Da quando è stato introdotto il reato di immigrazione clandestina son diversi i casi in cui non si è riusciti ad espellere dal territorio nazionale chi vi era entrato illegalmente. A Trento e Brescia gli ultimi di una serie di casi che testimoniano la difficile applicazione delle nuove norme.
La lotta all’immigrazione clandestina, così come la vorrebbe il governo, è
più difficile del previsto. I giudici di pace sono pochi, hanno difficoltà ad applicare la legge e, qualora vogliano mettersi di traverso, possono facilmente opporsi impedendo le espulsioni. Non bastano, insomma, le norme varate questa estate, con l’ultimo decreto sicurezza del governo prima e con la conversione in legge dello stesso poi, a garantire una soddisfacente messa in pratica di quella politica ferrea che la maggioranza di centrodestra ha sempre sostenuto a spada tratta.
POCO PERSONALE - Di esempi dell’inefficacia delle norme ce ne sono diversi. A Trento città di giudici di pace ce n’è uno solo e, vista l’enorme mole di lavoro che ci si ritrova sulla scrivania, risulta quasi impossibile convalidare tutti i decreti di espulsione. Gabriele Longo, dell’Unione Nazionale Giudici di Pace, dice che ne servono altri, ma le sue richieste restano, per ora, del tutto inascolatate. Succede lo stesso anche a Brescia . Da lunedì prossimo gli immigrati cominceranno a rispondere del reato di clandestinità davanti ai giudici, ma gli organici ridotti all’osso impediranno un regolare svolgimento dei lavori. Il coordinatore delle toghe bresciane, Nicola Nesi, si lamenta: «Come possiamo affrontare con efficienza anche questo compito se a mala pena siamo in grado di tenere il passo con le cause civili e penali assegnate ai nostri uffici?Dovremmo essere in 25 ma siamo in 8». E non è solo una questione di personale a disposizione.
INTERPRETAZIONI - A Recco, vicino Genova un giudice di pace ha
ritenuto di “non procedere” nei confronti di un clandestino semplicemente “per particolare tenuità del fatto”, riporta Il Tempo . Sarebbe stata questa la motivazione addotta: “incensurato, non aveva mai avuto problemi con la giustizia e svolgeva un’attività lecita, seppure in forma irregolare, così che non appariva giustificata l’azione penale nei suoi confronti”. Il giudice “ribelle”, o quantomeno fuori dal coro, per giustificare la sua scelta si sarebbe aggrappato all’articolo 34 del decreto legislativo 274/2000 che regolamenta le funzioni dei giudici di pace. Secondo l’articolo in questione “rispetto all’interesse tutelato, l’esiguità del danno o del pericolo che ne è derivato, nonché l’occasionalità e il grado della consapevolezza, non giustificano l’esercizio della funzione legale”.



interessante guardare anche da questo punto di vista
Leggendo il tuo pezzo, Donato, ho capito che BRUNETTA HA RAGIONE: sono le elites di mer@@a che tramano contro il migliore governo del mondo, e gli mettono i bastoni tra le ruote anche non applicando le sue chiarissime e ben fatte norme.
Se – come sono certo – tra qualche tempo i dati ci diranno che il pacchetto sicurezza non ha risolto nulla (esattamente come accadde alla Bossi Fini) sapremo a chi dare la colpa: al giudice di pace di Trento e a quello di Recco.
Un sorriso magistrale
C.
Beh, era stato ampiamente previsto il fatto che un reato del genere avrebbe soltanto intasato la giustizia senza portare a nessun risultato…
e voi che continuate a divertirvi sulle disavventure di questi poveri ragazzi al governo.
ha proprio ragione zamax: siete solo dei guardiani della democrazia. Tiè
Ciao Carlo
@Donato:
Ciao a te! Un sorriso senza indugio..
C.
Partono dalla Libia e appena in acque territoriali internazionali, lanciano l'SOS con un telefono sateliitare (ma chi in Italia si può permettere il telefono satellitare ?), parte la motovedetta italiana, li prende, li rimorchia e arrivano al Centro di Accoglienza. Nessuno ha un documento, si dichiarano quasi tutti Curdi, chiedono tutti l'asilo politico e dichiarano di essere tutti nati il 31/01 per potersi scambiare i documenti. Dopo tre mesi (ora sei) sono liberi, da clandestini di andare dove vogliono. Iniziano a vendere ogni tipo di merce contraffatta, è illegale ma in italia si può fare. Che cosa pensano del rispetto delle leggi in italiane ? Dpo un pò pensano che si può fare di tutto, rubare, delinquere etc. E' giusto e normale. Anche la legge sull'immigrazione clandestina, c'è ma si può non rispettare.
Risultato il 50% dei detenuti in Italia sono extracomunitari, molti immigrati irregolari.
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