Cultura

Adinolfi è una schiappa anche a poker

11 ottobre 2009

“Il mio stile di gioco a qualcuno non piace, ma in questo blog ne discuterò sempre maggiormente: io credo che sia estremamente redditizio e il dibattito, se volete, è aperto” (Mario Adinolfi, 7/09/2009).

Mario Adinolfi ha una passione, e no, non è lanciare a scadenze regolari improbabili candidature in piena crisi identitaria. La sua passione è il poker. Ma tranquilli, non c’è conflitto, anzi: il nostro ama sottolineare, e crediamo con ragione, le molte affinità tra i giochi di carte e quelli della politica. Penserete subito ai bari che popolano entrambi i tavoli, ma il parallelo è molto più raffinato e profondo: “Quando inizi una mano di poker devi aver chiaro che potrà essere ordinaria amministrazione oppure il momento in cui ti devi assumere il massimo dei rischi. Per vincere a poker verrà sempre l’attimo del rischio assoluto, del dentro o fuori.” Se ne deduce che molte delle doti utili a fare di un giocatore di poker un vincente, potranno essere sfruttate con successo anche nell’arena della politca. Siamo incondizionatamente d’accordo. Ci sentiamo perfino di aggiungere che il poker è sicuramente più meritocratico della politica: gli accordi (deals) sono sempre palesi, i bluff se scoperti non offrono seconde occasioni, i giudizi sono raramente contestabili. La politica sa essere più dura e scorretta, ma un tratto comune ai due mondi è quello dei momenti chiave che fanno la storia: quelli in cui è necessario stare dalla parte giusta. Accantoneremo allora per un momento i precedenti fallimenti politici di Adinolfi, o ancor meglio li considereremo come l’insieme di decisioni logicamente corrette a cui il fato ha deciso di voltare le spalle. Nel mondo del poker questa si definisce varianza: ogni buon giocatore conosce l’errore concettuale di legare la valutazione di una mano al risultato che ha prodotto, piuttosto che al ragionamento su cui era basata. Per farla breve e giocando un po’ d’azzardo, ci impegniamo a votare Adinolfi per qualunque cosa ritenga di candidarsi nel prossimo futuro, a patto che almeno nel poker si riveli davvero un cavallo vincente.

LIVE vs. ONLINE – Ci serve un passo indietro e qualche premessa, perché anche nel poker la definizione di vincente non è affatto scontata; sebbene presenti elementi contigui allo sport (poker sportivo viene infatti definita la variante in forma di torneo) ad esempio in termini di competizione, la sua ragione d’essere profonda e il motivo evidente del suo successo è la capacità di muovere enormi flussi di denaro verso i vincitori. Ci sembra dunque ragionevole definire vincente colui che, stabilito un numero di tornei o un periodo di tempo, risulti essenzialmente in attivo. Questo concetto, benché apparentemente pacifico, è in realtà la discriminante fondamentale del duraturo dibattito incentrato sulla possibile superiorità del poker online rispetto a quello giocato dal vivo. Semplificando enormemente la questione, diremo che laddove gli alfieri del live poker fanno spesso riferimento all’aspetto maggiormente ludico-emotivo del gioco (pensate alle atmosfere convincentemente rese sullo schermo da un film come The Rounders), i sostenitori dell’online trovano il loro totem nel concetto economico di lungo periodo, ossia l’orizzonte temporale necessario a ridurre al minimo possibile l’incidenza la componente aleatoria nel gioco, permettendo dunque alle capacità (skills) del giocatore di emergere. Poiché abbiamo individuato come preferibile un’impostazione economica, basata sul profitto nel piuttosto che sul fascino del gioco, accettiamo come valido e preminente il criterio del lungo periodo. Come si può facilmente calcolare, un giocatore online che vi impegni un tempo costante, poniamo a un minimo tre o quattro sere a settimana, sarà in grado in pochi mesi di giocare un numero di tornei pari alla carriera pluridecennale di un giocatore live-only, e almeno in termini teorici di guadagnarne la stessa esperienza. Per prevenire possibili obiezioni, non sfugge che oggi molti dei giocatori più quotati sono vincenti online e live, e che le interconnessioni fra i due mondi sono necessarie e frequenti. Tuttavia, se il problema posto riguarda la possibilità di individuare un giocatore come vincente nei termini più oggettivi possibili, sarà evidente che solo l’online poker offre la necessaria base statistica accumulabile in un periodo di tempo accettabile.

8 commenti a Adinolfi è una schiappa anche a poker

  1. Pingback: Adinolfi è una schiappa anche a poker : Giornalettismo « PokerBit

  2. AG

    Perfidi! :D

    Cmq i guadagni dell'Adinofo sono più o meno pari ai lettori di uno dei soi qui scriventi fans. Quando si dice la fedeltà ad un ideale!

  3. procellaria

    Prima o poi qualcuno dovrà spiegarmi perché questo Adinolfi è così importante

  4. Veod che la cpacità adinolfiana di capire cosa è redditizio è molto simile a quella di cosa sia politicamente utile, a se stesso ed ai suoi concittadini: nulla. Peccato sia in numerosa compagnia.

  5. non è importante, è divertente :-)

  6. JUPPES

    eppure un tempo lontano il pasticcione che si impegnava in grandi imprese, anche più grandi di lui era simpatico

    era il simbolo del coraggio o dell' incoscienza, chiamatela come volete

    in questa epoca di eroi da scrivania e tastiera era ed è il simbolo di chi si attiva per una fede, per una idea, mettendoci la faccia, il tempo e la brutta figura……ma almeno si muove

    traduce la parola in azione

    io amo ADINOLFI !

  7. Luca

    Piccolo aggiornamento, Adinolfi a -32k con costanza stupefacente.

    Nel frattempo è impegnato a giocare tutte le FTOPS (note series online organizzate dalla room che lo sponsorizza) con risultati a dir poco imbarazzanti.

  8. Pingback: Venerdì esordisce finalmente The Week, il settimanale di Mario Adinolfi di e per gli under 40 « Stampacadabra

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>