Fini si Fa il suo Futuro. Senza Silvio né Lega
24/09/2009 - Prima un incontro privato, poi uno pubblico. Il presidente della Camera ha avuto un’agenda piuttosto fitta. E qualche episodio conferma quanto avevamo anticipato qualche giorno fa. Gianfranco non ha alcuna intenzione di tornare all’ovile del Grande capo. Se non alle
Prima un incontro privato, poi uno pubblico. Il presidente della Camera ha avuto un’agenda piuttosto fitta. E qualche episodio conferma quanto avevamo anticipato qualche giorno fa. Gianfranco non ha alcuna intenzione di tornare all’ovile del Grande capo. Se non alle sue condizioni.
E’ stato pubblicamente ’benedetto‘ dai radicali, ha incontrato ‘privatamente‘ – tanto da farlo comunque sapere alla stampa – Luca Cordero di Montezemolo. Le virgolette non sono messe a caso, e questo Gianfranco Fini lo sa benissimo. Dopo l’incontro con Berlusconi e Letta, era chiaro che aveva preferito parlare della questione ‘di metodo’ per lasciarsi le mani libere su quella ‘di merito’. Il presidente della Camera, ieri, ha fatto capire a tutti cosa intendeva. E se la Chiesa ha dato un segnale inverso, incontrando una delegazione della Lega comprendente il figliolo del senatore, Renzo Bossi, invece Berlusconi che risponderà?
FINE-VITA – Fini ha accolto i ‘laicisti’ – così li chiamano Oltretevere - dell’associazione Luca Coscioni, che gli hanno tra l’altro consegnato un archivio di oltre 3.300 nomi di persone che hanno compilato il testamento biologico, garantendo l’impegno affinché il dibattito sul fine vita consentisse ad ogni deputato di scegliere secondo coscienza. Solo un gesto, sicuramente. Ma un gesto che marca la sensibilità della terza carica dello Stato nei confronti di qualsiasi iniziativa vada nella direzione della piena affermazione del principio di laicità dello stato, a volte offuscato da atteggiamenti e propagande improntate più al populismo che al dialogo e al confronto tra parti politiche, intellettuali, società civile. Il gesto pare evidenziare che da febbraio ad oggi la linea di Fini e dei suoi non si sia scomposta e non abbia mai ceduto ad alcun condizionamento o diktat, siano essi provenienti dalle parti del Popolo della Libertà che da qualche giornale. Una legge “più da stato etico che da stato laico” veniva definito dall’ex leader di An il testo approvato al Senato sul fine vita. Ed è come se oggi quelle parole Fini le ripetesse con la stessa fermezza, di nuovo.
SECONDA LETTERA – La “Lettera per un disarmo ideologico” firmata da venti deputati del Pdl vicini al Presidente della Camera e indirizzata a Silvio Berlusconi, nella quale si chiede una discussione approfondita e non delle norme calate dall’alto in materia di testamento biologico, conferma quanto i 70 parlamentari finiani, dissidenti dal modus agendi del Cavaliere nella guida del primo partito italiano, avevano sottoscritto qualche settimana fa nella lettera in cui chiedevano per il Pdl maggiore collegialità, più democrazia interna e una netta svolta politica. D’ora in poi, dunque, non ci sarà più modo di zittire le divergenze del centrodestra accordandosi nelle segrete stanze di Palazzo Grazioli o casa Letta e senza passare per un confronto pubblico sulle questioni in gioco. Le “iniziative epistolari” capeggiate da Italo Bocchino prima e in quest’ultimo caso, invece, da Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo Economico e segretario di Fare Futuro, sono lì a ricordarlo.
SCENARI POSSIBILI – Fare Futuro, appunto. Il think tank dei finiani il prossimo fatidico 7 ottobre, giorno successivo alla attesa sentenza della Corte sul Lodo Alfano, sarà protagonista insieme alla fondazione di Luca Cordero di Montezemolo, Italia Futura, della conferenza dal nome emblematico “L’Italia è un paese bloccato. Muoviamoci”. E proprio il Presidente della Camera e quello della Fiat due giorni fa si sono incontrati in mattinata in un riservatissimo – ma che non è sfuggito alla stampa – incontro a Montecitorio. Una visita di cortesia per mettere a punto il convegno al cui ordine del giorno non potranno mancare i temi del testamento biologico e dell’immigrazione, dicono. Ma le aperture che i due hanno ricevuto dai partecipanti alla festa del Grande Centro a Cianciano una decina di giorni fa, alla quale erano presenti anche personaggi come Francesco Rutelli ed Enrico Letta, lascia più di un sospetto che in quell’incontro non si sia parlato semplicemente del convegno di inizio ottobre. Probabile che sia il leader politico che il manager si tengano pronti ad un eventuale stravolgimento del quadro politico.
IMMIGRAZIONE – Infine, il disegno di legge firmato dal democratico Andrea Sarubbi e dal finiano Benedetto Fabio Granata, datato 30 luglio, che ha l’obiettivo di introdurre nuove norme per la cittadinanza. Traduzione: Gianfranco non ha intenzione di fare passi indietro nemmeno sull’immigrazione. Ieri a Montecitorio è avvenuta la presentazione del testo in una affollatissima conferenza stampa. L’obiettivo è quello di ridurre sensibilmente i tempi per l’acquisto della cittadinanza. L’iniziativa è di quelle consistenti: è sostenuta da 50 parlamentari. Ecco come si motiva la proposta nella relazione che accompagna gli articoli: “La presente proposta di legge mira a fare sì che il minore nato in Italia da un nucleo familiare stabile acquisisca i pari diritti dei coetanei con i quali affronta il percorso di crescita e il ciclo scolastico; in tal modo si evita il crearsi di una «terra di mezzo», dove i bambini nati da genitori non italiani crescano con un senso di estraniazione dal loro contesto, pericoloso per il futuro processo di integrazione e di inserimento sociali del minore”. Un’iniziativa, insomma, che non renderà tanto felici i leghisti delle classi separate per stranieri. Ma il Fini di oggi non lo ferma più nessuno.













ehi, attenti agli entusiasmi
Facciamo così: Fini rifà il PD da capo e Berlusca prende il resto, cioè il grosso. Che le fate a fare le primarie?
Boh, tutta questa cosa di Rutelli-Casini-Montezemolo-Fini a me pare non stia in piedi. Fini studia da laicista e Rutelli e Casini sono i più cattoconservatori dell'emiciclo. Montezemolo ha grossi problemi personali e non può reggere responsabilità di governo. Forse possono trovare una sintesi per quanto riguarda la politica economica e del lavoro, ma che si fa su tutte le questioni irrisolte di politica sociale?
E speriamo che non lo fermi più nessuno, non fosse altro che per dare una smossa a questo teatrino.
Speriamo che Fini esca dal centro-destra, di lui facciamo volentieri a meno.
Ho visto nello stesso servizio in TV Fini con la muta da sub che si immergeva con le bombole e la faccia di Berlusconi con la pelle che rifletteva le lampadine dello studio, mi ha ricordato il teschio di S. Maria Goretti ricoperto dalla maschera di cera.
Il tempo è dalla parte di Fini.