Cultura

Perche’ tanto odio?

1 ottobre 2009

La litigiosita’ senza se e senza ma non e’ una prerogativa esclusiva del dibattito politico italiano. Il motivo del dilagare globale di tanta aggressivita’? Ma e’ il sesso e la possibilita’ di esercitarlo, ovviamente. Non stiamo scherzando, e’ scientifico.

Siamo a una nuova addition di “Controcorrente”, la rubrica che fa impazzire il mondo – di quelli che “s’informano” nel web ( ha ha ha). Ringrazio le Menti Illuminate che dirigono il Giornaletto per il privilegio concesso, somiglia indegnamente al ruolo di William L. Safire, editorialista del New York Times, “passed away” pochi giorni fa all’eta’ di ottanta anni e a cui va il nostro ricordo: un intelligente visitor conservative nell’antro piu’ autorevolmente progressive d’America.  L’America evocata aiuta a entrare in tema: cosa sta succedendo allo scontro politico americano, mentre in provincia (qui da noi) ci si accapiglia e ci si divide in fronti irriducibili e personalizzati – da una parte Berlusconi e dall’altra il suo acerrimo rivale, l’anti Berlusconi?

NON DISCUTERE, INSULTA - La riposta e’ semplice e sconfortante per alcuni: siamo agli stessissimi livelli di incomunicabilita’, di demonizzazione dell’avversario, di radicalismo.  Ne da’ conto Andrea Mancia su Liberal Quotidiano : «Obama è un bugiardo!», grida il congressman repubblicano del South Carolina, Joe Wilson, durante lo speech a camere riunite del Presidente, suscitando ovviamente scandalo tra chi aveva scritto e recitato per otto anni quanto idiota e demente fosse Bush – va riconosciuto, senza urlarglielo al Congresso ma limitandosi a applaudire i lanci di scarpe in conferenza stampa. Determinare chi sia stato il primo a offendere non ci appassiona piu’ di tanto, lo lasciamo ai bambini; piuttosto, ci fa notare Mancia, e’ un po’ tutta la societa’ americana che sta degenerando i suoi sinora molto compiti e formali, anglosassoni modi di porgersi. Nel giro di una settimana infatti, Serena Williams manda a quel paese e minaccia di far ingoiare palle in diretta tv a arbitro e guardialinee nel corso delle seguitissime finali degli US Open di tennis. Anche i giovani non si risparmiano: lasciamo pur stare i vaniloqui degli Amici della De’Filippi,  abbiamo avuto un rapper a nome Kanye West che durante la diretta degli MTV Video Music Awards, evidentementr alticcio, strappa il microfono alla vincitrice del miglior video femminile, tale Taylor Swift, farfugliando sguaiatamente che il video della sua amica Beyonce’ era meglio e facendo piangere la malcapitata nell’imbarazzo generale.

ARIA RICCA DI ODIO - Non e’ solo da noi che non c’e’ piu’ rispetto insomma, si urla e ci si accapiglia un po’ dappertutto, avrete certamente visto i filmati delle scazzottate al parlamento sudcoreano mandati in onda da Striscia la notizia e altre trasmissioni.  In questo articolo non ci interessa entrare nel merito delle singole questioni che agitano europei italiani e americani; ci interesserebbe investigare quale e’ e se mai c’e’, un comun denominatore del perche’ la gente e’ diventata cosi’ suscettibile. Possiamo scartare immediatamente la “consistenza” degli argomenti in dibattito, guardati con un minimo di distacco ci sarebbe anche da ridere: tipo come mai Michelle abbia rifiutato di azzannare ooopss … di baciare un Premier italiano. Macchie solari, global warming, temi caldi: ci sono cause comuni a tutto ‘sto surriscaldamento sottopelle o e’ una semplice coincidenza, staremmo semplicemente assistendo a una espansione della barbarie, volgarita’, ignoranza e maleducazione globalizzata per coincidenza, senza un motivo?

12 commenti a Perche’ tanto odio?

  1. Lucia

    “dietro a ogni donna incazzata c’e’ sempre un uomo …”

    …e perchè??
    perchè come hai ben citato tu: “I giovani maschi reagiscono sviluppando culture del disimpegno, della precarizzazione anche dei rapporti e quant’altro” :)

    Bell'articolo Abr!

  2. Vale

    Ma… tutti 'sti uomini giovani single e in cerca di donne dov'è che sarebbero?

  3. abr

    Tnxs Lucia :)

    Vale, la risposta e' sopra da Lucia.
    Cmq., il non essere “in cerca” (per mille motivi: disinteresse, immaturita' etc.) non significa che il testosterone non salga: chi si estranea dalla lotta “vera”, quella “naturale” quando questa si fa dura, insomma, in realta' “sublima” in altri campi la aggressivita' che Madre Natura gli ha dato per prendere per i capelli una donna e tirarla dentro la sua caverna. Ad esempio la politica.

  4. comicomix

    La tesi, provocatoriamente simpatica, è la dimostrazione di quello che ho sempre pensato.
    Il mondo sarebbe molto migliore, se ci fossero solo donne.
    Più io, naturalmente.

    SCherzi a parte, il mondo è diventato più aggressivo perchè meno “femminile”. Sono d'accordo. Mancla la voglia e il tempo di riflettere pacatamente, provano (almeno un po') ad immedesimarsi negli “altri”, a provare a capirne le ragioni.

    Insultare è molto più semplice. Ma porta solo da una parte: alla fine.
    Io e te, per esempio, che non siamo d'accordo quasi su nulla, ci confrontiamo con (spero reciproca) soddisfazione. Penso (spero) che ne usciremo migliori entrambi. Anche se non cambieremo idea.

    Un sorriso confrontantesi

    C.

  5. abr

    Carissimo Copi, vorresti dire che siamo “femmine” io e te? :)

    Attenzione Copi a non cadere nel tranello dell'estremista (caduta da te inattesa): il mondo con sole donne sarebbe terribile, la soluzione sta nell'equilibrio tra generi.
    Un certo posto e' meno aggressivo quando ci sono piu' donne “disponibili”, ma questo non rende il mondo meno cattivo: c'e' la competizione anche tra donne, o non te ne sei mai accorto? ;)
    La cosa aprirebbe una discussione specialistica molto interessante sull'evoluzione dei generi (maschi sotto pressione uguale atleti, femmine sotto pressione uguale a … chi sa la risposta?), ma non divaghiamo.

    Rimane vero che insultarsi non da' soddisfazione ne' utilita', e in questo senso sono totalmente d'accordo coll'amato Premier: Santoro e' funzionale alla sua sopravvivenza, molto piu' che non Bossi stesso.

    Sulla confrontation, lo sai bene caro Copi, sfondi una porta apertissima: ho imparato dai miei avi contadini circa cinquecento anni fa che il “confine”, una volta ben marcato, e' il luogo del rispetto e dello scambio, dell'arricchimento reciproco. A volte il confronto puo' degenerare anche nello scontro, ma decisamente meno spesso. Ma se alla fine tu rimani dalla tua parte e io dalla mia, ci si puo' anche fare una bella e sana e maschile bevuta di birra celebrativa della “diversity”, la vera ricchezza del Pianeta.

  6. grano

    Cip, cip, cip. Gran volar di uccellini, cherubini e serafini in coro inneggianti all'Abr non più abrasivo… Che sia diventato veltroniano? (giusto per stuzzicarlo un po', altrimenti la troppa “pax comicomiciana” prima o poi lo stufa ;-) ).
    Per il resto, sì, molto carino, il pezzo. Mi viene in mente un famoso controesempio contemporaneo sulla correlazione tra la disponibilità di donne “disponibili” e la propensione alla moderazione, ma diciamo che non fa statistica.

  7. giul

    e quelle disponibili hanno alzato i prezzi

  8. pietro60

    Forse per quel poco che ho letto sull'argomento il discorso è un poco semplificato, esagerando leggermente l'importanza del sesso e della riproduzione nel comportamento umano, e facendo correalzioni troppo immediate tra gli squilibri ormonali e l'aggressività.
    Il problema è che in base a studi abbastanza approfonditi sui comportamenti animali l'aspetto bestiale dell'uomo è molto più ampio di quanto la nostra presunzione di superiorità è disposta ad ammettere, che ci siano sufficienti basi innate in molti altri comportamenti umani.
    L'esaltazione del comportamento sessuale e riproduttivo è un idea che ha inquinato la nostra cultura a partire dalla fine dell'800, ma nonostante Freud e seguaci anche l'altruismo, la capacità di legami sociali, il calcolo economico, inteso come capacità di valutare incentivi a medio e lungo termine delle nostre azioni, e molti altri aspetti del nostro comportamento possono esser considerati altrettanto bestiali.
    Forse può dare fastidio l'idea che la differenza tra uomini e il resto del mondo aimale sia così piccola, ma il fatto che da una differenza microscopica sia scaturito tutto ciò che l'uomo ha fatto negli ultimi trentamila anni mi sembra aumentare l'ammirazione per la razza umana e non sminuirla.

  9. pietro60

    Si possono leggere interessanti saggi di Desmond Morris, Edward Osborne Wilson, Steven Pinker, Antonio Damasio e Frans De Waal che ognuno nel suo campo di ricerca hanno esplorato vari aspetti della questione.
    Alla fine il punto che credo possa fare piacere ad ABR per quanto ne capisco è che :
    1) gli esseri umani sono individualmente diversi anche da punto di vista innato.
    2) Ogni tentativo di giustificare razionalmente o come frutto della società il comportamento umano è inevitabimente incompleto perchè trascura il fattore essenziale che hanno le emozioni e gli istinti in ogni scelta umana
    3 ) l'impossibilità del calcolo economico e della pianificazione della società è una cosa che ha basi persino nel comportamento del singolo individuo, la necessità innata di decisioni veloci per salvarsi dai predatori ha portato gli esseri umani a preferire le decisioni veloci a quelle ponderate.
    4 ) Il fatto che la poligamia degli individui dominanti sia causa di conflittualità fa pensare che sia una condizione “innaturale”, la conflittualità all'interno dei gruppi è un fattore che ne riduce la fitness evoluzionistica.

  10. comicomix

    @grano:
    “Pax comicomiciana” è bellissimo! ^_^

    C.

  11. abr

    Tnxs grano cip cip cip …solo che, come ho anche scritto, controcorrente non esiste solo per far incavolare quelloi “che s'informano”. Ogni tanto, mi consenta direbbe Lui, si parla anche di cose serie, che dei baci mancati di Michelle e di troie a dir “la verità” da Santoro son piene le fosse …
    Se ho colto, sulla corelazione tra “disponibili” e gli arrapamenti, scriveremo un altro post …

    Pietr60, prpva tu a condensare temi come questi in 5000 battute spazi compresi. In più, con 2500 correlate in un modo o nell'altro a bieca attualità, altrimenti non te lo pubblicano mica (del resto il Giornaletto non è Riza Psicosomatica).
    nel merito, e a parte lacitazione bracardiana l'uomo è una bestia, nesusno sminuisce le conquiste umane, se ricorda che alla fine tutti attraversiamo la fase naturalissima della tempesta ormonale, e affermare che ciò non pesi nel destino di ognuno, o pesi meno di considerazioni “economiche” o sociali, mi pare eccesso dall'altra parte.
    Mia dimenticare che il cervello è fatot di tre strati sovrapposti: la cultura (again, solo 150 generazioni di ) NON ha soppiantato gli strati più bassi, si è semplicemente sovrapposta.
    Credere ai progressivi destini o alla superiorità morale (antropologica) porta a derive storicistiche molto novecentesche.

    Riguardo a itemi del secondo intervento: ovvio che gli individui sinao tutti diversi anche in quanto ad apirazioni etc., ma qui stiamo facendo i conti con le “pulsioni animali” che sottostanno al nostro day by day. O siamo già diventati angelici? Mediamente un uomo (e una donna) pensa al sesso ogni venti minuti/mezzora, questo è fatto notorio tra tutti i conferenzieri e presentatori.
    Quindi molti sostengono che i “driver” delle pulsioni siano studiabili in termini democrafico culturali. E' il grande tentativo di Ley Strauss ad esempio di edificare l'antropologia culturale, anche se nel suo tempo si distingueva tra “selvaggi” (magari buoni, anche se lui scrive “tristi tropici”) e civilizzati, emancipati.
    L'importanza del singolo: chiarissimo, incontestabile. Ma alla fine la statistica è una scienza no? Che offre risltati predicibili e corretti, se il campione è dimensionato corretto.

    Sulla poligamia: non è nè naturale o innaturale, non è certo la condizione primeva di TUTTE le culture umane, è una delle risposte possibili a certe condizioni ambientali date. Ai tropici un uomo può “mantenere” più donne, perchè il clima consente attività di raccolta molto produttive; nella tundra dell'era glaciale assolutamente no, e infatti i popoli europei primitivi sono monogami.

  12. pietro60

    Semplificando un po quello che volevo dire:
    La “tempesta ormonale” ha la sua importanza, e anche la cultura, ma esistono fondati motivi per pensare che la divisione sia puramente fittizia e non esista un confine, una divisione cartesiana tra corpo e mente, e che nel caso specifico l'aggressività ha una sua base biologica innata indipendente dagli impulsi riproduttivi e dalla cultura.
    Volevo solo far notare che se anche il “sesso” influisce anche sui comportamenti aggressivi, non ne è la causa nè il principale fattore scatenante.
    Per questo facevo il paragone con il “calcolo economico” che è un caso estremo di comportamento che ( sopratutto tra studiosi di sinistra ) è considerato esclusivamente culturale, mentre è frutto di una struttura mentale innata.
    Il punto su cui principalmente mi sembra tu dica una boiata pazzesca è “Per cui col tempo la selezione sviluppa muscoli, testosterone, aggressivita’ (e … dimensioni …). E’ uno dei motivi, quello “ormonal-culturale”, della prevalenza dei neri in molti sport.”
    Se la presenza di un Harem aumenta l'aggressività negli esclusi aumentandone il testosterone e i muscoli, mi spieghi come questo può influire dal punto di vista evolutivo se le persone in cui avviene sono proprio quelle escluse dalla riproduzione?
    è molto più logico pensare che la poligamia in questione dia molte più possibilità riproduttive ai più sani e ai più forti e che questo sia il fattore decisivo, mentre l'aggressività degli sfigati sia un danno collaterale ininfluente.

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