Stampare moneta per salvare l’euro?
20/06/2012 - La Germania è sempre più isolata nella sua opposizione ad una politica monetaria del denaro facile
La Bce può salvare la moneta unica stampando più moneta? E’ la richiesta che le principali Nazioni al mondo, Stati Uniti in primis, fanno per evitare l’avvitamento definitivo della crisi dei debiti sovrani. Una soluzione che ha molte incognite.
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ANGELA DI FERRO - L’eurocrisi ha isolato la Germania dal resto del mondo. Il vertice del G20 ha evidenziato quanto le scelte di Angela Merkel, che si trasformano in diktat all’interno dell’Unione europea, siano sempre meno apprezzate dalla comunità internazionale. Le difficoltà dell’area economica più ricca del mondo, e il concreto rischio di default sovrani, si riverberano anche sugli altri paesi, partner commerciali della Ue. Il vertice di Los Cabos non ha trovato una sintesi per affrontare i problemi dell’economia mondiale, ed anzi è stato caratterizzato da un nervosismo sempre più palese. Il presidente della Commissione europea Barroso se ne è fatto interprete, denunciando le vere responsabilità nordamericane sull’origine della crisi. Cause che risiedono, tra le altre cose, nell’eccesso di liquidità che ha permesso l’accumulo di troppo debito, uno dei motivi che rendono così difficile la ripresa economica. La recessione patrimoniale è infatti particolarmente difficile da superare, visto che gli attori del sistema produttivo devono liberarsi dai loro debiti prima di poter tornare ad effettuare investimenti, oppure spendere in consumi. Angela Merkel è la leader più sensibile sul tema, perché si oppone con grande forza ad una politica monetaria che inondi di liquidità il sistema economico. La Bce non deve stampare moneta, e questo è stato finora un confine invalicabile per l’establishment tedesco.
IL QE DEGLI ALTRI – Il mandato della Banca centrale europea prevede che l’unico compito dell’Eurotower sia la stabilità dei prezzi. Il target dell’inflazione prevede che nell’eurozona ci possa essere un incremento dei prezzi pari al 2% annuo, e la Bce deve adeguare i suoi interventi per ottenere questo risultato. Il vincolo all’azione dell’Eurotower fu imposto dalla Germania come moneta di scambio per il suo assenso all’adozione dell’euro. La Bundesbank ha sempre agito evitando politiche inflazionistiche, che a Berlino rievocano terribili ricordi. In questa fase di grande crisi economica però le banche centrali hanno utilizzato il cosiddetto quantitative easing, alleggerimento quantitativo in italiano, QE come viene chiamato negli ambienti economici, per evitare il collasso delle istituzioni finanziarie travolte dai debiti, e per attutire la mancanza di liquidità tipica delle recessioni patrimoniali. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna il QE ha permesso di non aggravare il costo della crisi, anche se i risultati in termini di ripresa sono stati finora modesti. I problemi di finanziamento del debito sovrano però non esistono attualmente nei paesi che utilizzano il QE, come invece accade nell’area euro. La stessa Bce, in una delle fase più acute della crisi, ha utilizzato un programma di acquisti di bond sovrani, Spagna ed Italia in primis, per evitare un eccessivo allargamento dello spread. Con altri mezzi poi l’Eurotower ha cercato di ottenere lo stesso fine tramite il programma LTRO, nel quale la Bce aveva garantito una maxi iniezione di liquidità al sistema bancario europeo, al fine di stimolare l’acquisto di titoli di Stato.
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Come cita l’articolo, stampare denaro non è la soluzione ma ho l’mpressione che sia l’aggravio e la sostanza del problema, assieme ai prestiti oltre una certa misura a banche direttamente dal fondo europeo (che fu votato, lo ricordiamo, come fondo “salva-stati” per cui presumo che il rispetto della volontà degli accordi europei non debba essere così facilmente rivista) e parallelo al valore del risparmio o fuga del risparmio dai Paesi in crisi di debito Sovrano.
Ma, mettendo da parte questioni a livelli più particolareggiati dove l’elettore può (?) permettersi di non avere competenza specifica, il motivo non è (solo) la tutela dell’inflazione: semmai, l’unica seria e realistica critica fondante dal puno di vista economico alla nostra moneta è proprio il valore che scoraggerebbe la produzione di Paesi esportatori al di fuori dell’Unione (Ita e Gre sopra gli altri) rispetto a chi esporta all’interno. Ma il punto è che stampare denaro e sversarlo nel complesso sistema bancario privato illudendosi che attenui la mancanza di credito all’economia non è il modo. Questo giustifica l’atteggiamento di voler tenere come “linea Gotica” questi “aumenti di liquidità” arbitrari e senza fondo. l’utilizzo del fondo europeo per obbligazioni di singoli stati sarà, in teoria, “solo un palliativo” ma assieme al “piano Monti” (controlli bancari e garanzie sui risparmi) è efficace sul breve periodo. E consentirebbe di attuare il piano per risolvere o attenuare il problema (tassa sulle transazioni, Antitrust, controllo derivati su titoli pubblici), se occorre immettere “nuova” moneta lo si faccia a beneficio di Stati, tramite i loro titoli di debito. Credo occorrerà presto o tardi stabilire un accordo quadro per rivedere parte dei debiti formali (come gia avviene per la Grecia). Ma il punto è il seguente: parlare grossolanamente e in enorme misura dell’ immissione della liquidità o di fondi illimitati garantiti es dalla Germania (la quale però, nella dura realtà, avrà dei limiti anch’essa), “deresponsabilizza” (uso un eufemismo) politica amministrazione elettori cittadinanza (e, soprattutto, chi dirige il “cilco economico”) e aggrava anzichè guarire la causa del problema, le distorsioni e l’accentramento del meccanismo finanziario (direi la concorrenza, la trasparenza, la sostenibilità). grazie.