Omosessualità, che cosa ci vuoi fare?
18/09/2009 - Secondo te oggi come oggi è più dirompente l’effetto della notizia della scelta di confessare la propria omosessualità da parte di un “VIP” o quello di una rivelazione di un conoscente? Ovviamente la rivelazione del conoscente. Se domani mattina tutti
Secondo te oggi come oggi è più dirompente l’effetto della notizia della scelta di confessare la propria omosessualità da parte di un “VIP” o quello di una rivelazione di un conoscente?
Ovviamente la rivelazione del conoscente. Se domani mattina tutti i gay e le lesbiche che non l’hanno fatto si svegliassero e si dichiarassero al mondo succederebbe qualcosa di molto interessante. Magari qualcuno scoprirebbe che il proprio medico, il proprio nipote, il proprio figlio, il proprio meccanico, l’insegnante del proprio bambino, la propria madre o il proprio padre, l’amico di una vita, il vicino di pianerottolo, il vigile urbano, il macellaio o la fioraia e pure quel noto calciatore sono froci. Le persone che amiamo, le persone su cui facciamo affidamento, le persone che magari dimostrano efficienza e professionalità tutti i giorni sarebbero automaticamente solo delle recchie e delle lelle da garrotare, come disse un certo politico dai dubbi contenuti, o forse qualcuno ripenserebbe a quanto finora è stato idiota? E poi parliamoci chiaro: molti gay e lesbiche più o meno famosi e più o meno danarosi hanno dimostrato con i loro comportamenti e le loro prese di posizione che i diritti civili interessano a noi poverelli, mica alle starlette da passerella o palcoscenico!
Hai accennato al bisogno di cambiamenti culturali: ad esempio, tu come spiegheresti l’omosessualità a dei bambini?
Mi verrebbe da chiedere immediatamente tu come spieghi oggi l’eterosessualità a dei bambini e soprattutto se senti la necessità di farlo. E se la risposta prevedibile è che l’eterosessualità non gli va spiegata perché ce l’ha davanti agli occhi ti dico che potrei farti parlare con tantissime coppie di genitori omosessuali che non hanno dovuto spiegare di certo ai loro figli cosa li tenga uniti: niente di diverso da quello che tiene uniti i genitori eterosessuali.
In conclusione: sono più urgenti le leggi o gli interventi nelle scuole?
Sarebbe sempre auspicabile che le cose andassero di pari passo, perché significherebbe avere un parlamento e in senso più lato una politica che sia tornata a rappresentare veramente il paese reale. Fatto sta che nessuna legge, neanche la più puntuale e restrittiva è in grado di cancellare l’idiozia e l’ignoranza. Per questo c’è bisogno di informazione e di cultura. Abbiamo bisogno di farci conoscere di farci mostrare per come siamo realmente e non per come ci immaginano. Pragmaticamente parlando credo che l’educazione sessuale dovrebbe essere insegnata, chiaramente a livelli diversi, nelle scuole senza troppe pruderie. Viviamo già in una società che è estremamente sessuofobica (in maniera evidentemente un po’ ambigua viste le recenti cronache). Banalmente se a noi fin da piccoli viene insegnato che se proviamo qualcosa per una persona dello stesso è sbagliato, è ovvio che prima o poi se questo dovesse accadere si creerebbe un corto circuito che noi conosciamo molto bene. Suicidi, omosessualità interiorizzata che sfocia in comportamenti omofobici. Tutto questo non accadrebbe se l’omosessualità venisse raccontata ai bambini per quello che è: una comunissima variante del comportamento umano (e non solo!).













a corredo dell'articolo vorrei aggiungere che questa sera a Roma in piazza del Parlamento ci sarà una manifestazione organizzata dal movimento We Have A Dream, contro il razzismo e l'omofobia. A partire dalle 21.