Pubblico: come sarà il giornale di Luca Telese

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"Meno mafia e toghe in pagina"

Luca Telese racconta a Italia Oggi come sarà Pubblico, il suo giornale che verrà alla luce a settembre. Il quotidiano finanziario ci racconta come sarà l’organigramma:

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Telese ha due punti fermi nella sua avventura editoriale: il modello di business che il giornalista di La7 (di nuovo In Onda dal prossimo autunno) ha mutuato e aggiornato da quello di Giorgio Poidomani, ex a.d. del Fatto quotidiano, che ha assicurato la stabilità economica al nuovo giornale diretto da Antonio Padellaro grazie a un’attenta gestione dei costi. Il secondo punto di riferimento è l’obiettivo copie (come pure quello iniziale del Fatto). «Se solo una minima parte di tutti coloro che stanno partecipando ai nostri eventi ci compreranno», ha precisato Telese, «l’obiettivo di vendita verrà raggiunto e i costi saranno subito coperti». La tiratura iniziale sarà di 30-35 mila copie, il «venduto ideale» è invece di 15 mila copie.

Fa sapere Telese che ci saranno meno mafia e toghe in pagina su Pubblico, mentre Italia Oggi ci racconta i fondatori:

I fondatori sono lo stesso Telese, Tommaso Tessarolo, amministratore unico di Pubblico edizioni srl ed ex general manager di Current tv, e l’avvocato bolognese Maurizio Feverati. Tutti e tre detengono oggi il 51% del capitale, mentre il restante 49% è distribuito tra vari soggetti tra cui alcuni giornalisti di Pubblico e la casa di produzione Freemantle di Lorenzo Mieli. L’investimento iniziale complessivo è stato di 650 mila euro (quello del Fatto era di circa 600 mila). Da confermare invece l’adesione della cantante Fiorella Mannoia.

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