Esteri

Birmania e Thailandia viste da Mae Sot

Ma i lavoratori birmani hanno poco da lamentarsi: dall’altra parte del fiumiciattolo 100 euro al mese potrebbero solo sognarseli la notte.

BORDELLI-MASSAGE - Tra le viuzze della cittadina sono pochi i ragazzi che indossano jeans all’occidentale. Tutti – uomini e donne – vestono il sarong, che i birmani chiamano “lonji”, un lungo pezzo di cotone drappeggiato simile a una gonna o a un pareo. Tra calde zaffate di incenso e spezie, il mercatino di strada spaccia solo merce birmana, ben piu’ economica di quella thailandese. Riso, verdura, pesce, braccialetti, anellini, orecchini, foglie di betel da masticare, prodotti cosmetici come il tanakha, una crema ricavata da una radice triturata che i birmani si spalmano sulle guance e a volte anche sul naso e sulla fronte. Ogni donna (e anche qualche uomo) ha le guance coperte di questa crema giallognola, che a queste latitudini è simbolo di bellezza e funge anche da protezione contro il sole. Ma per una ragazza birmana rifugiata in Thailandia la bellezza può essere pericolosa. Spesso ricchi signori thailandesi, soprattutto di etnia cinese, passano in questa terra di confine a fare shopping di ragazzine tra le orde di profughi che scappano dalla guerra e dai campi minati. Le famiglie delle ragazzine sono generalmente persone semplici, dall’istruzione minima, con un passato tragico nel loro paese e senza una visione chiara di come gira il mondo. Gli acquirenti promettono alle famiglie chissà che e offrono cifre irrinunciabili: qualche centinaio di euro. Le bambine e ragazzine birmane finiranno in uno dei tanti bordelli mascherati da “massage”. Piccole prostitute per pedofili asiatici e occidentali. (In teoria in Thailandia la prostituzione è proibita. In pratica nessuno ha interesse a tappare una miniera d’oro). Poche settimane fa due ragazze sono state trovate morte tra gli sterpi. Sembra siano state prima violentate e poi ammazzate. Per i birmani, ovviamente, il crimine è stato commesso da un gruppo di thailandesi. Per i profughi che arrivano dal Myanamr, i thailandesi sono ricchi, cattivi, sfruttatori, crudeli. Per i thailandesi, gli immigrati birmani sono troppi, sono dei barbari, sono sporchi e arrivano a rubare il lavoro. O il portafogli. Il fiume Moei divide due cittadine, due stati, due mondi. Ma forse tutto il mondo è paese.

5 commenti a Birmania e Thailandia viste da Mae Sot

  1. Lelith

    complimenti davvero un bel reportage.
    e guarda penso che ti faccia piacere sapere che gli italiani indubbiamente condividono il tuo interesse visto che siamo uno tra i primi paesi al mondo consumatori di turismo sessuale.
    Eh siamo davvero un popolo di santi, navigatori, poeti e pedofili.

  2. Pingback: Lettera dal confine thai-birmano « Alessio in Asia

  3. bel reportage. two thumbs up!

  4. Andrea

    Complimenti per il bellissimo reportage.

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