Il Giornale e gli antisemiti della scuola

15 settembre 2009

Prendendosi una pausa dall’attività di dossieraggio tipica di quel brav’uomo di Mino Pecorelli e del suo OP, oggi il Giornale di Vittorio Feltri spara a palle incatenate contro quegli antisemiti che non vogliono la riforma della scuola. Infatti, per dimostrare inoppugnabilmente che chi protesta contro Mariastella Gelmini è un criminale terrorista, riprende una polemica fatta partire dal professor Giorgio Israel sul suo blog e ripresa da una dichiarazione del ministro Sacconi di ieri a proposito di un commento volgare e antisemita comparso su un sito che si chiama Comedonchisciotte. Il commento, è bene dirlo, è uno ed uno solo, non ha ricevuto una Ola di approvazione da parte di chicchesia ed è stato invece o ignorato o criticato dagli avventori del forum. L’utente che l’ha inserito era al suo terzo messaggio nel forum.

Eppure tutto questo riesce a scatenare così tanta ansia da far dichiarare non uno ma ben due ministri. “È inaccettabile che una persona che ha contribuito con il suo impegno e con la sua onestà intellettuale alla riforma della formazione iniziale degli insegnanti – dice il ministro Mariastella Gelmini - debba temere ora per la sua incolumità. Il professor Israel sta lavorando alla riforma della scuola mettendo a disposizione del Paese il suo impegno e le sue idee. Per questo voglio esprimergli tutta la mia solidarietà“. Maurizio Sacconi mette invece in guardia “dalla follia del lungo terrorismo ideologico italiano“. Il pezzo di Paolo Granzotto sul Giornale è ugualmente severo. E sembra davvero incredibile che ci sia qualcuno, in Italia, che non parla e non risponde alle domande che gli vengono rivolte sulla gestione della cosa pubblica, ma la sua ansia dichiaratoria si sfoghi invece al suo massimo quando c’è da esecrare un semplice messaggio in un forum. Antisemita, stupido e volgare quanto si vuole, ma pur sempre un semplice messaggio in un forum, messo da chissà chi e portato sulle prime pagine soltanto da chi non vede l’ora di dare all’avversario, chiunque esso sia, del pazzoide e del criminale. Riuscendo così nell’impresa di non discutere il merito della questione.

Intanto che la rete attacca con il terrorismo mediatico, ieri, la famiglia Angelucci ha querelato Wikimedia. “20 milioni di euro: Giampaolo e Antonio Angelucci li rivendicano con una causa civile intentata nei confronti di Wikimedia Italia, la fondazione non profit che si occupa nel Belpaese di propagare la cultura libera in Rete con la mediazione di un ventaglio di progetti, non della sola Wikipedia. Ma l’oggetto del contendere risiede su una pagina di Wikipedia, una pagina prodotta da uno o più cittadini del web, una pagina su cui Wikimedia Foundation non ha alcun controllo. Il contenzioso è stato avviato nel mese di luglio: Giampaolo e Antonio Angelucci, quest’ultimo parlamentare in forza al PdL, hanno scagliato contro Wikimedia Foundation l’accusa di aver diffuso affermazioni diffamanti. Poco importa che sia la selezione operata dagli utenti a gestire i commons informativi messi in comune e plasmati dalla community: Giampaolo e Antonio Angelucci si sono rivolti a Wikimedia chiedendo 20 milioni di euro nonostante Wikimedia non sia proprietaria dei server né del dominio, nonostante non abbia alcun controllo né alcuna responsabilità sui contenuti pubblicati e modificati dagli utenti“. Questo fatterello, purtroppo, non si trova né nella prima pagina del Giornale né in quella di Repubblica e di altri quotidiani. Si vede che un messaggio in un forum costituisce un attacco alla libertà di espressione, una causa civile di risarcimento danni senza querela penale no. La normalità è nelle piccole cose.

9 commenti a Il Giornale e gli antisemiti della scuola

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  3. Tutti sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.

  4. gordo

    Bell'articolo, epic win.

  5. Henry V

    Francamente, a me non interessa che Israel sia ebreo, induista o buddista.
    Il punto della questione è: come mai è consulente della Gelmini?
    C'entra forse il fatto che Israel si sia scagliato contro i suoi colleghi nel caso della mancata visita di Ratzinger alla Sapienza? (a pensar male ci si azzecca).
    C'entra forse che egli sia un acerrimo nemico del positivismo, relativismo e ateismo?
    A me lui ricorda tanto la Roccella, una catapultata in un ruolo governativo senza aver ricevuto un solo voto, ma solo per essersi distinta grazie al Family Day.

  6. per dovere di precisione. La querela degli Angelucci è contro WikiMedia Italia, non contro Wikimedia Foundation. Se fosse stata contro WMF sarebbe quanto meno comprensibile, WMF è l'unica proprietaria dei server su cui gira wikipedia nelle sue varie lingue.
    Di fatto però ha querelato Wikimedia Italia, un'associazione che in nessun modo ha potere sui server e sui contenuti dell'enciclopedia.

    Come ben si dice sul sito di wikimedia italia (http://www.wikimedia.it) l'associazione è l'analogo degli “amici del museo civico”. Se al museo espongono un opera che denigra qualcuno, si querela l'autore dell'opera, al massimo il museo, ma certamente non l'associazione.

    Peccato che l'emendamento Luttazzi (se il querelante perde la causa risarcisce il querelato per il doppio della cifra chiesta in risarcimento) non sia mai stato legiferato. Altrimenti 40milioncini avrebbero fatto bene al progetto

  7. radoilfigo

    Semmai 40 milioni buttati direttamente nel cesso.

  8. Pingback: Un 2 seguito da sette zeri « The SnowdogBlog

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