L’Iran è davvero pericoloso come dicono?

05/10/2009 - L’IMPIANTO SEGRETO – Tutt’altra storia è quella che riguarda l’impianto di arricchimento installato a Qom, celato in una montagna nel deserto a circa 160 km da Teheran, accanto a una grossa installazione militare. L’esistenza dell’impianto era stata tenuta nascosta dal

     
 

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L’IMPIANTO SEGRETO – Tutt’altra storia è quella che riguarda l’impianto di arricchimento installato a Qom, celato in una montagna nel deserto a circa 160 km da Teheran, accanto a una grossa installazione militare. L’esistenza dell’impianto era stata tenuta nascosta dal governo iraniano sino a pochi giorni prima che Obama ne annunciasse l’esistenza davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite, ma i servizi di intelligence israeliani e occidentali ne erano già al corrente da qualche anno. L’impianto di Qom è strutturato per ospitare solo 3000 centrifughe. E’ troppo piccolo per alimentare una centrale civile e non c’è alcuna ragione per cui quelle centrifughe non possano essere installate nell’impianto di Natanz, ancora semivuoto. La clandestinità del sito di Qom, le sue dimensioni e la sua ubicazione non possono lasciare alcun sensato dubbio sul fatto che esso sia stato progettato per produrre HEU, l’uranio utilizzato negli ordigni nucleari. Le tardive assicurazioni iraniane e le spiegazioni ben poco convincenti non valgono a cambiare questa considerazione: l’Iran ha in piedi un programma segreto per realizzare armi nucleari. Tenuto conto che il paese dispone di miniere di uranio, è in possesso delle tecnologie per progettare e costruire le centrifughe, mantiene in funzione un impianto nucleare di ricerca e sta costruendo reattori civili (l’uno e gli altri sono indispensabili per produrre il Plutonio 239 che consente di realizzare armi nucleari più piccole e potenti), c’è di che preoccuparsi.

I VETTORI - Il possesso di armi nucleari in capo a un paese che ha stretti legami con gruppi terroristici è già una brutta storia (Pakistan docet), che però peggiora quando si dispone di vettori in grado di recapitare quelle armi con rapidità ed efficienza a lunghe distanze. Le forze armate iraniane sono relativamente grandi e ben equipaggiate. L’aviazione dispone di alcune decine di bombardieri supersonici a lungo raggio SU-24 di costruzione russa, idonei a sganciare armi nucleari. Soprattutto, l’Iran sta sviluppando il programma missilistico Shahab, copia di quello nord-coreano No-Dong. Lo Shahab-3, già in servizio, può lanciare una testata nucleare fino a 2000 km di distanza, mentre le varianti in sviluppo (già utilizzate per il lancio di satelliti) avranno gittate comprese tra i 5000 e i 10.000 km, quanto basta per coprire l’intera Europa.

I RISCHI REALI - E’ improbabile che Teheran decida di lanciare un missile nucleare sul Colosseo o di affidare una testata nucleare agli Hezbollah, ma il semplice possesso di queste armi potrebbe innescare la voglia di dotarsi di simili armamenti anche in altri paesi della regione medio-orientale che sinora hanno dovuto ingoiare il rospo delle testate atomiche israeliane. Soprattutto, bisogna mettere in conto le mosse di Tel Aviv e le loro conseguenze. Gli israeliani non esitarono a distruggere preventivamente la centrale nucleare irachena di Osirak, nel 1981. Come si comporterebbero con l’Iran, che non fa mistero del suo desiderio di cancellare Israele dalle carte geografiche? E cosa accadrebbe se un attacco preventivo israeliano non riuscisse a decapitare completamente le capacità atomiche iraniane, e qualche missile Shahab con la sua testata nucleare dovesse sopravvivere ai raid aerei? Meglio non scoprirlo, e lavorare piuttosto per una soluzione diplomatica che soddisfi tutte le parti in causa e tranquillizzi – una volta tanto – anche noi.

Fonti:

- Iran’s Nuclear Program, David Albright, Institute for Science and International Security, 2007
- Uranium Resources for the Long Term, Matthew Bunn e Steve Fetter, 2006
- Characteristics of the Gas Centrifuge for Uranium Enrichment and Their Relevance for Nuclear Weapon Proliferation, Alexander Glaser,  Princeton University, 2008
- HEU Done it, Richard L. Garwin, Foreign Affairs marzo/aprile 2005
- India’s Gas Centrifuge Enrichment Program, David Albright e Susan Basu, ISIS, 2007

     
 

4 Commenti

  1. Frank scrive:

    Una piccola imprecisione: il Sukhoi 24 non è un bombardiere a lungo raggio, ma può colpire a un massimo di 500-600 km. E' una specie di Tornado un po' più grande e meno sofisticato.
    Inoltre buona parte di quelli in possesso della Air force iraniana sono apparecchi fuggiti dall'Iraq durante la guerra tra i due paesi, probabilmente non sono tutti operativi e in buone condizioni (discorso che vale per buona parte della loro aviazione).
    Pienamente d'accordo sulle conclusioni del pezzo.

  2. markogts scrive:

    Altra piccola precisazione: le centrifughe elaborano gas, sì, ma non di vapori di uranio, ma di uranio legato con fluoro sotto forma di esafluoruro di uranio, che è gassoso anche a temperature “umane”.

  3. John scrive:

    Per Frank: ottima osservazione, e se per bombardiere a lungo raggio intendiamo velivoli della classe dei B-1, certamente il SU-24 non lo è. Ma quello che indichi in 500-600 km è il raggio d'azione operativo, ossia quello del velivolo nel corso di una missione tipica, e quindi con un significativo carico di armi convenzionali (2-3 tonnellate) e con un profilo di volo che preveda una fase di penetrazione ad alta velocità e bassissima quota (è ottimizzato per questo, proprio come il Tornado) e una fase di scampo. Ma questo vale, appunto, in una missione normale. In una missione in cui non sia necessario ritornare alla base (suicida) e basti portare un singolo ordigno nucleare, e si possa adottare un profilo di volo inteso a ottimizzare l'autonomia, le cose sarebbero ben diverse e l'aereo potrebbe colpire a distanze ben maggiori di 1500 km. L'autonomia di trasferimento del Fencer, infatti, è indicata da 2500 a 3000 km.
    E nel contesto di quel teatro operativo, è una misura molto “lunga”.
    Non sottovaluterei poi le capacità iraniane: l'industria iraniana si è dimostrata capace di riprogettare i vecchi F-5 di origine americana, ed è riuscita a mantenere operativi i Tomcat anche quando tutti dicevano che non era possibile. Addirittura hanno adattato i missili Hawk al ruolo aria-aria. ;-)

    =====

    Per Markogts: hai perfettamente ragione, ma ho dovuto semplificare la parte tecnica per questioni di spazio e scorrevolezza. Nelle fonti citate il meccanismo è descritto perfettamente. l'UF6 in determinate condizioni di T e P può persino coesistere nelle tre forme solida, gassosa e liquida. Ma nel processo che ci interessa parte da quella solida, perché è così che giunge stoccato, e quindi riscaldato in pressione fino a liquefarsi e a vaporizzare per essere immesso nel ciclo di arricchimento. ;-)

  4. rebyjaco scrive:

    L'Iran è pericoloso in quanto non si tratta di un Paese governato da una dittatura semplice e ragionevole, ma da una Teocrazia che ha come fondamento la Ferocia per arrivare dove s'illude di poter arrivare. E' suicida? Difficile dirlo, ma lo potrebbe essere mantre NOI, sappiamo che noi non lo siamo. Ecco perchè non “”dovrebbero”" munirsi dell'arma atomica. Se gli USA, per LORO interessi che certamente non “”scoprono” non riescono e mettersi d'accordo con Russi e Cinesi, l'IRAN avrà la Sua bomba. Il nodo è quello. Se l'Iran può contare col tacito assenso di Cinesi e Russi, rischieranno fino alla fine per dotarsene.

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