I contatori anomali del gas e la sanatoria del decreto Ronchi

17/09/2009 - VOLUME O PESO? – Anche  l’Unione dei Consumatori aveva spinto a suo tempo su questo punto. Secondo loro, oltre al problema dei contatori vecchi, ci sarebbe anche dell’altro. I contatori del gas infatti misurano il volume, ma non il peso

     
 

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VOLUME O PESO? – Anche  l’Unione dei Consumatori aveva spinto a suo tempo su questo punto. Secondo loro, oltre al problema dei contatori vecchi, ci sarebbe anche dell’altro. I contatori del gas infatti misurano il volume, ma non il peso del gas. Un certo volume di gas creti4ontiene più o meno molecole (cioè pesa di più o di meno, e quindi rende di più o di  meno) a seconda delle condizioni di temperatura e di pressione. Agendo su di esse, a parità di volume, il “contenuto effettivo” di gas può diminuire. Un tema che comunque è oggetto di ulteriori approfondimenti. In generale, secondo le associazioni dei consumatori, se i processi confermeranno quanto emerge da indagini ed inchieste gli utenti dovrebbero essere risarciti per la differenza almeno a partire dai 5 anni precedenti, oltre i quali scatta la prescrizione, su un consumo di 1400 metri cubi annui la “maggiorazione” indebita sarebbe di circa 150 euro l’anno.

LA LEGGE ITALIANA E LA UE – C’è anche un problema “legislativo”. A parte qualche piccola modifica, la legge italiana in materia è del 1890. Si, del 1890, e in numerose occasioni le aziende del settore se ne sono lamentate. Così, mentre in Italia i vecchi contatori vengono ancora consentiti,  i “misuratori della stessa classe vengono rottamati in Francia dopo 20 anni“. In Germania, Olanda e Regno Unito i distributori sono obbligati a “procedere a prove periodiche a campione su migliaia di pezzi, decidendone poi la sostituzione o la proroga d’installazione sulla base dei risultati”. Da noi nulla. E poi c’è il pasticcio (oggetto di indagini) dei misuratori di tipo venturimetrico, che da noi sono “vietati”. L’Unione Europea, che dopo aver ascoltato i due magistrati eContatore1 un funzionario dell’ Ufficio metrico di Milano ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia che, secondo Bruxelles, “mantiene ostacoli sproporzionati e ingiustificati alla libera circolazione di contatori del gas di tipo venturimetrico a diaframma”.

ARRIVA LA SANATORIA? – Mentre la magistratura prosegue le sue inchieste, ecco che arriva il recentissimo Decreto Ronchi, la Legge comunitaria che ha il compito da dare attuazione alle direttive Ue all’interno dell’ordinamento italiano. L’Art.7, disposizioni per i sistemi di misura installati nell’ambito delle reti nazionali e regionali di trasporto del gas di cui alla Procedura d’infrazione n. 2007/4915, solleva dall’obbligo di applicazione della normativa di metrologia legale tutti i sistemi di misura ai punti di immissione in Italia, stabilendo che “la materia sarà regolata con un decreto del Ministro dello sviluppo economico sentita l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, da emanare entro 3 mesi”. E, a proposito della tutela dei clienti finali, prevede un altro decreto, sempre fra 3 mesi, in cui verranno stabiliti “i criteri per l’esecuzione dei controlli metrologici legali sui sistemi di misura dei punti di riconsegna del gas, mentre i sistemi di misura in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto devono conformarsi alle disposizioni in materia di metrologia legale entro il termine di un anno da tale data”. Ricapitolando: intanto si rimanda la questione di oltre un anno, sempre ammesso che il decreto ministeriale arrivi davvero in 3 mesi, di fatto “sospendendo” fino a nuovo ordine la normativa attualmente in vigore. Poi si vedrà. Se non è una sanatoria, certo si avvicina molto. Intanto, i consumatori continuano a pagare bollette probabilmente gonfiate. E sentitamente ringraziano.

     
 

6 Commenti

  1. Sbronzo di Riace scrive:

    ma se io immetto nel punto A della rete un quantitativo 100 di gas e poi fatturo 103 104 105 alla somma degli utilizzatori finali mi pare ovvio che c'è un errore nei contatori finali
    certo non posso saper con esattezza quale utilizzatore finale ha pagato più gas di quello ricevuto ma lo so globalmente

  2. comicomix scrive:

    @sbronzo di riace:
    Il fatto è che a “fregare” sono in pochi, i “fregati sono tanti…e che in questa assoluta incertezza normativa (con norme dell'800) è sicuro che ci rimetteranno i tanti. COmunque vada a finire. Ma se anzichè cercare ALMENO di mettere un punto fermo per “chiuderla qui” con questi giochetti, si fa una legge che sospende tutto e rimanda a un anno (la definizione della norma, non la soluzione del problema), c'è qualcosa che non va..

    Un sorriso C.

  3. icy scrive:

    @sbronzo di riace:
    Non è così semplice, se immetti 100 di gas nella rete ci sono anche perdite dovute a mille fattori, perdite magari trascurabili (un 1% di perdita in una conduttura sarebbe una conquista per l'umanità, di fronte a perdite di almeno il 20% per gli acquedotti italiani, e di circa il 15% per gli elettrodotti). Quindi una valutazione di “tanto entra tanto esce” non si può fare, però in questo caso molti fattori a sfavore di chi controlla i contatori, e chi gestisce le informazioni su tali controlli.

  4. -NeMo- scrive:

    Io ho riscaldamento a gas.
    Il contatore me l'hanno messo su 20 anni fa, ma non mi stupirei se fosse più vecchio (in effetti lo sembra!).
    Da circa due anni arrivano bollette del gas a dir poco esagerate, con un aumento anno su anno, considerando il periodo in cui utilizzo il riscaldamento quello di Ottobre-Marzo, di due o trecento euro!
    Mi sa che mi conviene sentire Altroconsumo!

  5. Andrea scrive:

    Lavoro in una grande azienda nel settore del gas naturale e, pur essendo d’accordo in linea di massima con quanto scritto, desidero fare un poco di chiarezza in merito.
    Anzitutto i contatori volumetrici NON sono a turbina, che costutuiscono un tipo di contatore a se.
    I contatori volumetrici sono suddivisi nel tipo a rotoidi e a diaframma, questi ultimi usati nelle case e oggetto di questo articolo.
    Del tutto fondato il fatto che nel tempo i contatori diventano imprecisi, però non in positivo bensì in NEGATIVO, questo perchè la membrana si secca e diventa porosa, consentendo micro passaggi di gas non conteggiato, la stessa poi perde elasticità creando difficoltà di funzionamento, le valvole si sporcano generando attrito.
    Il fatto che poi questi contatori contino il volume del gas e non il peso è una scottante verità.
    In teoria, noi non paghiamo il gas in se, ma l’energia che da esso si può trarre.
    Essa dipende dalla quantità di gas (ovvero il peso) e dal potere calorifico.
    Tale potere calorifico dipende dalla composizione, che varia nel tempo a seconda della provenienza del gas, dallo stato del giacimento ecc. Il peso invece dipende dalla pressione del gas, dalla sua temperatura, e dalla composizione stessa.
    Allora si fanno una serie di assunzioni sull’energia media che si può trarre da un metro cubo di gas.
    Di norma il gas si misura riferito a delle condizioni standard, tipicamente 1013,25 millibar di pressione e 15°C oppure 0°C di temperatura. Per fare ciò è necessario un dispositivo elettronico detto correttore di volume. Se poi si vuole conoscere il peso esatto, allora bisogna utilizzare anche un gas-cromatografo che ne analizza la composizione.
    Tutte apparecchiature molto costose, improponibili sui piccoli contatori. Allora, si prende una composizione media, si assume nota la pressione (pari a 1013,25 millibar più il 2% circa, ma in realtà non è poi così costante) e si trascurano gli effetti di temperatura, ed ecco che si può acconsentire a misurare solo il volume di gas.
    Tanto per darvi dei numeri, tra 0°d’inverno e i 30°C d’estate, il peso del gas varia di oltre il 10% (pesa di più col freddo, quindi lo paghiamo di più d’estate col caldo).
    I contatori venturimetrici è vero che a torto si “diffida” il loro utilizzo, ma comunque sono inadatti alla misura di portate così piccole come quelle usate nelle case, sia perchè alle portate molto basse sono imprecisi, sia perchè costituiscono una strozzatura che fa perdere pressione al gas in arrivo in casa che di pressione già ne ha poca.
    Ultimamente però, ci si sta orientando, anche per i contatori domestici, alla tipologia ad ultrasuoni, che non avendo parti meccaniche in movimento non sono soggetti a perdite di precisione per l’usura negli anni, e che possono rilevare qualunque anomalia grazie all’elettronica, bel prima che fuoriescano dalla tolleranza di lettura.
    La quale, in genere per tutti i contatori, è del 2% dalla portata minima al 10% della portata massima, e dell’1% oltre tale valore.
    In conclusione, più che dei contatori in se penso che il caro bolletta sia dovuto in gran parte alle assunzioni fatte a monte riguardo il gas, e soprattutto alla speculazione sul suo prezzo.

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