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Internidi Mauro Senzaterra (Mthrandir)
pubblicato il 3 settembre 2008 alle 15:02 dallo stesso autore - torna alla home

I parlamentari italiani sono tanti, forse troppi: novecentocinquantadue. Ma cosa fanno in Parlamento? I seguaci dell’antipolitica pensano che si godano l’ozio di un quinquennio sabbatico o che si industrino a rubacchiare qua e là. Invece lavorano come matti per scrivere le regole della democrazia. Noi ci abbiamo dato un’occhiata.

D’accordo che il blocco delle liste ha trasformato la stragrande maggioranza dei parlamentari italiani in elementi di arredamento, ma per non morire di noia molti di loro si danno comunque da fare per dare il loro contributo al progresso del Paese. Siccome i giochi seri li fanno una ventina di persone in tutto, gli parlamento La dura legge del peonealtri novecentotrenta si industriano alla meglio per lasciare una traccia, anche pallida, nella storia patria.  E allora scrivono progetti di legge, interrogano ministri e governo e bazzicano qualche commissione in attesa che arrivi l’ora dell’happy hour. Tuttavia, dato che uno stipendio lo prendono lo stesso, abbiamo fatto un giro sui siti di Camera e Senato alla ricerca di qualche segnale di novità che provenga dal basso, cioè da coloro che sui media faticano di più a trovare spazio. Ed è un peccato perché moltissimi di loro una ribalta la meriterebbero alla grande.

DA CHI COMINCIAMO? – Ma dall’unica, vera opposizione, naturalmente. Ad esempio, dal senatore Stefano Pedica dell’Italia dei Valori che già il 9 maggio 2008 si adopera per colmare il vuoto legislativo nel quale è costretto ad esercitare la sua attività il “conducente di autovetture adibite al servizio di trasporto degli organi istituzionali, ovvero dell’autista di rappresentanza“. Come ammette lo stesso senatore in premessa, la categoria ha una sua coscienza del ruolo, ma svolge la delicatissima professione “[...]a contatto diretto con esponenti degli organi istituzionali e dirigenti, ne condivide, per ore, la presenza in auto, ascolta conversazioni, spesso delicate, su temi importanti che riguardano sia la struttura per la quale lavora, sia il piano strettamente politico e, con il suo modo di comportarsi, può dare un contributo all’immagine dell’amministrazione“. E’ chiaro che serva una legge ed eccola qua, pronta e servita. Cinque articoli e due allegati per stabilire, una volta per tutte, che un autista è uno che guida rispettando il codice della strada tenendo conto delle condizioni meteorologiche e delle condizioni del traffico. L’abilitazione (che poi si chiama patente) gliela dà una commissione di tre membri, uno dei quali nominato nientemeno che dal Capo di gabinetto. Certo, dev’essere uno di fiducia (art. 1, comma c). Qualcuno direbbe un amico. Non pago, Pedica si è dato da fare anche a progettare l’obbligo per i commercianti di esporre i prezzi sia in euro sia in lire. Considerando che la lira è fuori corso da oltre un lustro, stupisce che manchi l’obbligo di conversione in talleri. Su livellautista La dura legge del peonei decisamente più elevati si colloca la sua collega di partito, l’onorevole Silvana Mura la quale ritiene ormai giunto il momento di regolare la professione di consulente filosofico e di istituirne l’albo. E’ un peccato che non sia disponibile il testo perché ci sarebbe piaciuto saperne di più, anche a proposito del refuso “ora correto” (con una “t”) del suo “Chi sono”. Ancora Italia dei Valori, per dire in breve dell’onorevole Carlo Costantini, un altro col cruccio delle professioni, specie quella del “mediatore familiare“. Niente testo anche in questo caso, e vien voglia di pensare che lo facciano per pietà cristiana. Quella che dimostra l’onorevole Angelo Cera (UDC)  proponendo l’introduzione per via legislativa della Giornata del Silenzio ad imperitura memoria della data della scomparsa di Giovanni Paolo II. Si fosse trattato del primo aprile, e non del due, sarebbe stato perfetto. C’è anche il PD, tranquilli, che schiera una falange di 17 deputati per fissare lo sconto massimo applicabile nelle vendita di libri: più del 15% non si fa. L’onorevole Giampaolo Fogliardi, sempre PD, ci terrebbe moltissimo all’istituzione dell’Ordine al merito per i donatori di sangue anche se non è chiaro se nella categoria debbano essere contati i contribuenti.

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