Sono nata in Cina e non posso fare la vlog-star

24/09/2009 - Per chi è abituato ad avere tutto e sempre è difficile pensare che la libertà non è un diritto scontato. Non lo è, ad esempio, per tanti giovani che vivono al di là della grande muraglia del nuovo millennio. Che

     
 

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Per chi è abituato ad avere tutto e sempre è difficile pensare che la libertà non è un diritto scontato. Non lo è, ad esempio, per tanti giovani che vivono al di là della grande muraglia del nuovo millennio. Che non è di mattoni ma di byte, e si chiama censura.

La immagino che cerca un modo per riuscire a rispondermi, perché le ho fatto delle domande, via mail, per potervela raccontare nel migliore dei modi che posso. Ma non sempre volere è potere, nemmeno nell’era del web 2.0. Non sempre, non subito. Eppure, dice il detto “quando si vuole qualcosa, c’è sempre una via…”  L’ho letto proprio sul suo canale Youtube, nelle poche parole con le quali presenta ai suoi 91 fan il suo ultimo lavoro: una canzone, una bellissima canzone. Solo la musica, niente video stavolta, spiega: “Scusate se aggiorno così poco ultimamente. Non è un segreto che Youtube sia stato bannato in Cina per motivi politici…”

ASPETTANDO GODOT –  È il 5 agosto. Da allora ZeldaCrap, questo il suo nickname sul tubo, non si è più connessa alla piattaforma di video-sharing. Son riuscita comunque a contattarla e mi ha risposto. Deve aver letto il messaggio recapitato nella casella di posta elettronica con la quale si è registrata. Si è fatta viva  dopo circa una settimana. Le ho spedito le mie domande, ma  aspetto ancora. Da allora più nulla. Non avevo tenuto in conto che non solo Youtube ma anche la mail, lì in Cina,  è soggetta a filtri e censure di vario genere. Eh sì che è il Paese dei divieti. Basta leggere alcune news ed altre ancora tra quelle che ci arrivano da Pechino e dintorni per farcene un’idea. La stretta di mano tra Barack Obama ed il premier cinese Hu Jintao nel giorno in cui si sono forse messi d’accordo per la riduzione delle emissioni di CO2  nell’ambiente suona quasi strana. Da una parte un teorico della democrazia web 2.0, dall’altra uno che tiene la propria nazione all’avanguardia tecnologica ma che si garantisce il potere di poterne  controllare lo sviluppo come vuole. Come possono due personaggi così agli antipodi trovare un compromesso? Ecco, tutto ciò sembra una nota stonata in questa storia. Quale? Quella di una ragazza di talento che viene da Shangai e che per questo, solo per questo,  non diventerà mai una vlog star, alla faccia delle opportunità offerte dalla rete.

STELLA NASCOSTA – ZeldaCrap suona la chitarra, canta con una splendida voce, emoziona e si emoziona mentre si esibisce davanti ad una semplice webcam. Si nota che cura  anche l’aspetto visivo, le luci, l’atmosfera delle sua performance video. Ci tiene. Ha buon gusto. Questa ragazza inizia la sua avventura sul tubo più di un anno fa, uploadando delle cover. Subito suscita reazioni positive in chi inciampa nel suo canale e si ferma ad ascoltarla, a guardarla. Lunghi capelli neri lisci, viso dolce,  sempre ben calata nelle note e nei pensieri cui dà fiato. Ottima intonazione, splendida voce, perfetto accento, le scrivono. Canta in inglese o in americano. L’occidente deve piacerle tanto. Ha un modellino della torre Eiffel, forse una lampada, sul comodino nella sua cameretta. Lo si vede, ad esempio, mentre canta Sea Of Love di Cat Power. Non c’è una sola canzone sul suo canale nella lingua di Shangai, dove vive.. Deve piacerle la “nostra” musica, ma anche il nostro cinema. Meravigliosa la sua interpretazione di “Waltz for a night” di Julie Delpy, il valzer che chiude Before Sunset, la seconda opportunità di farci sognare con una storia d’amore senza tempo che Linklater ci ha regalato. È proprio con questa canzone che io e ZeldaCrap ci siamo trovate la prima volta.

IN ATTESA DELLA LIBERTA’ – Non è questo il suo nome. Ho il suo contatto su Messenger. Ho visitato il suo profilo. É pubblico, ma non è evidentemente connesso con quello sul tubo. Per questo, perché non so quanto i suoi amici e parenti sappiano del suo tentativo di fare la vlog star, anche solo per pochi intimi, preferisco non linkarlo. Sappiate solo che  Zelda,  preferisco continuare a chiamarla così, ama anche fotografare. E talvolta lo fa con quella stessa sensibilità con cui riesce a commuovermi mentre canta. Dovrebbe tener conto anche dei talenti come lei il governo cinese. Spero che oltre a pensare a come chiudere il rubinetto del cielo o a come impedire l’accesso in Tibet ai turisti , il primo ministro, per i festeggiamenti del sessantesimo anniversario della fondazione della sua repubblica popolare, cerchi anche di pensare a come impedire che nel proprio Paese qualcuno, come Zelda, debba sentirsi un uccellino in gabbia. Così pare. Spero di potermi smentire al più presto, pubblicando il suo punto di vista, non il mio. Intanto ascoltatela. Eccola! vi presento Zeldacrap, musicista cinese.

     
 

7 Commenti

  1. Pingback: The Mote in God's Eye

  2. jcfalkenberg scrive:

    Complimenti per l'articolo! Temo che la Cina rischi un'evoluzione simile a quella dell'Unione Sovietica o la Germania nazista: un regime che si tiene in piedi grazie allo sfruttamento dei fattori che ottiene a basso costo grazie ad un regime repressivo, mentre lascia alle nazioni libere l'incombenza di innovare. Una nazione può permettersi di rimanere non-democratica e in sviluppo a lungo, ma è quasi impossibile negare le libertà individuali e prosperare oltre un livello medio-basso di reddito.

  3. Che bello, complimenti…La Cina è un paese che mi affascina da morire, con tutte le contraddizioni che ha.

  4. Frank scrive:

    Brava! E grazie per avermela fatta ascoltare l'altra sera, mi piace unZacco ;)

  5. Lucia scrive:

    Eh si che ha talento la ragazza…bella voce!

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