di Dario Ferri
postato alle 11:29 del 1 Settembre 2008 in InterniTorna alla home

Una giornata nella Termini sequestrata dal treno dei tifosi in arrivo da Napoli. Passeggeri senza mezzi, sospensione del diritto a muoversi liberamente per il territorio, mentre le FS non fanno partire “a scrocco”. Ma niente treno speciale. In Italia l’ordine pubblico sempre più ostaggio dell’incompetenza.

Erano entrati alla Centrale di Napoli ordinando a tutti di scendere mentre salivano sull’Intercity diretto a Torino che doveva portarli a Roma. Milleduecento tifosi, ci stanno dentro solo perché sono state aggiunte quattro carrozze in più. Come sono saliti? Secondo la polizia “un gruppo di facinorosi, approfittando di un frangente in cui le forze di polizia, schierate per i controlli di sicurezza, stavano gestendo i soccorsi ad un tifoso colto da malore, ha superato il cordone e si è riversato sul convoglio, dove era già presente un gruppo di circa 500 supporters gia’ controllati e tutti muniti di regolare biglietto“. Alcuni sono a volto coperto, altri fumano cannabis, tutti sono determinati: non si muovono di lì finché il treno non parte. E alla fine l’ordine viene dalla Questura: “per motivi di ordine pubblico“, si va, dice il Prefetto. Mentre 250 passeggeri hanno già abbandonato le vetture, anche su consiglio del personale delle Ferrovie dello Stato. Durante il viaggio si mettono a smontare le carrozze, sdraiano i sedili, divelgono pezzi di ferro e li nascondono in sacchi. Potrebbero servire, non si sa mai. Qualcuno si piazza persino sul portavaligie, a dormire. Intanto quelli che passano per la stazione ne fanno le spese: “Ritardi nei treni, perdita di coincidenze, viaggio Formia Perugia non nelle 4 ore possibili e neppure nelle 5 auspicabili, ma in oltre 6 ore e mezzo. E parte del viaggio fatta in piedi in prima classe perchè unico posto disponibile (che è una specie di presa in giro, giusto?)“.

L’AVVENTO - Arrivano a Roma Termini alle 14 e 40. La stazione li accoglie con decine di poliziotti e carabinieri in assetto di guerra. Scendono dal treno, e sembra di essere a Capodanno: fuochi, botti, petardi, bengala. E cori, cori da tifoseria organizzata che rimbombando nei corridoi sembrano echi di guerra. Una ragazza si rifiuta di scendere dal treno “Ho un esame a Pisa domani, devo arrivarci“. Giù botte e spintoni: alla fine si convince. Meglio scendere. Il blog napoletano Avantiagambatesa racconta di un volantino degli ultras organizzati del Napoli, i gruppi della curva A, che invita i supporters partenopei a raggiungere Roma in treno, evitando inutili atti di vandalismo e soprattutto incitando il Napoli nella maniera più corposa e civile possibile” .Anche se qualcosina se la meriterebbero: “Tutti noi sappiamo quanto i romanisti siano colpevoli di atti di tradimento del codice ultras, ed è naturale che qualche nostra testa calda voglia vendicarsi. Tutti noi sappiamo quanto l’ultimo increscioso “episodio di Montepulciano” sia stato vergognoso, classificando gli Ultras Romani come un gruppo di spie (simile ai Mods Bologna)“.

UNA STAZIONE IMMOBILE -
Poi sono loro ad attraversare la stazione, e sembra davvero un’orda. “Romaaaano oooh-oh / Bastardo oh-oh-oh-oh / Romano bastardo sei tu / Romano bastardo sei tu“. La polizia guarda. Boom, boom, boom. Botta e risposta nei commenti del video: “Sento una strana puzza uscire dal pc…forse sono i napoletani!!eppure glia avevamo chiesto di lavarsi prima di venire!!“. “ahah..vedi ke è la tua mutanda ke te la sei fatta addosso pensando al grande napoli e ai suoi tifosi…il dodicesimo uomo. sti bastardi hanno fatto in modo ke accadessero disordini non mettendo NESSUN treno speciale! I gruppi ultras hanno anke fatto un volantino per evitare disordini. NAPOLI REGNA pure se tutti ci schifano. LA LORO INVIDIA E’ LA NOSTRA FORZA!“. La metropolitana non è agibile. Tutti fermi, il caos è totale. Alla fine vengono circondati da agenti in tenuta antisommossa e scortati fino allo stadio Olimpico. Arrivano tra primo e secondo tempo. Sfondano i cancelli, entrano nelle gradinate con i bastoni, cantano. E’ il solito folklore. Ma i romanisti lo prendono sul serio: nel video  il coro “Noi non siamo napoletani”, in più ci sono due accoltellati. Alla fine per arrivare tutti finiscono alle 17, quando la partita è finita da un pezzo. E rimangono chiusi dentro lo stadio per altre due ore.

CATENACCIO E CONTROPIEDE -
Poi ripartono, destinazione Termini: appena arrivati, l’ennesimo petardo. Fuggi fuggi tra i passeggeri - “ahò che è la guerra?” - mentre la potenza del passaparola spiega qual è il problema. I tifosi del Napoli non hanno intenzione di pagare il biglietto del treno. “Con il servizio che fanno c’è anche da capirli“, scherza qualcuno. Il binario è il 17, pare. Sono lì, con la polizia tutta intorno. C’è ancora tensione. Arriva una carica di ”alleggerimento” delle forze dell’ordine. Gli ultras continuano a spingere e pressare le forze dell’ordine con l’obiettivo di eludere quella sorta di recinto creato tra il binario 16 e il 19. Una parte è partita alle 20:30 con il regionale 2407 Roma-Napoli; doveva partire alle 18:50. L’altro è il 705, proveniente da Venezia. Le Ferrovie devono aggiungere le cinque carrozze destinate ai tifosi, “sempre che questi paghino il biglietto“. Gli ultimi, dall’Olimpico, arrivano alle 22 e 20. Corrono, cantano, sventolano bandiere e mostrano i biglietti del treno. Le forze dell’ordine sbattono i manganelli contro gli scudi in segno di avvertimento. Ma la tensione sembra scemata. La stanchezza comincia a prendere il sopravvento. Anche i romani, alla fine, si sono abituati alle scene di guerriglia. Ripartono, alla fine, intorno alle 23. Domani l’Osservatorio bloccherà le loro trasferte. I cittadini in ostaggio degli Ultras, dicono i Tg. Gli Ultras ostaggio di sé stessi. E l’ordine pubblico sempre più ostaggio dell’impunità e dell’incompetenza.

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