Made in Japan: a volte basta poco per tirar giù lo stadio

26/09/2009 - LAZYNESS TRUCKING - Non ci si ferma un attimo, Lord e Blackmore introducono subito Lazy, tutta a disposizione del talento rumoristico dell’organista/tastierista, che porta al riff – sembra “Wild Thing” a un certo punto – e poi al duetto con

     
 

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LAZYNESS TRUCKING - Non ci si ferma un attimo, Lord e Blackmore introducono subito Lazy, tutta a disposizione del talento rumoristico dell’organista/tastierista, che porta al riff – sembra “Wild Thing” a un certo punto – e poi al duetto con la batteria, fantastico nel giro blues e nel giochino con le diminuite. Blackmore entra, e sembra quasi chiedere il permesso, mentre la distorsione stavolta non è al massimo – e quel suono sembra arrivare dal sud degli Usa - mentre accenna un paio di volte alla melodia. Poi la spara a tutto volume, e si comincia ancora con quegli accentoni su due e quattro (sembra di sentire dei jazzisti elettrificati, se non fosse per la batteria) che fanno il giro blues. Sono passati 6 minuti quando Gillian comincia a cantare. E sembra meno di un attimo. Space Truckin’, suite che occupa l’intero lato B del secondo disco conclude l’album spiegando a tutti perché i Deep Purple sono il gruppo live per eccellenza. E quando vai a quei concerti all’aperto che tanto sono gratis e quindi almeno si fa qualcosa di diverso, e senti quei quattro frocetti sul palco che suonano un’oretta scarsa e poi se ne vanno, sudando e parlando con il pubblico lo stretto necessario, ti viene proprio da pensarlo: ma non era meglio rimanere a casa a sentirsi Made in Japan?

     
 

5 Commenti

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  2. Frank scrive:

    dailymotion rulez.

    A me piacciono gli U2, dei Deep Purple ho anche due vinili, adoro i Bluvertigo.

  3. Lucia scrive:

    Deep Purple? troppo frastuono, non è musica per le mie orecchie! :)

  4. AngelDevil scrive:

    Sembra di starli ad ascoltare insieme a te dalla precisa analisi musicale ed emotiva che hai reso in questo articolo…magari accomodati su un divano con un gatto che gironzola impaurito dai toni alti degli assoli di chitarra; ma quando ho ascoltato “Smoke on the water” nell'ultimo video che avevi allegato mi è venuta in mente la sigla di quell'orrendo quanto inutile programma che è Lucignolo e la poesia è morta lì. Bravo il nostro Greg, ma attendo con ansia un pezzo su Pink Floyd e Cure…e sui Bluvertigo, perché no? Quando li avrai davvero ascoltati.

    @ Frank: i Bluvertigo piacciono molto anche a me : ) “Agatodemone e cacodemone si scontrano in me” ; )

  5. Nicko scrive:

    Comunque all'inizio dice “A song called Highway Star,this one” e non “This song’s call’d Highway Star”.
    Non ho ben capito i frequenti paragoni tra Blackmore e Hendrix.
    Hendrix era un'ottimo chitarrista e aveva il suo stile,Blackmore è un'ottimo chitarrista e ha il suo stile.
    Concordo in pieno con la frase che chiude la rece.

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