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pubblicato il 21 settembre 2009 alle 09:00 dallo stesso autore - torna alla home

Non è colpa sua. Se un ministro bisognoso d’affetto come Renato Brunetta, uno che va in giro con il telefono all’orecchio urlando pucci pucci alla fidanzata (e non se ne cura nemmeno, che la gente gli rida dietro: giustamente, visto che è innamorato pazzo), può andare in giro a dire cose del tipo “andare a morire ammazzata” alla sinistra, e il giorno dopo ribadire: “Io ho fatto un identikit delle èlite parassitarie che si appoggiano alla sinistra e che vogliono far cadere un governo democraticamente eletto. Non chiedetemi i nomi: la domanda la giro a voi, pubblica opinione e giornalisti, basta cercare sulle pagine dei giornali negli ultimi cinque mesi”, non è per sua propria responsabilità.

Perché è proprio dei paesi anormali, delle democrazie malate (o che non sono state mai sane) e dei popoli immaturi, quello di permettere a gente come Brunetta di “sparare nel mucchio” per finire sui giornali, ribadire il giorno dopo non si sa bene che cosa, e poi passarla liscia. Il responsabile della Funzione Pubblica, che evidentemente pensa che ci sia un complotto o un golpe in atto, in questo momento, nel paese, andrebbe a questo punto incalzato dalla pubblica opinione: ministro, che sta succedendo? Di che parliamo, e di chi? Chi è che sta facendo un golpe, non starà mica parlando a vanvera vero? No, perché se non ci dice i nomi, qui sembra che lei parli a vanvera. E chi parla a vanvera non può fare il ministro, in un paese normale. Non per cattiveria. Ma perché sarebbe inadeguato.

In Italia, invece, quelli come Brunetta sono destinati a una (resistibile) ascesa. Basta che si trovino al posto giusto al momento giusto, e abbiano abbastanza savoir faire per riuscire a ritagliarsi il loro spazio prima con una serie di campagne mediatiche azzeccate – come quella sui fannulloni nella Pubblica Amministrazione – e poi con dichiarazioni da avanspettacolo come le ultime. Così, il più è fatto: domani pochi si ricorderanno del pericolo di golpe paventato da un ministro della Repubblica, nessuno chiederà conto di parole che sarebbero gravi, se fossero serie. E Brunetta sarà pronto a spararla ancora più grossa. Oggi il golpe, domani il complotto demo-pluto-giudaico massonico, dopodomani le scie chimiche, probabilmente. Tanto, chi volete che se ne ricordi?

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