Pochi millimetri hanno diviso un bambino da tutto il resto del mondo.Pochi millimetri che non gli hanno fatto conoscere il vento, gli odori, il contatto delle persone.
Dentro una bolla di plastica David, questo era il suo nome, ha passato tutti
gli anni della sua vita. “Nato per la bolla” disse il cappellano Raymond Lawrence, appena venne a conoscenza della situazione in cui il piccolo si sarebbe trovato. Così fu. Meno di 10 secondi dopo essere stato rimosso dal grembo di sua madre, David entrò nella bolla: i Vetter devoti cattolici, organizzarono addiritura il battesimo lì dentro, con acqua santa sterilizzata.
UN GIORNO UGUALE ALL’ ALTRO - Il riflesso della luce sul sottile strato di plastica che lo circondava fu il suo primo ricordo, la stessa immagine che verrà impressa nei suoi occhi ogni mattina, ogni volta che le sue palpebre si fossero aperte verso il nuovo giorno.Un giorno lungo 13 anni, un giorno uguale all’altro, un mondo di pochi metri quadri, al di fuori del quale si estendevano confini e immagini che mai sarebbero potute essere viste. Nacque in Texas il 21 settembre 1971, immediatamente chiuso in un’incubatrice, fin dal primo momento venne isolato dal mondo. La sua malattia, l’ “immuno deficienza combinata grave” non permetteva ai suoi globuli bianchi di affrontare tutte quelle minuscole ed invisibili insidie che ogni più piccola particella d’aria porta con sé. Ogni giorno David diventava più grande, a scadenze periodiche la bolla cresceva con lui.
GERMI, GERMI, GERMI - Stanze dell’ospedale vennero adibite per
ospitarlo, fino al 1974, dove si completò la costruzione di una stanza nella casa dei suoi genitori, una stanza in cui la luce continuava a riflettere sul quel sottile strato, sulle mura di quella prigione che lo accompagnava fin dai primi istanti della sua vita. Giorni, mesi, anni trascorrevano. David diventava sempre più irrequieto, piccolo ma consapevole di non poter vivere appieno la sua vita. Già a quattro anni tentò di forare la bolla, da solo o chiedendo aiuto alla sorella; la notte era costellata di incubi in cui il “Re dei germi” aveva la parte dell’assoluto protagonista.




Non so dove i genitori abbiano trovato la forza di guardare giorno per giorno la tristezza negli occhi di David…un bambino ha bisogno di vivere, giocare, stare all'aria aperta…
la malattia cambia totalmente l'esistenza…e David avrà sicuramente vissuto in un mondo totalmente diverso dal nostro! Una storia emozionante…
che tristezza
Complimenti allo scrittore!
;P