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Esteridi John B (John)
pubblicato il 29 settembre 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Il complottismo non è solo un curioso fenomeno sociale, ma anche una pericola tossina.

A due settimane dalle celebrazioni in memoria delle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001, le uscite dei complottisti offrono spunto per un articolo di chiusura sull’argomento, perché rivelano senza mezzi termini il delirio degli individui che propagandano teorie senza capo né coda. Per prima cosa, esaminiamo la vicenda di Mike Walter, giornalista americano per USA Today, noto network di informazione la cui sede di Washington D.C. è situata nelle immediate vicinanze del Pentagono. Un testimone sfortunato. Walter – assieme ad altri suoi colleghi – è stato testimone oculare dell’impatto del volo American 77 contro la facciata dell’edificio, ma ha avuto la sventura di essere stato intervistato da una troupe televisiva tutto quello che sai e falso Il delirio del complottismoaccorsa sul posto.

IL MISSILE CON LE ALI - Nel corso dell’intervista, Walter disse letteralmente: “… ho visto arrivare l’aereo, un jet dell’American Airlines. E ho pensato: . E l’ho visto… era come un missile cruise con le ali… è andato proprio in quella direzione e si è schiantato diritto contro il Pentagono”. Ebbene, i complottisti di mezzo mondo hanno tagliato l’intervista e le parole di Walter, in modo da fargli dire solo: “L’ho visto, era come un missile cruise con le ali”, e sostenere così che Walter aveva visto un missile e non un aereo. Un vero Inganno. Abbiamo un esempio nostrano di questa tecnica truffaldina: il film Inganno Globale di Massimo Mazzucco. Il regista ha spezzato la testimonianza di Walter in due parti distinte. Nella prima si vede Walter che dice di aver visto l’aereo, nella seconda si vede Walter che dice di aver visto il missile cruise. Le due scene sono notevolmente separate tra loro, e con un sapiente gioco di controluce lo spettatore nemmeno si accorge che la persona è la stessa. Un bel riquadro di testo che riporta solo l’ultima parte della dichiarazione di Walter è il tocco finale del trucco per ingannare lo spettatore. Da quel giorno, Mike Walter è tempestato di mail e telefonate e la sua testimonianza tagliata è diventata uno dei principali cavalli di battaglia della teoria complottista del missile, al punto che il giornalista si è visto costretto a fare una dichiarazione televisiva pubblica per chiarire come stanno le cose.

LA ROTTA NORD – Appendice curiosa di questa vicenda è che la teoria del missile è solo una delle tante. Molti complottisti infatti preferiscono sostenere che il volo American 77 raggiunse effettivamente il Pentagono ma non lo colpì: lo sorvolò appena sopra il tetto mentre qualcos’altro esplodeva contro la facciata. Questa teoria è nota come la rotta Nord , in quanto si sforza di interpretare le testimonianze per dimostrare che l’aereo volò lungo una rotta più a nord, parallela a quella “ufficiale” ma distante da essa alcune decine di metri. Questa rotta non si concilia con i danni fisici provocati dall’aereo (prima di schiantarsi il volo 77 colpì e fece cadere numerosi pali della luce, centrò un generatore elettrico e un muretto): tanto basterebbe a concluderne l’assurdità, ma per i complottisti questa circostanza dimostra – al contrario – che quei danni furono una messinscena! E poco importa che le decine di testimonianze utilizzate per avvalorare la teoria della rotta nord, affermino che l’aereo si è schiantato contro il Pentagono e che proprio quell’aereo ha abbattuto i pali della luce. Poco importa che le telecamere non mostrino alcun velivolo sorvolare il Pentagono in coincidenza con lo schianto. Poco importa che i rottami (scatola nera compresa) e i corpi dei passeggeri del volo 77 siano stati recuperati tra le macerie: per i complottisti sono particolari secondari o prove costruite ad arte. Ed è perfettamente inutile fargli notare che se il volo 77 fosse passato sopra il Pentagono, tanto valeva farcelo schiantare piuttosto che costruire tutta quella complicata messinscena: vi guardano con commiserazione.

12 DOMANDE CON RISPOSTA - Per l’11 settembre 2009, Massimo Mazzucco ha preparato e pubblicato una lista di 12 domande con le quali contesta quella che lui si ostina a definire la versione ufficiale, pretendendo risposte dai debunker, ossia da coloro che smontano le teorie complottiste. Nessuno ha raccolto il suo invito, se non per sottolineare che quelle domande erano prive di senso, e allora Mazzucco ha deciso di inventarsi le risposte, le ha attribuite al sottoscritto e si è perfino inventato una corrispondenza mai avvenuta. Insomma, ha fatto tutto da solo e si è proclamato vincitore. E sul suo forum gli hanno creduto, come quella voltain cui sostenne di aver intervistato Osama Bin Laden o quell’altra in cui scambiò tale sito Shon per il sito della NASA.  E restando in tema di delirio complottista, anche Giulietto Chiesa ha voluto fare la sua ennesima uscita sull’11 settembre, con un lungo articolo pubblicato su Megachip, intitolato “La verità avanza”. Anche in questo caso siamo in presenza di palesi e banali trucchetti. Il giornalista, infatti, non trova di meglio che citare tre libri – pubblicati rispettivamente nel 2002, nel 2006 e nel 2008 -, per avvallare la propria teoria dell’autoattentato. Ma nessuno dei tre libri sostiene una cosa simile, anzi i loro autori sostengono esattamente il contrario, criticando semmai l’operato dei servizi di intelligence o la volontà del governo americano di non consentire alla Commissione 9/11 di inganno globale Il delirio del complottismoaffrontare determinate questioni (il ruolo americano in Medio Oriente, le connivenze tra il governo saudita e Bin Laden). Addirittura Chiesa lascia intendere che il Rapporto della Commissione 9/11 fu strumentale per l’invasione dell’Iraq, evidentemente scordandosi che quel documento vide la luce un anno dopo l’invasione. Il colmo si raggiunge quando Chiesa contesta la veridicità delle decine di telefonate fatte dai passeggeri dei voli dirottati, sostenendo che l’FBI ha trovato traccia di sole due chiamate partite dai loro telefonini cellulari. Con questa affermazione il giornalista non solo sputa letteralmente in faccia a quelle povere vittime e ai loro parenti, ma stravolge completamente i fatti. L‘FBI ha sì attestato che solo due telefonate partirono dai cellulari dei passeggeri, ma ha anche documentato che tutte le altre partirono dai sistemi telefonici installati a bordo degli aerei, sistemi appositamente progettati per effettuare chiamate da qualsiasi quota e velocità.

VERITA’ E MENZOGNE - La disinvoltura con cui i complottisti editano fatti, noti e comprovati, a proprio piacimento è chiara prova della loro mala fede e dell’impossibilità di sostenere le proprie argomentazioni senza ricorrere a trucchi da circo. Purtroppo quest’opera di inquinamento finisce per ostacolare qualsiasi tentativo di esaminare i fatti sotto la luce di una critica ragionata: molte considerazioni espresse dagli autori dei tre libri citati da Chiesa, ad esempio, sono acute e interessanti ma è chiaro che se vengono utilizzate per sostenere ridicole teorie finiscono per annegare nel fiume di idiozie complottiste. Se n’è accorto anche Paolo Barnard, giornalista che in passato ha strizzato gli occhi alle iniziative di Chiesa, e che oggi – dopo aver visto e analizzato le argomentazioni dei complottisti, le ha stroncate senza mezzi termini, a partire dal film Inganno Globale di Mazzucco. Risultato? Barnard è stato censurato dai responsabili del sito Comedonchisciotte e fatto oggetto di ogni genere di insulto. Il delirio complottista è fatto anche di questo.

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