La Croce Rozza e i quei lavoratori precari mai regolarizzati
23/09/2009 - Per risolvere queste situazioni di cui abbiamo parlato sono in programma degli incontri con le istituzioni? Si. É stato istituito un tavolo tecnico per cercare di risolvere i problemi all’interno di ogni singolo comitato provinciale mano a mano che essi
Per risolvere queste situazioni di cui abbiamo parlato sono in programma degli incontri con le istituzioni?
Si. É stato istituito un tavolo tecnico per cercare di risolvere i problemi all’interno di ogni singolo comitato provinciale mano a mano che essi si manifestano. Dal punto di vista politico, però, non c’è nulla che faccia intravedere una strada aperta: la richiesta di un incontro con la funzione pubblica alla conferenza Stato-Regioni non ha ricevuto risposta alcuna. CRI ad oggi è commissariata dal Governo, ma Francesco Rocca non ha un mandato preciso. Rocca dichiara di aver fatto richieste ai ministeri, ma le risposte non arrivano nemmeno a lui. Se non si risponde né al sindacato, né al commissario, mandato dal Governo stesso, non si sa dove si possa andare a finire.
Come intendete dare voce alla vostra protesta che non trova spazio?
Per noi sicuramente il mezzo dello sciopero è proprio una delle ultime strade da percorrere, soprattutto perché dobbiamo garantire i servizi minimi. Lo sciopero in Croce Rossa è una strada difficile, se non impercorribile. Basti pensare che in occasione dell’ultimo sciopero indetto sono stati recapitati avvisi di garanzia ai lavoratori che vi hanno partecipato nonostante questi abbiano rispettato la procedura con la comunicazione di adesione 48 ore prima all’amministrazione. Le iniziative sono state molte, dallo sciopero della fame alla tenda di Piazza Venezia, fino all’occupazione di via Veneto davanti all’ambasciata americana. Tuttavia, visti gli scarsi risultati, devo dire a malincuore che il personale è rassegnato a questo ordine delle cose: “finché pagano lo stipendio vado avanti”, che è quello che poi vogliono le amministrazioni.
Nonostante vi sia la possibilità di stabilizzare quasi tutto il corpo precario, Croce Rossa assume lavoratori interinali. E’ possibile che qualcuno all’interno dell’amministrazione della CRI abbia interessi nelle agenzie interinali?
Questo è l’altro grosso scandalo che si sta verificando a seguito del provvedimento 133 di Brunetta che prevede, in caso di mancanza di personale nella Pubblica Amministrazione, di assumere personale interinale. Riguardo agli interessi dei commissari in agenzie interinali non posso fare affermazioni precise, ma qualche voce nei corridoi gira. Specie a livello di comitati provinciali.
Spesso si legge che Croce Rossa non può stabilizzare il personale a causa di scarse risorse finanziarie. Stanno così le cose?
Quello dei problemi di cassa è un falso problema. O meglio, un problema di cassa esiste se parliamo di quelle dell’associazione anche perché non esiste alcuna rendicontazione nonostante i soldi delle convenzioni arrivino da finanziamenti pubblici. In più si potrebbe discutere dell’impiego dei fondi: un conto è spendere denaro per pagare stipendi o per finanziare i costi del servizio, altro è largheggiare in manifestazioni organizzate solo per lustrare l’immagine di Croce Rossa. Quello che non si sa, vista l’assenza di un bilancio raggiungibile, è quali siano le voci di spesa: i soldi presi dalle convenzioni sono effettivamente quelli che poi vanno a garantire un buon servizio al pubblico? Senza un bilancio, come si fa a saperlo? Il comitato provinciale di Roma, nonostante una serie di denunce presso la Procura della Repubblica su questa questione, non è mai venuto a capo di nulla nemmeno in questo senso. In conclusione posso dire che Croce Rossa, anche in questo senso vanta un ampia schiera di amici e nemici su tutto l’arco politico, insomma, un bel blob! [Ride n.d.r].













Visto che solo il primo non posso esimermi dal ricordare che “non si può sparare sulla Croce Rossa”. Eppure. Eppure la gestione della CRI è deficitaria in due sensi. Non solo rispetto al “dare lavoro” come questo reportage giustamente e correttamente fa notare. Ma anche rispetto al “come lavora”, ricordando che la CRI è stata commissariata più volte dal movimento internazionali per aver fatto disastri piuttosto che aver aiutato.
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