Non è colpa sua. Se un ministro bisognoso d’affetto come Renato Brunetta, uno che va in giro con il telefono all’orecchio urlando pucci pucci alla fidanzata (e non se ne cura nemmeno, che la gente gli rida dietro: giustamente, visto che è innamorato pazzo), può andare in giro a dire cose del tipo “andare a morire ammazzata” alla sinistra, e il giorno dopo ribadire: “Io ho fatto un identikit delle èlite parassitarie che si appoggiano alla sinistra e che vogliono far cadere un governo democraticamente eletto. Non chiedetemi i nomi: la domanda la giro a voi, pubblica opinione e giornalisti, basta cercare sulle pagine dei giornali negli ultimi cinque mesi”, non è per sua propria responsabilità.
Perché è proprio dei paesi anormali, delle democrazie malate (o che non sono state mai sane) e dei popoli immaturi, quello di permettere a gente come Brunetta di “sparare nel mucchio” per finire sui giornali, ribadire il giorno dopo non si sa bene che cosa, e poi passarla liscia. Il responsabile della Funzione Pubblica, che evidentemente pensa che ci sia un complotto o un golpe in atto, in questo momento, nel paese, andrebbe a questo punto incalzato dalla pubblica opinione: ministro, che sta succedendo? Di che parliamo, e di chi? Chi è che sta facendo un golpe, non starà mica parlando a vanvera vero? No, perché se non ci dice i nomi, qui sembra che lei parli a vanvera. E chi parla a vanvera non può fare il ministro, in un paese normale. Non per cattiveria. Ma perché sarebbe inadeguato.
In Italia, invece, quelli come Brunetta sono destinati a una (resistibile) ascesa. Basta che si trovino al posto giusto al momento giusto, e abbiano abbastanza savoir faire per riuscire a ritagliarsi il loro spazio prima con una serie di campagne mediatiche azzeccate – come quella sui fannulloni nella Pubblica Amministrazione – e poi con dichiarazioni da avanspettacolo come le ultime. Così, il più è fatto: domani pochi si ricorderanno del pericolo di golpe paventato da un ministro della Repubblica, nessuno chiederà conto di parole che sarebbero gravi, se fossero serie. E Brunetta sarà pronto a spararla ancora più grossa. Oggi il golpe, domani il complotto demo-pluto-giudaico massonico, dopodomani le scie chimiche, probabilmente. Tanto, chi volete che se ne ricordi?
























“Tanto, chi volete che se ne ricordi?”.
Spero le élites, quando sarà il momento.
Ma voi, perdonate, in quale paese siete vissuti negli ultimi trent'anni? Per i più vecchiotti, negli ultimi cinquant'anni? Il golpe, il complotto pluto-giudeo-massonico? E magari la P2, i servizi deviati, il “terzo livello”? Non vi accorgete – e sveglia fessacchiotti! – che la destra vi sta facendo finalmente marameo con le stesse armi che i trinariciuti di sinistra hanno usato dalla fine della seconda guerra mondiale? Cos'è che non vi va? Lo stile? Perché se i bonzi della sinistra democratica tracciano scenari “inquietanti”, sparando balle spaziali con la serietà di un burocrate sovietico, voi ci credete, come avete fatto per decenni?
Concordo. La sinistra sa solo dire di no a tutto. Indipendentemente dalle proposte di legge che potrebbero anche essere condivise la stessa dice sempre di no. Forse perchè pensa di perdere elettori comunisti (ancora) o perchè Di Pietro li condiziona. Due esempi: il comportamento del Governo nella recente crisi finanziaria mondiale e le manovre per dare un aiuto sia alle aziende in crisi che ai lavoratori (i milioni di euro che il Governo ha stanziato non ha precedenti nella storia repubblicana. E che dire della riforma dei licei? Professori Presidi, Insegnanti ed esperti delle Commissioni incaricate: tutti favorevoli.Le sinistre: No a tutto. Bersani: è uno scempio della scuola, si prevedono solo tagli e licenziamenti. Ma quanto mai !! Se ne potrebbero fare a decine se non a centinaia i provvedimenti assunti dal Governo ed approvati in Parlamento che hanno dato respiro a molti cittadini lavoratori ed agli elettori del PdL che senz’altro appoggeranno il partito alle prossime elezioni regionali. Buo lavoro e prosegua coaì.
questo noi/voi non mi appassiona, oltre ad essere fuorviante ai fini del dibattito. Se qualcuno di sinistra grida al complotto demoplutopippoepaperino, al 99% spara cazzate; stessa cosa se lo fa uno di destra. Brunetta ha sparato una cazzata grossa come una cosa. Proteggerlo ricordando cazzate sparate in precedenza da altri (per fare la par condicio pallarum) è un argomento che non rileva per niente. Figurati l'usare il plurale (voi ci credete, voi ci sperate, bla bla bla).
Sul fatto che questa destra non abbia niente in sé di grandioso (purtroppo per noi) e che allestisca teatrini fatti di marameo giustificando, difendendo le proprie cazzate con quelle altrui, beh, non c'erano dubbi. Lo trovo piuttosto puerile, però: una possibilità mancata di crescita, o il solito paraculismo all'italiana? adotto il neologismo di Alessandro: par condicio pallarum.
Io non proteggo Brunetta. Io non difendo Brunetta. Io l'appoggio. Brunetta fa bene a sparacchiare beffardamente sui santuari del potere economico e culturale; fa bene a spedire sotto terra una certa sinistra. E' la democratizzazione berlusconiana; è una catarsi necessaria in un paese che ha bisogno di liberarsi delle paure, di uscire dalle gabbie mentali impostigli dai “guardiani della democrazia”. E' un epocale e incruento esercizio terapeutico. Solo la pelle delicatissima di uno che ha sempre motteggiato sul piano inclinato del conformismo progressista, insomma uno della nomeklatura come Michele Serra, può scambiare questi salutari cazzotti per i segni di un incombente fascismo.
P.S. E poi ha anche la faccia tosta di dire che Montezemolo è d'accordo con lui! Sublime! ..azz.. ricordatevi che suo padre vendeva gondolette di plastica sul “liston”…
Del Napoleone della laguna avevo tracciato un ritrattino “profetico” quando era stato nominato ministro. Eccolo qui:
Renato Brunetta, nuovo ministro della funzione pubblica, è un economista ma è soprattutto veneziano. La cosa non è affatto senza conseguenze. Per il veneto dell’entroterra e quindi soprattutto per i campagnoli della Marca – gente coi piedi per terra – fuori dell’ambiente anfibio della laguna il veneziano diventa un tipo poco affidabile, come un pesce fuor d’acqua: per qualcuno ancora della nostra gente che ha conservato i sani principi del buon tempo antico, l’epiteto “veneziano” significa “imbranato” o “bizzarro”. Il veneziano è cittadino del mondo, anche quando è lazzarone, e sarebbe un tipo disincantato anche se il destino gl’impedisse di superare i confini del sestiere di Castello o Dorsoduro. Questo spiega perché Brunetta sia di cultura politica laico-socialista, cosa che suona come una brutta e strana malattia, pericolosamente vicina al comunismo e al libertinismo, agli orecchi dei sani ragazzi terraioli, che sanno ancora distinguere tra la superbia del peccato e il peccato in sé, verso il quale dimostrano al contrario moltissima indulgenza e nel quale si allenano con cristiana sollecitudine pur di non lasciare disoccupata la misericordia.
Oggi il professore veneziano ha fama di liberista. A Brunetta le filosofie tremontiane fanno venire il latte alle ginocchia, ma il professore è uomo di mondo. Senza mai polemizzare apertamente continua a scrivere imperterrito porcherie pericolosamente mercatiste e, in cuor suo, forte della posizione storica di consigliere economico del presidente, mira a diventare l’eunuco che conta alla corte dell’Imperatore Silvio.
Brunetta è di una simpatia contagiosa ma è anche un tipetto assai ostinato e pignolo. Puntiglioso e vivace come una servetta delle baruffe chiozzotte, nelle disfide dialettiche, coi suoi occhi chiari e sgranati e il sorriso perennemente stampato in faccia, riesce puntualmente a mandare fuori dei gangheri gli avversari, specie quelli che alla Natura sono venuti fuori permalosetti, come il Druido della Valtellina ad esempio.
Brunetta è alto un metro e mezzo, ma come Dersu Uzala, il piccolo uomo delle grandi pianure, ha un coraggio da leone. Al momento della foto di gruppo della nuova compagine ministeriale come un fulmine si è fiondato bel bello a fianco della Prestigiacomo, l’attraente pertica sicula di chiarissimo sangue normanno. Ammetto: io non ci sarei mai riuscito, neppure dall’alto di tutti i miei notevolissimi 176 centimetri nudi e crudi. Piccolo grande Brunetta!
è semplicemente una cazzata da attention whore, invece.
Peccato che quello che connotava Dersu non fosse il coraggio da leoni, nel film, ma il rispetto profondo (genetico e culturale) per ogni aspetto dell'umanità e della natura.
Paragone infelicissimo.
Solo in parte.
Ha cominciato Bondi, l'uomo più riguardoso della terra, attaccando con parole dure e inequivocabili Repubblica, ha proseguito Cicchitto, poi il Berlusca ha deciso di querelare Repubblica, l'incidente Boffo, gli attacchi a De Benedetti, ad Agnelli, adesso le sparate di Brunetta. E' una generale avanzata dei berlusconiani e sono anche dei “sondaggi” per valutare quanto è dura la corazza dell'avversario. L'accenno a Montezemolo è francamente irridente.
Poi non so, l'ometto è capace di tutto. Se la “guerra” a Berlusconi finirà e la sinistra saprà ristrutturarsi senza bisogno del solito “nemico”, per la successione potranno andar bene anche i soliti noti, pure Fini, se la smette di fare il professorino, pur mantendo le sue idee. Ma se il clima sarà ancora guerresco toccherà ad un fedelissimo, il solo accettabile per il popolo del PDL. E non è detto che Brunetta non stia anche pensando a questo…
Eh come la fai difficile!
Penso piuttosto che quando la sinistra – sciaguratamente – ha cominciato a parlare di “psiconano” gli si è accesa nel cervello una luminosissima idea…
Zamax, non c'è nessun complotto dei poteri forti, perché questi sono troppo deboli di fronte a Silvio. Non dico che certa gente non vedrebbe l'ora di farsi consegnare il paese chiavi in mano , ma sono anche troppo conigli per fare la prima mossa se non vedono il campo sgomberato. E qui nessuno glielo sgombera. Nemmeno la Corte, volendo. Brunetta lo sa. Sa che non succederà proprio nulla. Quello che fa è roba da attention whore. Oppure infierire. In ambedue i casi, non è una cosa da moderati.
Ma vi rendete conto delle sparate non senso che continuata a proiettare sulla sinistra. Rendetevi conto che questi personaggi “di sinistra e… ” che oggi sono a destra si sono ravveduti o sono lì per convenienza? Il marciume è a destra come a sinistra, questo pare che molti non lo notino.
Invece di menare il can per l'aia inutilmente perchè zamax non fa nomi e cognomi di questi poteri forti?
Perchè sono 15 anni che ci frantumano gli attributi con questa storia e poi continuano a martellare la piccola impresa e a dare “incentivi” per l'auto e “aiuti” all'editoria, mi sembra una buffonata.
@piter “Rossi neri tutti uguali? Ma che siamo in un film di Alberto Sordi? Ma che siamo in un film di Alberto Sordi?”
Concordo pienamente con l'articolista.
Se avesse i coglioni farebbe i nomi…
Gente inutile in posti importanti per l'Italia.
@ zamax:
la democratizzazione è un processo di cui il paese avrebbe bisogno ma non vedo come il tuo imperatore, di cui non si sa bene manco come ha avuto i soldi in prestito (le procure siciliane FORSE vedranno), possa portarla: che voglia fare un'operazione Mediterraneo Storm? Ti piacerebbe sentire l'odore del napalm al mattino…Ahhh…
Non c'è rimedio, parli come un ciclostile, idee fotocopia di “salutari cazzotti” che invece si rivelano solo scorregge al vento dell'ottavo nano; vedi gabbie mentali imposte al largo dei bastioni di Orione che sono solo pippe mentali di chi pensa alle elite dei “guardiani della democrazia”; te la meni desiderando l'arrivo del GRANDE DEMOCRATIZZATORE e ti ritrovi con la brutta copia di Bruno Cortona come presidente del consiglio.
E il bello è che alla fine penserai che sono del PD.
P.S. E poi appoggiarsi su Brunetta non è carino…
e ce credo! accosti il mio film preferito a Renato Brunetta!:-P