Giornali e parlamentari del Popolo della Libertà lanciano l’idea di una manifestazione dopo la sentenza di risarcimento civile contro la Fininvest. In attesa della sentenza sul Lodo Alfano. E delle elezioni anticipate.
L’ idea della grande contromanifestazione a difesa della libertà deve essergli venuta guardando quella piazza romana gremita all’ inverosimile. E si sa, lui è l’uomo dell’ arringa, del predellino tra la folla, a queste cose non sa resistere. Solo che questa volta non si manifesterà a difesa di un bene comune, quella libertà di stampa che garantisce le democrazie mature. Niente di tutto questo. Si scenderà in piazza per difendere la Fininvest. Un’azienda privata.
SOLDI, SOLDI, SOLDI – Quei 750 milioni di euro chiesti dal tribunale civile di Milano come risarcimento per aver comprato la sentenza che gli permise di mettere le mani sulla Mondadori corrompendo il giudice Vittorio Metta ( già corrotto da Previti per la vicenda Imi-Sir ), proprio non gli vanno giù, soprattutto alla vigilia della sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. “Non posso non rilevare che questa sentenza cade in momento politico molto particolare. Non posso non rilevare che da’ ragione ad un gruppo editoriale la cui linea di durissimo attacco al Presidente del Consiglio, per non dire altro, e’ sotto gli occhi di tutti. Sbaglia pero’ chi canta vittoria troppo presto. Sappiamo di essere nel giusto e siamo certi che alla fine questo non potra’ non esserci riconosciuto”, così il presidente della holding Marina Berlusconi. Ed ecco ritornare il leit motiv degli ultimi mesi sul complotto giudici comunisti, poteri forti, salotti per male, banchieri cattivi. Quelle elite di merda “attenzionate” dai suoi fedelissimi ministri. Ma come fa Marina Berlusconi ad affermare di essere nel giusto se la Corte di Cassazione stabilì che ” la Fininvest fu la fonte della corruzione e pagatrice del pretium sceleris”?
EMERGENZA DEMOGGGRADIGA! – E il ministro per la Semplificazione e coordinatore delle segreterie della Lega, Roberto Calderoli, in un’intervista al Corriere della sera, lo dice forte e chiaro: ”Se qualcuno vuole cambiare le carte in tavola -e vedremo cosa succederà sul lodo Alfano, sul lodo Mondadori, su altre strane cose di cui si parla, sugli attacchi anche contro la Lega- altro che piazza. Dobbiamo portare i cittadini a votare. I poteri forti -aggiunge l’esponente del Carroccio- vogliono condizionare l’agenda del Governo, e quando trovano resistenza reagiscono attaccando in modo scomposto chi è stato legittimamente eletto. “Ma noi non ci stiamo, se lo mettano bene in testa. Se c’è un colpo di Stato, perchè si impedisce di governare a chi è stato eletto e ha rivinto le elezioni anche alle scorse Europee, noi non siamo affatto disponibili a subire. La risposta da dare è una sola, ed è concreta: bisogna chiamare a raccolta i cittadini, e farli esprimere con il voto». «Quando i leader di una maggioranza lo decidono, si va alle urne, non c’è dubbio. E si dà così una lezione ai ‘viscidonì che anche all’interno del Governo mantengono ambigue connivenze con i poteri forti. Ce n’è uno in particolare, ma non è il solo, ce ne sono almeno dicei-venti che hanno la coscienza sporca, e noi gli amici del giaguaro non li vogliamo“.
Quanto al presidente della Camera Gianfranco Fini, «lui fa politica, ha le sue posizioni e le porta avanti, ma questo è legittimo. Non è a lui che bisogna guardare. Io non ho parlato di ministri, ma di Governo. Chi deve capire, capisce. Ma stia certo il Gran Visir dei poteri forti: non l’avrà vinta». Ecco di nuovo il fantasma dei vari Montezemolo, Draghi, Monti che torna a riaffiorare negli incubi della maggioranza. O, forse, ad essere agitato ad arte da chi vuole andare alle elezioni anticipate convinto che saranno un altro plebiscito.
IL CONTO DELLA SERVA - E quindi di cosa sta blaterando Nicola Porro su Il Giornale quando scrive “semmai il risarcimento potevano chiederlo ai (ci rendiamo conto) meno danarosi Previti e Metta. E in via subordinata allo Stato, che avrebbe dovuto rappresentare il giudice Metta. Niente di tutto questo avviene. De Benedetti, l’ingegnere senza macchia, del crac Ambrosiano e delle stampanti postali, ha bene in mente il suo obiettivo: Silvio Berlusconi e la sua Fininvest. È a loro che chiede il risarcimento derivante da una sentenza che non riguarda loro”. Ma le sentenze dicono altro: Berlusconi è un “privato corruttore”. Incarica Previti di corrompere il giudice che decide la sorte e la proprietà della casa editrice. Previti ha “stabilmente a libro paga” Vittorio Metta. Il giudice si fa addirittura scrivere la sentenza. Ottiene “almeno quattrocento milioni” da una “provvista” messa a disposizione dalla Fininvest che “incassa” in cambio la Mondadori. Chiaro no? Ora nell’ attesa che gli avvocati della Fininvest riescano a convincere la Corte d’Appello di Milano a sospendere l’efficacia della sentenza che potrebbe avere un impatto devastante sugli equilibri aziendali e proprio in un momento delicato come quello della paventata divisione dei beni richiesta in sede di divorzio da Veronica Lario per i suoi tre figli, a Cicchitto è venuto in mente di fare l’unica cosa che a quelli del Pdl viene bene. Sfruttare l’investitura populista del premier e far accorrere la politica in sua difesa come sempre si è fatto da quindici anni a questa parte. Utilizzare cioè il suo partito-azienda per difendere i suoi interessi privati. E quindi esclusivamente il suo patrimonio personale. Non ci risulta infatti che nessuno sia ancora sceso in piazza a difesa delle aziende e delle fabbriche che in questo autunno drammatico stanno chiudendo i battenti una dopo l’altra. Ma un Berlusconi che ha bisogno della piazza per difendersi dagli attacchi di stampa e opposizione è un Berlusconi debole. E forse così si spiega il messaggio che Luca Fazzo lancia dalle pagine del Giornale di famiglia “La clamorosa decisione del giudice Raimondo Mesiano è un’arma in mano a De Benedetti. Sta adesso all’Ingegnere se usarla come una clava o se avviare – da posizioni di indubbia forza – una sorta di trattativa con l’avversario. De Benedetti i soldi li vuole. Ma le modalità con cui passerà all’incasso non sono scontate. E i primi segnali da via Ciovassino, sede della holding del proprietario di Repubblica, dicono che il primo approccio sarà relativamente morbido”. Trattative, approccio morbido, vedremo. Certo è che prima che gli ufficiali giudiziari bussino alla sede del Biscione per cominciare il pignoramento ci vorranno almeno una decina di giorni. In dieci giorni si può trattare. E poi c’è sempre il Lodo Alfano di mezzo.






















Si sono evidentemente scordati che questa sentenza è il frutto anche delle condanne definitive a Previti, ad alcuni giudici ed avvocati e da cui il cavaliere si è defilato grazie ai suoi rinvii facendo finire tutto in prescrizione. Comunque, non ho dubbi che se la organizzano sarà un successone. Il finale de “Il Caimano” docet…
se la organizzano, noi saremo in prima fila
Ovvio, avremo anche noi la nostra “esclusiva” con qualche escort. Sai quante se ne trovano…
magari con lo striscione ” giù le mani dai soldi di papi”
Ma cosa c'entra il governo e la politica negli affari giudizari di due aziende PRIVATE?
Senza la sentenza di un giudice corrotto, la Mondadori sarebbe andata alla CIR, quindi è normale che la CIR chieda i danni per non aver avuto la Mondadori… ma quelli del PDL che vogliono?
Che la CIR dica “ok ci avete rubato la Mondadori, corrompendo un giudice… ma scordiamoci il passato e facciamo finta di nulla”?
AHHHHH!!!!
Oddio, la faccia della Marina, così grande, in primo piano, a tradimento! Ma non potevate mettere prima un avviso : attenzione, preparatevi , vi aspetta un immagine scioccante.
non è tanto il suo non eccessivo charme, diciamo, ma è impressionante perchè sembra suo padre con parrucca e labbra rifatte. Oh, anche il seno è rifatto e pure male, ma è la faccia che ricorda inesorabilmente il padre. Vi citerò per danni, ecco.
” “Non posso non rilevare che questa sentenza cade in momento politico molto particolare. Non posso non rilevare …
E io non posso non rilevare che ci hanno polverizzato le ovaie, con le solite accuse e manfrine e giaculatorie e invocazioni della piazza.
Ora, scenderanno in piazza per ” difendere ” le aziende del loro signore e padr… voglio dire leader politico, i sostenitori della PDL? Ma certo che sì. Tzk.
E' proprio vero che c'è la crisi.
Io manifesterei contro il buco dell'ozono che si sta allargando senza che il mio gatto sia d'accordo per esempio. Cribbio.
Un' immagine, pardon.
visto come mi avete scioccato ?:)
Una piazza stracolma di gente che “ma tanto sò tutti ladri, ecché Dalema come se lè fatta la bbarca? Ha rubbato pure lui! Rubene tutti! Almeno Berluscone ce bbassa le tasse, che hanne fatte i comunisti pè nnoi?!!!1″
Tristezza.
scurdammoc'opassato, simm'e'napulepaisà
Complimenti Tess, ottimo articolo.
Quoto “Frank” ….
Credo proprio che andrà così. Siamo messi proprio male
affascinante la tesi di Porro, in pratica in maggior beneficiario dell'evento corruttivo (Silvio e la FIninvest) deve essere tenuto fuori, non deve risarcire il danno causato all'altra parte, addirittura deve essere lo Stato a risarcire perchè un giudice si è fatto corrompere
quindi se io pago un tizio per rubare dei segreti industriali a risarcire il danno deve essere il ladro e la ditta che curava la sorveglianza, non io che con quei segreti industriali ho fatto una barca di soldi
ma perchè non mi avete avvisato che la terra è piatta?
Gliel'avrà suggerita Alfredo Biondi: ai tempi di Genoa-Venezia era saltata fuori la tesi che se il Genoa aveva corrotto il Venezia, era quest'ultimo il solo a dover pagare per essersi lasciato comprare.
Chi scende in piazza per me che un vigile urbano al soldo dei vili comunisti mi ha fatto una multa da €350?