Inglourious Basterds: Tarantino si nega per affermarsi
08/10/2009 - LA FINE DELLA GUERRA IN CINQUE ATTI – Un altro elemento che ricorre spesso ultimamente in Tarantino è l’ordinata e schematica divisione della narrazione. Anche in questo caso il film è diviso in cinque capitoli. Tali capitoli evidenziano ancora di
LA FINE DELLA GUERRA IN CINQUE ATTI – Un altro elemento che ricorre spesso ultimamente in Tarantino è l’ordinata e schematica divisione della narrazione. Anche in questo caso il film è diviso in cinque capitoli. Tali capitoli evidenziano ancora di più un altro aspetto fortemente valido del film, che lo rende ottimo sia dal punto di vista del
“fare cinema” che dell’intrattenimento. Tutti i nuclei narrativi sono incentrati su magisrali scene madre di tensione indotta, in cui lo spettatore è posto per il fatto di avere dei privilegi narrativi (sapere più o meno dei personaggi): il prologo degli ebrei nascosti, l’orso ebreo, la bevuta alla taverna, eccetera. Anche in questo caso Tarantino afferma esplicitamente alcuni dei suoi stilemi per poi negarli frettolosamente e farli mutare in forma: proprio quando parte un piano sequenza identico da Kill Bill arriva improvvisamente il taglio di montaggio che non ti aspetti. Così come la presentazione dei bastardi, che viene suggerita attraverso un solo personaggio (che DEVE avere quella presentazione altrimenti non è possibile capire la sua scena madre) e poi negata a tutti gli altri. Un lanciare il sasso e ridipingere la mano in quello che non ti aspetti che rende possibile meravigliarsi ancora quando si pensava di aver visto ormai tutto.
FINALMENTE, I BASTARDI – E capito questo è quindi finalmente spiegabile anche l’altro rovesciamento, che spiega quella che si può leggere come una certa morale del film. Ovvero che, fondamentalmente, la guerra è dei bastardi. Ricordiamoci da dove viene questo titolo, da un film del 1978 in cui non c’è eroismo che tenga. Da una parte abbiamo i tedeschi, indubbiamente cattivi e perfidi, che qua però sono padri di famiglia e torturati. Quelli che dovrebbero essere vittime e buoni invece torturano e ammazzano. Ma questi carnefici “buoni” sono solo delle comparse: non sono né speciali né eroi né fichi perché la guerra non ha posto per nessuna di queste categorie. La guerra sforna non bastardi di nome, ma solo bastardi di fatto e questi bastardi sono persone come noi, che ridono in mezzo alle fiamme e trucidano innocenti solo per vendetta. Chi legge in questo film “la vendetta e giustizia che vede gli ebrei uccidere i nazisti” del film non ha proprio capito nulla.
IL VERDETTO – Riassumendo posso chiudere con le critiche negative che ho letto. Ho letto chi si lamenta che c’è poco di Pitt, che i personaggi non sono ben presentati. Non se ne sente affatto la mancanza: divertono quando sono in scena, ma quando non ci sono c’è un sacco di altro. Chi critica un finale in cui vengono trucidanti innocenti, come se mancasse moralità o la classica figaggine tarantiniana. Ma è un pensiero tipicamente reazionario di chi vuole vedere qualcosa di diverso dal vero ritratto di un animo umano nella guerra. Tarantino va oltre questo. E riesce a regalare un altro pezzo di cinema che può mettere d’accordo, ancora una volta, il grande pubblico che chiede intrattenimento a quello più ristretto che ama rimandi, sottotesi e metacinematografia. Se solo si ha l’intenzione di mettere in gioco tutte le proprie aspettative e non indignarsi se il nostro amato cineasta non è un pupazzo senz’anima nelle nostre mani che deve darci solo ciò che noi esigiamo. Mr Quentin, you did it very good again.













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Uscendo dalla sala ho sentito commenti del tipo “Ecco cosa meritavano i tedeschi” oppure “Ci vuole fantasia pr architettare un film come questo”..
Non è un film “architettato”, è ma riuscito dannatamente bene (meglio di quanto mi aspettassi da Tarantino adesso).
Ottima osservazione su “la vendetta che i tedeschi meritavano”, perchè nessuno sta giudicano nessuno su cosa si merita e cosa, forse chi pensa questo del film ha dormito per tutta la proiezione..
Merita, cacchio se merita.
Applausi per la recensione, hai veramente colte nel segno.
E applausi per Tarantino che ha fatto un altro capolavoro!!