Cielo, ancora i derivati!

30 settembre 2009

La vulgata è stata edotta sul fatto che i derivati hanno portato una crisi bancaria negli Stati Uniti, che è diventata una crisi bancaria mondiale (Italia esclusa, come piace dire all’ipo-diottrico commercialista più famoso del Belpaese), che è diventata una crisi dell’economia reale… E che il nuovo super-Presidente USA (con la collaborazione del più famoso ipo-metrico Primo Ministro sempre del Belpaese) ha messo tutto a posto facendo finire la crisi.

Ma ora appare l’incredibile notizia che i derivati non sono spariti, anzi la quantità scambiata è più che raddoppiata negli USA. Questa notizia fa il paio con una appena più vecchia di un costante incremento del numero di contratti Future a livello mondiale. Allora non abbiamo imparato nulla? Stiamo per rilanciarci nel solito tunnel di speculazione, bolle finanziarie, e crisi economiche?

In un certo senso sì, ma non nel senso che la vulgata intende. I derivati possono essere usati in due modi: o per fare pure scommesse, o per “pareggiare” un rischio che si corre nella normale attività imprenditoriale. I dati che vengono diffusi sono un cacciucco di numeri che comprende entrambi gli scopi, e pertanto sono assolutamente inutili. Se tutti utilizzassero i derivati per “compensare” certi rischi (gli swap, le option, i future, e pure i CDS sono strumenti “classici” e in un certo senso “semplici”) il rischio totale del sistema verrebbe distribuito verso soggetti cui meglio si adatta il rischio stesso; individualmente è come se sparisse. Se tutti operassero in derivati per “scommettere” avremmo lo stesso rischio a livello di sistema, semplicemente trasferito, e con esso la liquidità. I derivati non creano crisi, e il loro utilizzo rappresenta in molti casi una buona norma per proteggere la propria attività; certo, questo finché non vi fare fregare da un bancario disonesto o incompetente, ma questo è un altro problema. Questo è quello che non abbiamo ancora imparato.

Ma ci sono altri tipi di derivati, quella finanza strutturata, quei mutui impacchettati, imbellettati, e fatti girare per il mondo. Questi sono spariti? Ma per nulla! Anzi, è il segmento che meno ha risentito della crisi, e sapete perché? Perché è un ottimo sistema di rendere liquido un contratto (come un mutuo) che liquido non è, e venderlo a chi ha voglia di prendersi il rischio, distribuendo di nuovo il tutto nel modo più consono alle caratteristiche degli investitori (chi è che urla laggiù? Un pensionato ha comprato un CDO e gli è scoppiato in mano? Se non sapeva cosa stesse comprando non è colpa del CDO, è colpa sua e al più del criminale che glielo ha venduto, vediamo di distinguere bene dove stanno le colpe!). Ma come è che con tutta questa crisi iniziata dai famigerati mutui-subprime siamo ripartiti da capo? Perché, cari miei, queste tecniche di impacchettamento sono necessarie alle banche per poter dare un qualche titolo alle Banche Centrali a “garanzia” di prestiti della stessa (a tassi ridicolmente bassi, tra l’altro), quindi erano e sono sempre di più “merce pregiata”… Se sono i nostri Salvatori e Supereroi che stimolano il mercato, mi spiegate come si fa a chiudere?

4 commenti a Cielo, ancora i derivati!

  1. Pingback: Cielo, i Miei Derivati! at Ideas Have Consequences

  2. gualtiero marcheso

    che sian diavoli, che sian santi, non toccate i derivati

    mangia bene, mangia fai bene i conti, fatti mancare i derivati

  3. Lelith

    perchè ho la netta sensazione che quando si comincia a parlare di derivati, future e compagnia bella chi se la prenderà in quel posto per un verso o per l'altro è sempre il piccolo risparmiatore e/o contribuente?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>