La Germania è il vero centro della crisi

26/06/2012 - Secondo Süddeutsche Zeitung i tedeschi devono scegliere tra soluzioni pessime e catastrofiche per salvare la moneta unica

La Germania è il vero centro della crisi

Il futuro dell’Europa si deciderà in Germania, il vero centro della crisi, nonostante l’economia che cresce e il debito a costo zero. Solo Berlino ha la forza per salvare l’euro, e il tempo per scegliere tra una situazione pessima e la catastrofe si sta esaurendo.

 

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GERMANIA ÜBER ALLES – IL futuro dell’euro non dipende da dall’Italia, e neanche dalla Spagna, dal Portogallo, dall’Irlanda e da Cipro. Neppure la Grecia, il centro della crisi, sarà decisiva per capire cosa succederà alla moneta unica. Solo a Berlino saranno prese le scelte che salveranno, o faranno collassare, il progetto dell’euro. E’ l’opinione di Süddeutsche Zeitung, che viene espressa in una lunga analisi Solo la Germania ha la forza per reggere questo compito, e la domanda è solo se i tedeschi davvero lo vogliono, e anche per quanto tempo saranno in grado di farlo. Forse l’Europa non ha solo i tre mesi di tempi preconizzati dalla direttrice generale del Fondo monetario internazionale, ma il tempo sta scadendo e non rimane molto spazio di manovra per risolvere la crisi dei debiti sovrani.

QUANTO COSTA? – La decisione del presidente della Repubblica tedesca di ritardare l’approvazione del Meccanismo europeo di stabilità evidenzia tutte le contraddizioni che stanno esplodendo in questa fase. Costituzionalmente la scelta di Gauck è corretta, argomenza Sz, perché ha dato più tempo al massimo tribunale tedesco di valutare le contestazioni sull’eventuale infrazione della Legge fondamentale causate dal nuovo fondo salva euro, ma il tempo ormai si sta esaurendo. Una dilazione che riporta in primo piano i dilemmi nei quali si sta contorcendo da tempo sia la classe dirigente che l’opinione pubblica della Germania. Quanto costerà la salvezza dell’euro, sia economicamente che politicamente? E quale sarebbe il prezzo di un fallimento? Quali rischi si materializzerebbero in questi due casi? Questioni che rimangono finora senza una risposta definitiva.

 

2 Commenti

  1. pitagorico scrive:

    sempre con questi eurobond;gli stati con forte debito smettessero di mettere sul mercato titoli;facessero un patto con la germania in base al quale la germania immette nuovi titoli per conto di questi stati in rischio default.è una specie di patronato o patronage -per i sapientoni-che c’è di strano,con il rapporto sottostante si potrebbe regolamentare tutto–parlano di europa dal 1951 e non fanno mai un passo in avanti

  2. TheQ. scrive:

    a settembre se le cose peggiorano lanciano gli eurobond, e si riparlerà della crisi fra 10-20 anni… sempre che intanto venga bloccata la speculazione economica liberista alla Milton Freedman sostenuta da Berlusconi e soci (pd included), nonchè svariati paesi (inghilterra?!), e fra cui l’America maggiore speculatrice.
    Fra 10-20 anni il petrolio schizzerà in alto, ma l’economia potrebbe essere trainata dalle energie rinnovabili (POTREBBE) e ciò provocherebbe un ritorno economico per sostenere il rinnovo di altri debiti. E nel caso le cose andassero male, beh si può sempre dire che la colpa è della fine dell’era del petrolio.

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