovente non correlato col mondo del sapere, della conoscenza e della cultura. Soprattutto nella nostra società dove la logica del profitto ormai pervade ogni contesto. Dipende dalle opportunità, dalla fortuna e dalla nostra voglia di intraprendere al di là delle raccomandazioni e della tipologia di lavoro. CIAO