Cultura

Spacconi a confronto

LEI, LEI, L’ALTRA (LEI) – Mentre la Sarah del libro non fa una piega o quasi all’idea di passare una settimana da sola, la Sarah del film alla sola idea inizia a dare di matto, a ripetere “ti amo” come un disco rotto, e infine ottiene di unirsi all’allegro carrozzone. Mentre nel libro lo scontro è puramente intrapsichico (io voglio vincere-io voglio perdere) – perché gli autistici non possono che essere solipsisti – ebbene nel film la battaglia è tra l’amore (yuppie!) rappresentato da Sarah e la voglia di vincere a tutti i costi rappresentata da Bert. In pratica tra il Relazionismo (esisto finché sono con) e il Vittorismo (esisto finché sono contro e possibilmente sopra). Il pupazzo Eddie oscilla tra i due prima di prendere definitivamente posizione (vedremo poi come). Nella scena madre (inesistente nel libro) Sarah e Bert si ritrovano da soli in albergo mentre Eddie è in giro a smaltire la vittoria su Finsdlay. Sara e Bert non si vedono di buon occhio perché Bert sa che la forza dell’amore porta gli uomini a lasciar perdere e a non voler vincere mentre Sarah sa che Bert non è interessato a Eddie come lo è lei ma solo al vile danaro. Per inciso, nemmeno questa contrapposizione Bert-Eddie esiste nel libro. Nel libro di Tevis Berth e Eddie sono solo due soci che hanno lo stesso comune intento, indovinate un po’ quale. Il fatto che possano volere altro non è nemmeno preso in considerazione (Tevis non vuole denunciare la scabrosità del voler vincere a tutti i costi ma semplicemente mostrare una tautologia). Sarah è la parte femminile di Eddie (relazioniamoci!) mentre Bert è la parte maschile (facciamo la guerra!).

L’AMMORE – Bert bacia Sarah dopo averla presa a male parole e lei ovviamente ci sta (ricordate Lula Pace e Bobby Perù in Cuore Selvaggio?). Possiamo speculare sul perché Sarah ci stia ma è un dato di fatto che ci sta. Quel che segue è un dramma di inusitata bruttezza e inutilità. Eddie torna in albergo e trova la polizia. Sarah dopo essersi accoppiata con Bert si è suicidata (sa il cazzo perché, forse perché è pazza?). Eddie si scaglia contro Bert ma, incomprensibile sorpresa, decide di giocarsi la finale di ritorno con Minnesota Fats. E lo straccia. Bert a questo punto pretende la sua percentuale ma Eddie attacca un pippone che non se ne può più e alla fine lo lasciano andare esausti (e forse pure un po’ disgustati). Il pippone può essere riassunto con il testo di Finardi, La forza dell’amore. Ne valeva la pena?, si chiede Eddie, ne valeva la pena uccidere Sarah, che ella era l’Amore, per un partitella di bocce? Certo che ne valeva la pena, risponderebbe Eddie di Tevis, cazzo, ho vinto con Minnesota! (ma nel libro Sarah non muore, semplicemente scompare, da personaggio di contorno qual è, nel dramma privato di Eddie Felson). Bert prova a replicare che quella povera mentecatta storpia si è uccisa da sola e che alla fine è stata proprio lei a venirlo a cercare in camera per fare Chupa-Chups, ma Eddie non è più in sé. Conta solo vincere? E l’amore dove lo mettiamo? E i rapporti umani? E l’Etica? Non già l’estatica contemplazione della vittoria assoluta, non già l’entrata nel mondo nuovo dei vincenti, ma una tirata da far rivoltare nella tomba la mamma cerva di Bambie. Insomma, prendete il libro di Tevis e rovesciatelo completamente e avrete il film di Rossen. Evidentemente negli anni ’60 un film con una donna che non era scioccamente innamorata non era concepibile così come non era concepibile un film incentrato esclusivamente sull’ossessione monomaniacale (ma tremendamente umana) di un uomo. Per carità, l’amore è un gran bel sentimento (l’Amore un po’ meno) ma almeno ai giorni nostri siamo capaci di immaginarci un film che parli di qualcos’altro? Se non esistesse l’Amore, riusciresti a immaginarlo?

2 commenti a Spacconi a confronto

  1. Jumbalaya

    Mi sono perso al quarto “Bert”.

    No, scherzo. Bell'articolo comunque.

  2. Tetsuo

    Complimenti bellissimo articolo.

    Il film l'ho visto, il libro (dopo questo articolo) pernso che lo leggerò prossimamente… neanche sapevo che esistesse.

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