L’amministratore delegato della Fiat, Fausto Marchionne, torna a chiedere al governo di varare incentivi per il mondo dell’auto. E quindi: “Senza adeguati incentivi, le fabbriche rischiano di chiudere”. Il rinnovo degli incentivi «è una scelta del governo. Faccia quel che deve fare ma se non si continua ovviamente scenderà la domanda e se questa scenderà noi perdiamo volumi e chiudiamo stabilimenti. Non bisogna fermare la produzione». Marchionne ha parlato a margine della presentazione della Punto Evo.
Sempre a proposito degli incentivi, Marchionne ha proseguito affermando che questo «non è un problema solo italiano, ha ragione Tremonti a dire che è un problema europeo e quindi ci deve essere una risposta coordinata a livello europeo. Da quel che sappiamo risulta che la Francia è intenzionata a continuarli e che anche in Inghilterra continueranno e quindi credo che l’Italia non possa ritarsi indietro». Fiat potrebbe migliorare la quota di mercato in Europa, salendo oltre il 9%, a condizione che vengano mantenuti gli incentivi per l’auto: «Dipende da dove andiamo a finire con gli incentivi: se si mantiene una struttura simile a quella del 2009 dovremo superare la quota, salire oltre il 9%», ha detto Marchionne. Il quale ha poi aggiunto che il piano Chrysler verrà annunciato alla task force del presidente Barack Obama.
Insomma, il buon Fausto Marpionne, come lo chiama Dagospia, ritorna a chiedere aiuti per l’auto. Cioè, per l’azienda che guida. Niente di nuovo sotto il sole: sono anni ormai che le vetture Fiat fanno un percorso particolare: vanno dal contribuente al consumatore. Che spesso, tra l’altro, sono la stessa persona. Cornuti e mazziati.



Il Ma Marchionne non si chiama Sergio di nome?
Vabbeh, a parte questo, mi sento ben più tartassato io, che aborro le Fiat (in casa mia non la si può neanche nominare! Fottutissima Panda 750 a pedali e stramaledetta Tipo 1.4 che consumava come un camion e che ogni mese era dall'elettrauto!), ma che pago parte dell'acquisto a chi commette l'errore di acquistarne una!
Se uno vuol farsi del male comprando un catorcio, almeno che non lo faccia a mie spese!
Personalmente non comprerò mai più un'auto italiana, a meno di non trovarne una con la stessa qualità di una nippo-coreana, gli stessi consumi e un prezzo inferiore!
Con tutti i soldi che lo stato ha regalato alla fiat ognuno dei contribuenti potrebbe andare in fabbrica a pretenderne una visto che l'ha pagata.
Poi ci lamentiamo che l'industria di questo paese è allo sfascio, avete presente chi sono i nostri top manager e i nostri imprenditori nazionali? Per la stragrande maggioranza parassiti cresciuti e moltiplicatisi con la corruzione degli appalti pubblici ed arrivati ai vertici non certo per le loro capacità manageriali ma per appoggi politici e favoritismi
In fondo a gente come marchionne che gli interessa chiudere uno stabilimento qua e uno là, il loro immorale megastipendio lo prenderanno lo stesso mica ci vanno loro per la strada.
E putroppo hanno il coltello dalla parte del manico visto che poi dall'altra parte c'è gente senza coraggio o peggio connivente. così certi imprenditori si possono permettere impunemente di ricattare la politica ben sapendo che avranno ciò che chiedono senza contropartite reali.
Questa industria l'hanno creata i Comunisti Socialisti Democristiani e tutte le bande organizzate della politica che si sono spartite almeno la metà del debito pubblico Italiano. Ora, questa industria (così come l'economia dei partiti) è drogata. Non si può togliergli la droga (denaro) perchè morirebbe. Non si può lasciar morire in questo momento perchè sarebbe tragico. Come buoni miserabili, approfittano della situazione. Ma torniamo un attimo indietro, e vedrete che i POLITICI SCIAGURATI che ci hanno portato a questa situazione, sono TUTTI in prima linea. Con questa marmaglia non si va da nessuna parte. Forse è meglio una dittatura dello Psicopatico Berlusconi che ritornare ai Dalema Mastella (booh)De Mita Turigliato o Capezzone (mi fermo perchè non basterebbe tutto il computer per nominarli.)