Messina, Italia. Cronache di un belpaese violentato

3 ottobre 2009

Ancora una volta, l’ennesima, siamo a piangere dei morti per un’altra tragedia annunciata. Un nubifragio più forte degli altri, qualche giorno di pioggia intensa, e un altro fiume di fango si porta via decine di vite. Questa volta è toccato a Messina, dove un fiume di detriti ha travolto paesi, abbattuto case, sradicato tratti di ferrovia. Il presidente dell’Ordine dei geologi della Sicilia, Gian Vito Graziano ha ricordato che nelle zone a sud di Messina, ma anche in altre province siciliane, ogni anno con l’autunno arrivano le frane. A volte finisce con un po’ di paura e qualche senza tetto. Altre volte purtroppo si piangono i morti. Il messinese è effettivamente una zona con una situazione idrologica particolare, un reticolo idrografico di grandi e piccoli torrenti che rende i terreni fragili.

Ma non è solo un problema di Messina o della Sicilia. L’Italia è un paese bellissimo, con un paesaggio straordinario. Ma è un paese fragile, anche dal punto di vista idrogeologico. Ci sono 5.581 comuni, il 70% del totale, a rischio idrogeologico. Di questi 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità. Negli ultimi 90 anni in Italia ci sono state oltre 5.000 grandi alluvioni e 12.000 frane, 2 emergenze ogni 3 giorni. Negli ultimi 50 anni ci sono stati circa 3.500 morti, 7 morti al mese.

Eppure, nonostante questo, il territorio italiano è stato violentato ovunque da un’urbanizzazione disordinata e aggressiva, che ha stravolto il suo bellissimo paesaggio, ha consumato suolo e distrutto gli equilibri idrogeologici. Gli alberi sono scomparsi dalle colline, distrutti dagli incendi quasi sempre dolosi o tagliati per costruirci case, palazzi, strade. Tutti i partiti politici, grazie ad un’opinione pubblica a dir poco distratta, hanno puntato massicciamente sull’espansione edilizia e sulle “grandi opere”. Nessuno, o quasi, che abbia pensato che le opere necessarie sono quelle “piccole” e di contenimento,  la manutenzione del territorio, le azioni di tutela del reticolo idrologico e della copertura boschiva devastata dagli incendi.

Come  ha rilevato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e come è scritto in un rapporto curato da Protezione Civile e Legambiente, fino a quando non si darà attuazione agli strumenti di pianificazione che in molte parti d’Italia sono già adeguati, passeremo da un’emergenza all’altra. Finché non si varerà un grande piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio italiano, le tragedie proseguiranno. Finché non si darà attuazione ad interventi di manutenzione del territorio come la pulizia dei canali, dei fiumi e persino dei tombini, certo meno evocativi del “Ponte sullo Stretto”, ma sicuramente più utili, destinando risorse finanziarie regionale avanzati, continueremo a piangere morti.

2 commenti a Messina, Italia. Cronache di un belpaese violentato

  1. rebyjaco

    Assurdo lamentarsi, assurdo cercare colpevoli, tutto il Meridione è sotto il controllo della criminalità organizzata. Loro “”concedono le licenze edilizie”" loro gestiscono i soldi delle ricostruzioni. E' un circolo vizioso che da decenni (ma si potrebbe dire da sempre) vede coinvolti mafiosi e politici,,,, politici e mafiosi senza sosta e senza pausa. Ascoltateli parlare, tutti sapevano ma nessuno poteva fare niente. La responsabilità di coloro che votano corrotti e complici, è grande, ma loro non hanno alternative, o li VOTANO e fanno la fame.

  2. comicomix

    @rebyjaco:
    Lamentarsi non serve. Il problema , molto grave al sud, è un po' di tutta Italia. Di episodi del genere, infatti sono piene le cronache.
    Purtroppo è un tema che non appassiona…

    Ciao!

    C.

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