29 settembre 2009
Un primario visionario, due fotografe con tanti amici, un social network. E a Catanzaro nasce un progetto che coinvolge fotografi da tutto il mondo.
“La compassione senza la scienza trasforma la medicina in stregoneria; la scienza senza compassione trasforma la medicina in empietà.” (Mons. Antonio Riboldi 1986).
Stefano Molica di network se ne intende, visto che per le sue ricerche collabora con persone di 4 continenti. Lavora all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, un’Azienda Ospedaliera dove parecchi come lui pensano che si possa fare eccellenza nella sanità anche in Calabria. Il Dott. Molica è Primario del reparto di Oncologia Medica, professionista di eccellenza in una regione in cui (è storia di questi giorni) c’è chi fa di tutto per procurargli il lavoro, anche affondando navi radioattive. E in quanto professionista di eccellenza con mentalità internazionale, crede che la cura di un malato sia un tema da affrontare a 360 gradi, la somma di aspetti tecnologici, medici e umani.
L’ARTE COME SUPPORTO - Ricerche scientifiche hanno confermato ciò che suggerisce il senso comune: un muro nudo da guardare mentre si è alle prese con le proprie preoccupazioni è più stressante di una immagine che permette di proiettarsi oltre la sofferenza del momento. Per questo motivo l’arte ha fatto già da tempo il suo ingresso negli ospedali di tutto il mondo, con l’obiettivo di essere di supporto psicologico a chi (malati, familiari e anche operatori) si trova davanti un percorso lungo e duro da affrontare. Il dottor Molica già dirige un reparto che non ti aspetti, ospitato in un antico stabile ospedaliero ristrutturato e ospitato in un grande parco, ma non si accontenta, e parla della sua idea di inserire immagini all’interno dell’ospedale a due amiche che hanno la passione degli sguardi (e del network): Maria Luisa Corapi e Anna Leporati: nasce il progetto “Uno sguardo oltre”. L’originalità del progetto sta nella modalità di selezione del materiale e nella provenienza dei fotografi che hanno aderito.




mooltoooo interessante. Splendida anche la citazione iniziale!