Fini e Montezemolo, l’alternativa a Silvio c’è
08/10/2009 - Il Presidente di Fiat e Ferrari battezzando la fondazione Italia Futura ha ribadito che la sua iniziativa non ha nulla a che fare con i partiti, ma si propone semplicemente come associazione che fabbrica idee ed è trasversale nella società
Il Presidente di Fiat e Ferrari battezzando la fondazione Italia Futura ha ribadito che la sua iniziativa non ha nulla a che fare con i partiti, ma si propone semplicemente come associazione che fabbrica idee ed è trasversale nella società e nella politica. Dobbiamo credergli? Intanto Gianfranco si smarca dal Cav. tramite il suo avvocato
Va bene, vogliamo crederci. Né Gianfranco Fini, né Luca Cordero di Montezemolo hanno intenzione di mettere su un partito, di complottare contro il Cavaliere per farlo cadere tenendosi pronti per proporsi come alternativa di governo, e nemmeno di porre le basi di una coalizione centrista o trasversale agli attuali schieramenti che possa divenire nel breve-medio termine il perno della politica italiana, magari dopo un’eventuale collasso del “sistema bipolare imperfetto” o “bipolare muscolare”, come viene definito in gergo. Il presidente della Camera aveva spazzato via ogni dubbio tre giorni fa, in occasione della sua lectio magistralis presso la Facoltà di Scienze Politiche della Federico II di Napoli. Il presidente di Fiat e Ferrari lo aveva precisato nei giorni scorsi e lo ha ribadito più volte di nuovo ieri nel corso della presentazione della sua fondazione, Italia Futura, a Palazzo Colonna. Nonostante abbia esposto obiettivi e progetti della sua nuova fondazione, i problemi del paese, le vie per rimediare ai danni di una cattiva gestione della cosa pubblica, e nonostante abbia sottolineato la necessità di mobilità sociale ed esaltato la centralità del capitale umano nell’impresa, nella politica, nella società tutta, Montezemolo per metà del tempo ha parlato di politica e di politici.
I SALOTTI BUONI – Si è mostrato deluso per le accuse giunte dalla stampa, accuse di manovrare sottobanco per creare un’alternativa politica all’attuale governo: “Ci sono state ipotesi fantasiose”, dice. Il suo think tank sarebbe stato considerato come un “laboratorio segreto di alchimie partitiche o oscuro complotto di salotti buoni, che – rassicura – fortunatamente non esistono più da molto tempo. E’ inaccettabile che si rendano accuse di complotto a chi alimenta il dibattito delle idee”. Si tratterebbe di un’anomalia tutta italiana: “La realtà è molto più lineare della fantasia. Negli Usa – spiega il Presidente di Fiat – un’iniziativa come quella di Italia Futura sarebbe del tutto normale. In Italia, invece, tutto tende ad essere oscuro e complottistico”. Montezemolo sponsorizza una sorta di pragmatismo per il bene comune, un progetto che sicuramente non può andare in porto se non vengono coinvolti gli attori della vita politica del Paese: “Cercheremo sostegno nell’opinione pubblica e trasversalmente nei partiti politici”, rassicura.
MOVIMENTO APARTITICO – E per due volte ci tiene a ripetere: “Non abbiamo a che fare nè con un partito nè con un movimento politico”. E, a scanso di equivoci, sottolineerà più tardi: “In Italia c’è un governo legittimato da un ampio consenso elettorale che auspico duri tutta la legislatura e che va giudicato per quello che ha fatto a fine mandato, così come altrettanto rispetto merita l’opposizione. Non serve un nuovo partito”. Si guarderà, insomma, solo al contributo di idee che può essere apportato. Dalle parti di Italia Futura l’esecutivo ad alcuni piace, dice l’ex Presidente di Confindustria, ma ad altri no: “Credo che il governo stia svolgendo bene il proprio lavoro su molte questioni, ma in Italia Futura molti pensano il contrario”. Montezemolo auspica miglior clima politico, più sobrietà: “Gradiremmo che anche la politica sia più aperta al suo interno. No alla demonizzazione dell’avversario e alla ricerca asfissiante di nemici. Maggior rispetto nei rapporti tra maggioranza e opposizione”. E guardare fuori casa nostra non sarebbe affatto una cattiva idea: “In Francia Sarkozy e in America Obama, uno conservatore, l’altro progressista, son stati capaci di modificare l’agenda politica mettendovi al centro temi che non sono nè di destra nè di sinistra”, riflette sul finire del discorso.
GLI AMICI – Tutte riflessioni condivise in toto nei successivi interventi dal democratico Enrico Letta e dal Presidente della Camera Fini, che, insieme al Prof. Andrea Riccardi della Comunità di Sant’Egidio, sono i principali ospiti della convention, intitolata “L’Italia è un Paese bloccato. Muoviamoci!”. “Tre persone che stimo molto”, dice Montezemolo riferendosi a loro nel momento di introdurre, quando comincia ad elargire ringraziamenti che definisce “super sentiti”. Ma c’erano anche altri esponenti minori di Pd e Pdl, tra i quali Irene Tinagli, ricercatrice di fama mondiale vicina al Pd, nota alle cronache politiche per essere entrata in rotta di collisione col segretario Walter Veltroni dopo aver ricevuto un incarico e non essere mai stata consultata successivamente. C’era pure Angelo Mellone, vicino a Fini e facente parte del comitato scientifico di Italia Futura. Erano assenti, ma nelle settimane passate avevano già dimostrato il loro apprezzamento per l’iniziativa Francesco Rutelli e il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa. E mentre la presentazione finisce e arriva il notizione del Lodo Alfano, il presidente della Camera fa quello che deve fare ma anche qualcosa in più: telefona a Berlusconi per rassicurarlo sul suo appoggio, ma fa anche uno squillo al suo avvocato, Giulia Bongiorno. E il risultato non tarda ad arrivare: il presidente della Commissione Giustizia della Camera si smarca dall’aggressione in atto sul presidente della Repubblica: “Basta con il clima da stadio“.
IN STAND BY – E’ tutta gente che non ha intenzione di scombussolare il quadro politico, per carità, ma, vista la sentenza sul Lodo Alfano e visto che i problemini giudiziari del Premier rispuntano all’orizzonte e che segnali di insofferenza giungono pure da settori interni alla maggioranza di governo, sanno bene che da un momento all’altro le carte in tavola potrebbero cambiare. In fondo Berlusconi non sarà mica immortale (politicamente si intende)? Quel giorno in cui il Cavaliere sarà politicamente finito, e nessuno sa se sarà oggi o in un futuro remoto, il Popolo della Libertà potrebbe perfino frantumarsi in mille pezzi. Perciò, nel frattempo, meglio non perdersi di vista.













quindi passiamo da un utilizzatore finale a un pappone? che chiulo!
Rispetto a Silvio, Fini è davvero tutta un'altra cosa. Quando Silvio abdicherà, sarà lui il punto di riferimento del centrodestra. E pensare che Berlusconi fino a poco tempo fa ambiva alla carica di Presidente della Repubblica!
tremonti permettendo.
Concordo con Secondo me, anche se Fini dovrebbe ricordarsi che , nei partiti di centrodesra, il regicida non diventa quasi mai il successore. Per quanto riguarda Montezemolo, ricordiamo che è stato anche beccato a vendere l'accesso allo “zio” Gianni Agnelli : pagavi qualche decina di milioni di lire e vincevi un incontro “casuale” con lamato Gianni. Tremo al pensiero di quello che combinerebbe una volta a Palazzo Chigi o sempliecemente nelel sue vicinanze
bisognerebbe farci un pezzo del tipo: biografia non autorizzata
berlusconi era già morto (politicamente) durante il governo prodi ultimo, era a distribuire la pasta ai pensionati fuori dai supermercati, nessuno se lo ricorda??? poi, dalla sera alla mattina, quel “cane” di sveltronik crea il partito democratico dando sì 1 scossone al governo, ma la cosa + grave è stata dire: “non si può creare un governo d larghe intese senza berlusconi”. qui è resuscitato! il giorno prima dava dell ectoplasma ai leader d AN e Lega, il giorno dopo invece tutti power alleati contro il governo prodi (cn appoggio (in)diretto d topogigio walter)…
avremmo potuto già essercene liberati di berlusconiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Ma non mi fate ridere, nessuno può rimpiazzare Berlusconi. Nessuno potrà tenere a bada le orde fameliche che si scatenerebbero per la Sua successione. Prima di auspicare l'uscita di Berlusconi, sarebbe auspicabile una pulizia profonda del PD. (come partito nobile) e della politica Italiana con l'eliminazione dei Mastella Dalema Rutelli Casini e tanti altri. Caso contrario la brace sara peggiore della padella. Almeno ora un Governo c'è. No lasciatevi accecare dai mascalzoni in agguato e dal fanatismo.
per me Fini è un opportunista. Ha sfruttato l’assist di Berlusconi per uscire dal ghetto del MSI e ora cerca le larghe intese per ottenere la poltrona più prestigiosa,a qualsiasi costo. A mio parere i traditori opportunisti finiscono sempre per perdere,in ogni caso è partito per la corsa al Quirinale troppo in anticipo e arriverà con il fiato corto.
Noi ITALIANI ci illudiamo che possa esserci qualcuno in grado di saperci governare (indistintamente di destra o di sinistra); fino a quando non si adotta un sistema di compenso economico per i politici in percentuale all’andamento economico del paese noi non vedremo mai il risveglio della nostra NAZIONE, i politici vendono la nostra patria agli stranieri, tanto lo stipendio e’ sicuro e ben retribuito, in piu’ hanno le altre entrate in nero dai paesi che si vogliono comprare una fetta della nostra PATRIA. Secondo me in ITALIA e’ finito il PATRIOTTISMO che ci ha onorato negli anni addietro; per conto mio e’ una situazione triste. Il popolo ITALIANO deve reagire. VIVA L’ITALIA LIBERA.