Il presidente della British Science Association dichiara che la paura della punizione divina può spingere l’uomo a difendere il pianeta. Solo Dio può aiutare la scienza?
Se l’uomo è timorato di Dio il suo comportamento tenderà ad essere conforme a quelle che sono le sue leggi, i suoi comandamenti. Ciò ovviamente presuppone che l’uomo in questione abbia fede, proprio quella che notoriamente sposta le montagne. Lord May, Presidente della British Science Association, non è il primo scienziato ad aver avuto l’idea bizzarra di utilizzare la religione per veicolare in modo più efficace il messaggio ambientalista. Già nel 2007 il biologo Prof. EO Wilson dell’Università di Harvard, aveva organizzato una conferenza cui avevano preso parte leader religiosi e scienziati di chiara fama. La fede e la scienza unita per la nobile causa di contribuire a proteggere il mondo riducendo le emissioni di anidride carbonica.
BRIVIDO, TERRORE, RACCAPRICCIO – Il terrore della punizione divina, a detta dei promotori dell’iniziativa, dovrebbe motivare il popolo di Dio verso la crociata ambientalista. I “gruppi religiosi potrebbero usare la loro influenza per motivare i credenti nel ridurre l’impatto ambientale della loro vita”, ma molti sono i dubbi sulla reale efficacia di tale operazione. Diciamo che se hai paura di finire avvolto dalle fiamme dell’inferno e credi nella certezza del diritto divino si presuppone che per evitare di finirci e meritarti le verdi e lussureggianti valli dell’Eden tu sia disposto maggiormente all’obbedienza. Le pecorelle del Signore le guida il buon pastore, ma in questo caso è lo scienziato a benedirle. Poi si saranno resi conto che spaventare la pecorella non sempre funziona a renderla più addomesticata, anzi potrebbe addirittura decidere di cambiare ovile. Che le pene non siano mai risultate un sicuro deterrente contro i reati appare evidente. I movimenti ambientalisti da anni provano a sensibilizzare il mondo sugli effetti disastrosi che l’inquinamento e il cambiamento climatico stanno provocando al pianeta, ma sono stati scarsi i risultati nonostante gli apprezzabili sforzi.
COOPERIAMO? - Lord May parla di un serio problema, mai risolto, di “evoluzione della cooperazione” nella specie umana, mentre tale cooperazione viene più facilmente a verificarsi nel mondo animale. Riuscire a risolvere il puzzle è divenuta una necessità per affrontare problemi ambientali sempre più drammatici mirando ad un consumo energetico più sostenibile. Il sociologo Eric Hoffer sostiene che alle persone è necessario mostrare “la ragionevolezza e l’opportunità dei motivi che li inducano ad un cambiamento del loro stile di vita”. Gli esperimenti condotti utilizzando quella che gli scienziati chiamano la “teoria dei giochi” hanno dimostrato che le persone in genere sono più motivate a raggiungere i loro obiettivi se c’è un’effettiva punizione per coloro che non stanno alle regole. La religione da sempre ammonisce gli uomini al rispetto delle leggi divine, certa la punizione per chi infrange le regole. Gli scienziati contano sul fatto che molto spesso l’abracadabra abbia funzionato. “In tutto questo, probabilmente, la difficoltà più grande è che sono necessarie azioni di cooperazione a livello mondiale. Tali difficoltà sono aggravate dal fatto che non solo le nazioni devono cooperare, ma che debbano farlo anche in modo equo.” E se la scienza non potrà contare più nemmeno su Dio, Lord May confida in ultima ratio nell’evoluzione dell’ingegneria, che possa nel prossimo futuro riparare ai danni subiti dall’ecosistema. Forse,ammette, è un finale possibile solo nei cult movie come Blade Runner o Mad Max.




“Gli esperimenti condotti utilizzando quella che gli scienziati chiamano la “teoria dei giochi” hanno dimostrato che le persone in genere sono più motivate a raggiungere i loro obiettivi se c’è un’effettiva punizione per coloro che non stanno alle regole.”
Probabilmente è vero!
Però è anche vero che le regole, le leggi, i regolamenti, le consuetudini sono delle convenzioni limitative..a volte, vere e proprie costrinzioni, però è anche grazie a queste disposizioni, anche proibitivi, a rendere vivibile l'ambiente che, in altri termini, diventerebbe caotico.
Si, la paura di un castigo divino potrebbe influenzare in minima parte le azioni di un credente, ma sotto ci dev'essere la cultura, cioè deve sapere cosa riciclare e come, e dev'essere supportato da servizi efficenti, il bidone della riciclata vicino e pulito.
I miei nonni erano molti credenti, e anche se il parroco gli avesse esortati a riciclare loro non avrebbero saputo come farlo e dove.
Invece di puntare sulla paura di quei pochi veri credenti rimasti, sarebbe più corretto puntare sul senso degli affari che hanno tutti, offrendo agevolazioni a chi ricicla. In molti paesi europei, ad esempio, ogni bottiglia vuota vale denaro, che viene fornito sotto forma di buono spesa, in quei paesi, credenti e non, riciclano per il comune senso degli affari.
Prova commento!
A me sa tutto di anno mille. In fondo, però, certo ambientalismo e certa religione hanno molto in comune. Giocare sulle paure della gente.
oddio. per carità.
Ambientalismo deve andare a braccetto con cultura ed evoluzione mentale. Altro che religione. Cribbio, quanto siamo INDIETRO.
L'ambientalismo è esso stesso una religione. La punizione divina è la punizione della Natura che distrugge l'uomo se questo non si riduce, umilmente, a vivere di ciò che essa dà. Il verbo è quello degli scienziati che sviluppano i modelli climatici; verbo che, esattamente come quello di Cristo di 2000 anni fa, viene distorto e utilizzato a piacimento per ottenere il potere da gruppi politici e movimenti senza fine di lucro. Penitenze sono la rinuncia simbolica, ma imposta per legge, come nella Chiesa medievale, agli oggetti inquinanti e all'uso di oggetti non biodegradabili (lampadine, mater-bi). Il rito? Abbiamo anche quello: il gruppo di acquisto solidale. E come tutte le religioni, anche l'ambientalismo ha i suoi fanatici, da quelli che si auto-puniscono riducendo al massimo la loro peccaminosa “impronta ecologica”, misurando ogni grammo di CO2 che emettono, a quelli che vanno in giro per i mari ad attaccare le baleniere. Ci sono anche gli eretici, come i nuclearisti, che vanno combattuti senza pietà quanto più sono all'interno dei movimenti ambientalisti stessi: non sia mai che abbiano ragione…
condivido al 100%
La gran parte degli ambientalisti non sono altro che dei “fedeli”, del tutto impermeabili a qualsiasi informazione o opinione divergente dalla loro. E per lo più furibondamente intolleranti ed aggressivi nei confronti degli “eretici”.
Poverini, alla fine di tutte queste fatiche, non vanno neanche in Paradiso!
Meglio Allah, Budda, Gesù…
Meglio la religione degli ambientalisti (se esistesse). Almeno non uccudono nessuno e non fanno danni come le altre.