Quando l’Italia è stata campione

di - 01/07/2012 - Ci consoliamo della finale persa ricordando quando gli azzurri hanno vinto. I Mondiali e gli Europei. Che ci sfuggono ancora una volta. Dopo la vittoria di 44 anni fa

Quando l'Italia è stata campione
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L’Italia non è diventata a Kiev campione per la sesta volta nella sua storia calcistica, purtroppo. Dopo aver conseguito quattro titolo mondiali, la nazionale azzurra è rimasta bloccata all’unico campionaato europeo vinto quarantaquattro anni fa proprio in casa. La netta sconfitta subita stasera contro la Spagna ha ammaliconito tutto un paese, meglio ripensare al passato vincente di una delle nazionali più forti al mondo.

ITALIA 1934 – Il primo titolo degli azzurri è colto in casa, nella seconda edizione del torneo ideato dal presidente della Fifa Jules Rimet. Grazie all’organizzazione dell’evento il regime di Benito Mussolini ha un’occasione straordinaria di promuovere il fascismo a livello internazionale, così come capiterà due anni nei Giochi Olimpici di Berlino svolti sotto l’egida di Adolf Hitler. L’Italia, pur essendo nazione organizzatrice, si deve qualificare lo stesso, e la squadra azzurra consegue l’accesso al torneo senza alcun problema. Al primo mondiale svoltosi in Italia mancano i campioni uscenti dell’Uruguay, così come assenti sono i maestri britannici, che preferiscono partecipare al loro torneo piuttosto che confrontarsi con gli allievi del resto del mondo. Ai nastri di partenza gli italiani sono favoriti, e inaugurano una lunga tradizione del nostro calcio, ovvero il blocco della Juventus selezionato dal ct Vittorio Pozzo. Ben nove giocatori azzurri fanno parte della squadra di Torino, che in quegli anni domina il nostro calcio, con quattro scudetti vinti di fila. Dopo una facilissima vittoria con i deboli statunitensi, che incroceremo settantadue anni più tardi sulla via di un altro successo mondiale, l’Italia si scontra con la Spagna del leggendario portiere Zamora nei quarti di finale. Le furie rosse fermano gli azzurri, e la partita si rigioca, come allora era tradizione. Nella seconda sfida contro gli iberici è decisivo il gol di una delle leggende del nostro calcio, Giuseppe Meazza, al quale fu poi dedicato lo stadio di Milano dove si svolse la semifinale dei Mondiali giocata dall’Italia. In questa partita gli azzurri battono l’Austria, allora espressione del dominante calcio danubiano. Il gol della vittoria è firmato da Enrique Guaita, uno dei tanti oriundi, giocatori nati in Argentina ma che si schierano con la maglia dell’Italia, della nostra nazionale. Entrambe le due partite sono ricche di polemiche, visto che l’arbitro è accusato di aver favorito i padroni di casa. Nella finale di Roma svoltasi allo stadio nazionale, che poi fu ristrutturato nell’attuale Flaminio, l’Italia affronta la Cecoslovacchia del capocannoniere Oldřich Nejedlý. Due gol dei bomber degli azzurri, Schiavio e Orsi, la stella della Juve dell’epoca, permettono all’Italia di battere i cechi dopo una lunga battaglia, e così di conquistare il primo titolo mondiale sotto il plauso entusiasta di Benito Mussolini.

FRANCIA 1938 – Quattro anni dopo l’Italia sale ancora sul tetto del mondo, mentre l’assenza della Spagna per la prolungata guerra civile indica le enormi tensioni che poi si scateneranno un anno più tardi con l’invasione nazista della Polonia. All’interno della Fifa ci sono tensioni tra il calcio sudamericano e quello europeo. I primi si sentono traditi per l’assegnazione del terzo torneo mondiale al Vecchio Continente, e l’Uruguay non partecipa per la seconda volta di fila dopo aver vinto il primo Mondiale. I britannici continuano invece a mancare. Il calcio italiano non è più dominato dalla Juventus, e infatti i bianconeri hanno solo due giocatori tra i 22 azzurri che conquisteranno il secondo titolo mondiale. La squadra più rappresentata è l’Inter, la cui stella, Giuseppe Meazza, è ancora grande protagonista nella vittoria conclusiva. Al suo fianco esplode il talento di Silvio Piola, il calciatore che ancora oggi detiene il record del maggior numero di gol segnati in Seria A. Per la prima volta nella lunga storia dei suoi successi l’Italia parte con qualche difficoltà, superando la Norvegia solo ai supplementari. A Parigi, nei quarti di finale, l’Itala affronta i padroni di casa della Francia, ma a differenza che cinquant’anni più tardi, questa volta gli azzurri eliminano i transalpini con un secco tre a uno. Dopo il gol iniziale di Colaussi, bomber della Triestina, ci pensa Silvio Piola a portare l’Italia in semifinale con una grande doppietta. A Marsiglia l’Italia stacca il biglietto per la finale superando il Brasile del grande Leônidas da Silva, capocannoniere del Mondiale e uno dei giocatori più forti della storia calcistica. L’Italia però batte i brasiliani per 2 a 1, impedendo allo stesso Leônidas di segnare. Allo stadio Olimpico di Parigi gli azzurri affrontano i maestri del calcio danubiano, gli ungheresi. La vittoria è netta, con una doppia doppietta di Colaussi e Piola, i bomber di un attacco formidabile aiutato dalla genialità di Ferrari e Peppino Meazza. Vittorio Pozzo diventa così l’unico allenatore della storia del calcio che vince due mondiali di fila, primato ancora oggi ineguagliato, concludendo un formidabile tris dopo il successo nei Giochi Olimpici del 1936 di Berlino.

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1 Commento

  1. Davide scrive:

    altri tempi, avevamo gente come Del Piero e Cannavaro e tanti altri.

    tutt’altro mondo, era gente venuta da periodi in cui i club ci tenevano alla nazionale, ora i club se ne fottono della nazionale e vanno a giocare la supercoppa 2 giorni prima di un amichevole e così via, sono errori che continueremo a pagare cari

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