Scrive un libro sull’Islam: minacciato di morte. In Italia.
25/09/2009 - E’ pericoloso parlare di una relazione sentimentale tra un occidentale e una donna sciita. Nello Rega, giornalista di Televideo Rai, ci ha provato scrivendo un libro. E ancora prima della presentazione riceve proiettili e lettere minatorie in cui si fa
E’ pericoloso parlare di una relazione sentimentale tra un occidentale e una donna sciita. Nello Rega, giornalista di Televideo Rai, ci ha provato scrivendo un libro. E ancora prima della presentazione riceve proiettili e lettere minatorie in cui si fa riferimento ad Hezbollah. Il solito mitomane?
“Nonostante le minacce siano sempre più massicce e dirette non mi farò intimidire e continuerò nel mio lavoro e a credere nelle mie idee, forte della solidarietà di chi mi circonda e delle istituzioni”. Chi pronuncia queste parole non è né un politico a capo di una battaglia per l’introduzione nel nostra legislazione di qualche norma liberticida, né tantomeno un giudice pronto ad emanare una pesante sentenza di condanna nei confronti di un criminale di alto rango. E’ semplicemente un uomo che racconta una storia d’amore. Si chiama Nello Rega, è un giornalista e scrittore lucano. Lavora alla redazione esteri di Televideo Rai ed è autore del libro “Divisi e diversi”, incentrato sul tema della convivenza tra cristiani e islamici, un’opera che sarà presentata domenica a Potenza e che gli ha già riservato alcune spiacevoli sorprese: proiettili inviati insieme alla copertina stampata dal web e varie lettere minatorie in cui si fa riferimento ad Hezbollah.
FUGA VERSO L’ISLAM – il suo è un racconto che vuol rimarcare le divergenze che passano tra il mondo cattolico e quello islamico, far riflettere sul modo di vivere l’amore nella società musulmana e in quella liberale dell’occidente. Temi delicati, e stando all’esperienza raccontata da Rega, troppo scomodi per essere affrontati in maniera così aperta. I pericoli per l’autore sarebbero cominciati fin dal primo momento in cui ha deciso di mettere nero su bianco, in un romanzo, la storia di un amore impossibile con una donna sciita. Alla diffusione della notizia Rega diventa subito il bersaglio degli estremisti: “La ragazza con cui ho vissuto per tre anni – racconta il giornalista – a un certo punto ha deciso di frequentare un palestinese e un’italiana convertita all’Islam. Ha riscoperto il suo vecchio mondo, soltanto sopito. Poi, è sparita. Dalla sera alla mattina. Non so che fine abbia fatto”.![]()
VISIONI OPPOSTE – “Quanto può incidere nelle scelte personali il senso di appartenenza, specie se non sottoposto al libero arbitrio? Un uomo e una donna sono prima di tutto individui o i rappresentanti di un gruppo di provenienza (religioso, politico, o sociale che sia)?”. Sono queste le domande chiave dell’auto-recensione di Diversi e divisi. La modernità in perenne contrasto con una visione arcaica delle cose: se si possa raggiungere un compromesso e se sia giusto cercarlo è l’interrogativo onnipresente quando si affronta il problema dell’integrazione del “diverso”. Quando da una parte c’è lo stato etico e da quello opposto lo stato laico, ad esempio, non è certo semplice immaginare che i cittadini delle due sfere possano ritrovarsi e convivere senza mai contrasto alcuno. E’ probabile che ci siano visioni diverse del mondo, in relazione alla diversa cultura e alla diversa religione. La cosa deprimente è pensare che in nome di quelle divergenze ci si debba precludere perfino seri e profondi rapporti personali, anche se fortemente voluti.
ESTREMISMI QUOTIDIANI - E’ plausibile che ancora oggi in molte parti del mondo le verità religiose vengano imposte come legge dello stato e che si impedisca così un pieno riconoscimento e una degna accettazione delle minoranze culturali e religiose del paese? La risposta è scontata per chi come noi vive in una società che ha fatto della libertà di espressione e del riconoscimento e del rispetto della diversità la propria religione. Con tutte le (fortunatamente sporadiche) eccezioni del caso, ovviamente. Ma è innegabile che sarebbe, invece, del tutto diverso il parere di chi di episodi che noi, pionieri del progressismo e del relativismo, definiamo di estremismo, dall’altra parte del mondo li vive come la pura e semplice quotidianità.
NESSUN COMPROMESSO – L’autore ne parla. “In Medioriente la donna è trattata come un oggetto. Fin dalla nascita la gente subisce un lavaggio del cervello”, è la dura sentenza che pronuncia Rega. Che nonostante tutto non ha intenzione di fare alcun passo indietro: “Sono stato indeciso fino all’ultimo se fosse il caso di scriverlo. Ma poi ho capito che con i terroristi non bisogna scendere a compromessi”. A quanto pare anche l’amore libero, quanto di più naturale e spontaneo possa esistere, risulta di difficile esportazione. Non solo la democrazia.













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ma no dai, non si può minacciare anche chi scrive storie d'amore.
Perchè, chi scrive altro invece sì?