Le intercettazioni dei colloqui fra Totò Vasa Vasa e diversi politici, tra cui il premier, dovevano essere distrutte ed invece sono a sorpresa rispuntate. Infatti, risultano depositate nella nuova inchiesta per mafia sull’ex presidente della Regione Sicilia. Ma forse è soltanto un cannolo avvelenato.
La scoperta è stata fatta dai difensori dell’ex presidente della Regione Sicilia ed attuale senatore dell’Udc, che avevano richiesto copia di un cd contenente i file audio originali dei colloqui tra Salvatore Cuffaro detto Totò vasa vasa e – fra gli altri – Silvio Berlusconi, Renato Schifani, Gianfranco Fini, Angelino Alfano. Tutti atti inutilizzabili ai fini processuali senza l’autorizzazione del Parlamento, ma che soprattutto dovevano essere distrutti, per richiesta della sessa Procura della Repubblica di Palermo, da almeno un anno: una decisione in questo senso era stata presa dal Gip di Palermo Fabio Licata, al termine di un lungo contraddittorio fra la Procura, diretta da Francesco Messineo, i legali di Cuffaro e di Berlusconi.
PIANGE IL TELEFONO – Le intercettazioni dei colloqui tra Berlusconi e Cuffaro sarebbero tutte avvenute tra il 2003 e il 2004. Compresa quella del 10 gennaio 2004, in cui Berlusconi tranquillizzava Cuffaro sulle indagini che si stavano abbattendo su di lui. Ne era certo, avendone parlato con l’allora ministro dell’Interno Beppe Pisanu (che però nega di aver mai parlato con Berlusconi di queste vicende giudiziarie e che nell’attuale legislatura è diventato presidente della Commissione parlamentare antimafia). Nella stessa telefonata Cuffaro avverte Berlusconi che c’è “Qualche magistrato che fa le bizze”. Alla distruzione delle bobine sembra che fossero favorevoli i Pm Michele Prestipino, Nino Di Matteo, Maurizio De Lucia e Giuseppe Pignatone. Contro la distruzione si sarebbero invece schierati il Pm Antonio Ingroia, il collega Domenico Gozzo e il capo della procura di Palermo Francesco Messineo che aveva sostituito da poco tempo Piero Grasso. Ora, se fosse vero che Berlusconi parlava delle inchieste con Cuffaro (e di almeno una telefonata abbiamo certezza) e se fosse vero che Berlusconi apprendeva gli aggiornamenti (che girava a Cuffaro) da Beppe Pisanu, la domanda più ovvia sarebbe chi avvertiva Pisanu del procedere della situazione? La stessa domanda, forse, se la stanno ponendo di nuovo i magistrati parlemitani. Questo, forse, spiegherebbe (il condizionale è d’obbligo) anche il perché di quel violento attacco “mediatico” che proprio recentemente il premier ha sferrato contro le nuove inchieste condotte dalla procura del capoluogo siciliano.
DISTRUZIONE EFFETTUATA? – Secondo il Gip Licata, invece, oltre ad essere inutilizzabili senza l’autorizzazione del Parlamento, quei dialoghi erano irrilevanti. Un perito nominato dallo stesso giudice per le indagini preliminari aveva poi eseguito la distruzione, ma ora la copia del cd che teoricamente non doveva esistere più è rispuntata. I legali di Cuffaro, a questo punto, sostengono che in giro ci sono altri duplicati “abusivi” di quegli atti. Infatti, circolerebbero da mesi anche i “brogliacci” contenenti le sintesi delle conversazioni. Per questo la Procura, che in extremis ha bloccato la consegna del materiale ai difensori, parla di “errore materiale” avvenuto probabilmente nella trasmissione degli atti dal Gip al Pm Nino Di Matteo, ha disposto un nuovo invio al giudice, per un’effettiva distruzione. I legali di Cuffaro, gli avvocati Nino Caleca e Nino Mormino, intendono adesso insistere per la consegna.
LA VERA STRATEGIA – L’obiettivo della difesa di Cuffaro, in realtà, parrebbe ancora più “sottile”: fare in modo che nel processo al loro assistito entrasse pure il nome del premier, magari in qualità di semplice teste. Immaginatevi la scena. Berlusconi va al processo (il che, di per sé, già sarebbe una notizia) e si lancia in uno dei suoi consueti show contro la “magistratura militante” e la persecuzione di cui sarebbe – a suo dire – vittima da quando è sceso in politica, mentre lui grazie ai provvedimenti varati dal suo esecutivo, statistiche alla mano (per quanto di dubbia realtà), sarebbe quello che ha assicurato alle patrie galere la ragguardevole media di ben otto mafiosi al giorno. Applausi della consueta claque d’aficionados e saluti alle telecamere dei Tg, tutto mentre Cuffaro si gode l’insperata difesa del Cav. Un “coup de theatre” davvero efficace, non c’è dubbio. Un evento che potrebbe persino bloccare sul nascere qualsiasi nuovo sviluppo processuale. Per il cavaliere, viceversa, potrebbe essere un arma a doppio taglio. Certo, come detto, potrebbe essere l’occasione propizia per l’ennesimo attacco a testa bassa contro le odiate “toghe rosse”, assestando loro un colpo durissimo proprio nel loro “fortino”: l’aula di un tribunale. Però, hai visto mai che… come i famosi “Suonatori di Brema” partiti per suonare e ti ritrovi suonato? Infatti, oggi, senza il riparo dello scudo del Lodo Alfano il premier è oggettivamente più esposto all’azione della magistratura inquirente. Essere costretto a rispondere una volta come teste, un’altra come persona informata dei fatti, se non proprio come inquisito, potrebbe essere poco conveniente, e non solo “mediaticamente” parlando.
INDIFENDIBILE! – Difendere “Vasa vasa” del resto non è cosa semplice nemmeno per il Cav. L’attuale senatore dell’Udc, infatti, rivelò notizie riservate su indagini che riguardavano boss e indiziati di mafia, pur senza evidenziare un esplicito aiuto diretto ai mafiosi. E’ stato perciò condannato in primo grado a 5 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio, pur escludendo la circostanza aggravante del favoreggiamento mafioso. Cuffaro, scampata l’accusa più grave (l’associazione mafiosa), dichiarò tutto contento: “Ho sempre sperato che la verità venisse riconosciuta anche in sede giudiziaria. La sentenza di oggi conferma che non ho mai commesso atti tesi a favorire la mafia che ho sempre combattuto. Proprio per questo ritengo giusto, importante e doveroso continuare a svolgere il compito al quale sono stato chiamato dai siciliani”. Infatti, penso bene di festeggiare i suoi cinque anni di condanna offrendo a destra e a manca “cannoli” e cassate. Lo stesso Berlusconi (all’epoca alleato di governo) telefonò all’ex presidente della Regione Sicilia per mostrargli tutta la sua solidarietà. In un comunicato l’allora Casa delle libertà, inoltre si dichiarava: “Parzialmente soddisfatta, ma ogni residua ipotesi accusatoria verrà superata in appello. Questa sentenza restituisce al presidente Cuffaro e alla Sicilia la forza e la serenità per riprendere il filo di un percorso politico”. Quel filo i magistrati lo hanno già ripreso. Così come stanno tessendo la trama di una nuova inquietante inchiesta.
STRAGI DI MAFIA - Quella che indaga sulle rivelazioni di Massimo Ciancimino, figlio di Vito, l’ex sindaco di Palermo colluso con la mafia, relative ad un documento che proverebbe la “trattativa tra mafia e Stato” intercorsa all’epoca delle stragi del 1992. Inchiesta che tirerebbe in ballo sia il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, sia – con diverse modalità – lo stesso Berlusconi. Secondo il Procuratore generale del processo Dell’Utri (quest’ultimo, ricordiamo, condannato in primo grado a 9 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa) Antonino Gatto, il documento potrebbe “dimostrare la continuità dei rapporti intercorsi tra lo stesso Dell’Utri e Cosa Nostra siciliana”. Nel testo della missiva vergata a mano e, peraltro, non completo (Ciancimino afferma che originariamente era intera), si legge una richiesta minacciosa all’attuale Presidente del Consiglio: “… posizione politica intendo portare il mio contributo (che non sarà di poco) perché questo triste evento non n’abbia a verificarsi. Sono convinto che quest’evento onorevole Berlusconi vorrà mettere a disposizione le sue reti televisive”. Una frase enigmatica che richiama il rapporto Fininvest - Cosa Nostra di cui si trova traccia nelle sentenze sulle stragi del biennio ’92-’93 e nella sentenza di condanna a carico di Dell’Utri. La cosa più interessante è che la lettera, che era indirizzata proprio a Dell’Utri, è stata data a Massimo Ciancimino nella casa di Pino Lipari a San Vito Lo Capo alla presenza dello stesso Gran capo di Cosa nostra, Bernardo Provenzano. Quando può davvero convenire al cavaliere scendere in Sicilia, per di più in aula di tribunale, per difendere l’ex amico Totò?























Berlusconi-Cuffaro, guai giudiziari dalla Sicilia in arrivo?…
Le intercettazioni dei colloqui fra Totò Vasa Vasa e diversi politici, tra cui il premier, dovevano essere distrutte ed invece sono a sorpresa rispuntate. Infatti, risultano depositate nella nuova inchiesta per mafia sull’ex presidente della Regione Si…
pensa che bello se Berlusconi viene costretto a un giro giudiziario, a parlare in tutte le aule di tribunale dove ci sono processi in cui viene fatto il suo nome. Altro che il maxitour di michael jackson
Mah… Come recitava il ritornello di una canzoncina di qualche tempo fa “Depende”. La vicenda “escort” insegna che anche intercettazioni “non penalmente rilevanti” possono essere destabilizzanti e possono alterare il giudizio dell’opinione pubblica. Certo, questo in Italia è successo assai relativamente. Ma siamo, appunto, l’Italia! Paese dove il conflitto d’interessi è lo “statu quo” e non crea alcuno scandalo innanzitutto in quelli amano autodefinirsi “liberali”.
Certo mediaticamente, come scrivi, sarebbe una bella gatta da pelare per il cavaliere. Anche rifiutarsi di andare, accampando motivi più o meno validi, potrebbe essere controproducente. Tuttavia, credo che la vera inchiesta pericolosa sia quella legata al “papiello” e alle dichiarazioni di Ciancimino. Dell’Utri è chiamato in causa da molti pentiti. Uno di questi, ricordo, ricostruì dettagliatamente un incontro tra lo stesso Berlusconi, Dell’Utri e il padrino Stefano Bontade negli uffici milanesi della società di costruzioni di Berlusconi (la Edilnord) negli anni ’80. Colloqui, diciamo così molto intimi… Quel pentito è stato ritenuto “credibile” dalla corte nel processo di primo grado che ha poi condannato Dell’Utri.
Staremo a vedere. Certo è che il cannolo a Berlusconi, se non è avvelenato, rischia comunque di andargli storto…
la colpa è di chi indaga, ricordatevelo……..se nessuno indagasse, non ci sarebbero reati.
per questo il sig berlusconi, “strilla” tanto e ha ragione.
solo che se lo sapevo prima, negli anni 80, potevo diventare super-ricco anche io,
prestiti conpiacenti con le banche, compravendite con avvocati con il doppio gioco, leggi ad personam, imminità, frodi, raggiri, collusioni e il gioco è fatto.
FANNO MALE AD INDAGARE, bisogna lasciarlo fare, ora che si appresta a varare una legge per cui può diventare presidente della Repubblica. ma che scherziamo, ci vogliamo togliere l'onore di avere una tale “personalità” al quirinale.
no, per favore, non scherziamo, lasciamogli fare tutto quello che vuole, altrimenti che democrazia è?
[...] This post was mentioned on Twitter by giornalettismo. giornalettismo said: http://bit.ly/2pQuIc [...]
2003-04…e dopo 5 o 6 anni esce questa. Nè io come neppure voi possiamo sapere se è la verità o no. Si sa e molto bene, che l' Italiano da una mosca nè fa uscire un gigante. Si vedrà in seguito. Comunque sia, non ditemi che tutto ciò non è la colpa di qualcuno chelo vuole destabilizzare per il prorpio interesse. Da troppi mesi, da quando la sig.se sig. era, ha chiesto il divorzio informando il Direttore di Reppublica, che questa telenovella va avanti. Offese a non finire, augurando lamorte, D' Alema che gli augura di vederlo chiedere la carità davanti ad una chiesa, tutto ciò vi sembra normale? Io non ne sono convinto. Anni or sono, fecero sparire Pecorelli, Moro non fu per nulla aiutato da nessuno, anzi. Mi chiedo e penso sia lecito farlo da parte mia, se e quando faranno uccidere il Premier.
Dio ci salvi da questo allagamento di notizie, a volte vere, molte altre no. A volte p
inventate, messe quotidianamente in primo piano. Sono diventati tutti investigatori oggi? Le fughe di notizie, da chi dipendono vere o no? Se non è persecuzione questa, come la chiamate Voi?
c'è scritto. E' più facile che sia una paraculata di cuffaro che qualcosa davvero contro il premier.
E non dimentichiamoci la fine del Banco Ambrosiano, e la morte del Direttore impiccato sotto un ponte di Londra. Chi era il Presidente del Consiglio in quel periodo?
Io la chiamerei informazione. Informazione che molti media del mainstream si guardano bene dal fornire ai loro utenti. Del resto, in questo caso, la notizia è stata fatta trapelare dalla difesa di Cuffaro non dalla specttre comunista che dominerebbe questo paese. Forse dovresti farti un'altra domanda. Quanti elettori del Pdl sanno che con il loro voto hanno mandato molto condannati (per reati anche gravi, in via definitiva) in Parlamento? Mai sentito parlare di tal Marcello Dell'Utri e quale condanna si porta sul groppone? Tutta propaganda anti-italiana, magari come sostiene proprio oggi la Brambilla quella stessa propaganda che “sputtanando” il premier fa venire meno turisti in Italia? Siamo seri, per favore.
Povero perseguitato ! Un uomo così corretto e probo, cosa stà facendo in fondo, solo cercare di rendere effettivo il programma P2, e visto che le istituzioni “comuniste” non lo aiutano non rimane che farsi aiutare dalla mafia.
Ma scherzi, oltretutto anche se fosse onesto è incapace di governare anche una stalla!
Hai visto mai che avessero lo stesso make-up artist?
Quell'uomo digerisce di tutto, credimi.
Lasciamo lavorare valter, lasciamolo lavorare…
Per carità. E non ci dimentichiamo caro Marco della depenalizzazione del falso in bilancio, dei lodi Schifani e Alfano, degli scudi fiscali… Qui non ci dimentichiamo niente, Abbiamo 'sto brutto viziaccio.
Davvero la Brambilla ha sostenuto che lo “sputtanamento” fa venire meno turisti in Italia?
LOL
Interdizione perpetua dai Publici Uffici. Per l'UDC. non signifiaca mica che non può essere eletto Senatore, significa “”Collega stimato e compagno di Percorso”". D'altronde l'UDC è l'UDC.
[...] lo scandalo Marrazzo e le polemiche sul sottosegretario Nicola Cosentino e i casalesi. oltre alle notizie sui pentiti, le stragi di mafia e Dell’Utri. La notizia più ‘in’ di novembre è [...]