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Esteridi talentosprecato
pubblicato il 14 settembre 2009 alle 16:30 dallo stesso autore - torna alla home

Sembrano agguerritissimi  i nuovi gruppi pro-life americani con i quali l’ amministrazione Obama dovrà fare i conti. Prima o poi.

Il problema non è l’aborto in sé. La questione ruota intorno al sesso. day22  Florida: prossima crociata, labortoDobbiamo punire quelle donne che la danno via facilmente senza curarsi dell’ira di Dio, come troie”. Lo riporta senza censure il sito crooksandliars.com : sembrerebbe questo il vero intento del gruppo religioso che in Florida ha appena annunciato la sua sua prossima crociata, quella contro l’interruzione di gravidanza.

LA CONTRACCEZIONE UCCIDE - È stata già presentata una prima elementare bozza dell’emendamento con cui il Personhood Florida Movement questo il nome dei fanatici- intende legiferare per normalizzare l’atto del concepimento, modificando la costituzione e catapultando le leggi precedenti a riguardo. A riferirlo la portavoce della segreteria di Stato Jennifer Krell-Davis. La proposta-ci spiega – intende mettere fuori legge ogni tipo di aborto, anche nei casi di stupro o di incesto. Ad essere criminalizzati finache la pillola del giorno dopo e i contraccettivi orali presi dalle donne. “Ci sono dei metodi di controllo delle nascite che in pratica uccidono un bambino” ha detto Pat Mc Ewan , capo di Persoohood. Qualunque sia la sua opinione solo una cosa sembra certa: la sua crociata non sarà rapida, né semplice.

LA PAROLA AGLI ELETTORI - Per portare l’emendamento all’attenzione degli elettori il gruppo dovrà prima raccogliere 676.8111 firme. Poi attendere almeno fino a febbraio del del prossimo anno.  La garanzia di successo delle proposte di modifica costituzionali, anche quelle meno radicali, è in ogni caso piuttosto bassa. Occorre infatti che superino la soglia del 60 per cento per poter essere accolte. Il gruppo aveva già presentato un emendamento simile in Colorado che era stato ampiamente bocciato dagli elettori. Non sono evidentemente poi tanti i cittadini obamacare1  Florida: prossima crociata, labortoamericani convinti che bastino 8 settimane di vita-come sostiene Brenda MacMenamin, organizzatrice del movimento- perché il feto possa essere già considerato una persona da tutelare. Oppure, semplicemente, in America non si vuole rinunciare ad una opportunità che le coppie in generale e le donne in particolare hanno conquistato solo di recente nella storia, anche in quella americana, quella di decidere della propria sessualità. Facoltà quella dell’aborto che, messa in crisi dal governo di Bush, sembra aver ricominciato a prendere spazio con l’osannato Obama. La situazione, in ogni caso,  non è ovunque simile, né semplice- leggiamo da più parti- ed ha un precedente importante.

IL 14° EMENDAMENTO - Era il 1973 quando una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America, la famigerata Roe vs Wade, stabilì che la maggior parte delle leggi contro l’aborto negli Stati Uniti d’America violava il diritto alla privacy garantito dal Quattordicesimo Emendamento della Costituzione. Questa decisione ribaltò tutte le leggi statali e federali che proibivano o restringevano la possibilità di abortire in alcuni casi ben precisi. La sentenza Roe vs. Wade è una delle più controverse e politicamente significative nella storia della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America. Il nodo principale della Roe vs. Wade consiste nello stabilire che l’aborto è possibile per qualsiasi ragione la donna lo voglia, fino al punto in cui il feto diventa in grado di sopravvivere al di fuori dell’utero materno, anche con l’ausilio di un supporto artificiale. La Corte ha inoltre stabilito che in caso di pericolo per la salute della donna, l’aborto è legale anche oltrepassata il punto oltre il quale il feto è in grado di sopravvivere al di fuori dell’utero materno. Questa sentenza della Corte ha condizionato le leggi di ben 46 stati.

A.A.A. FANATICI CERCASI - Nonostante o proprio a causa di questa apparente base storica di libero arbitrio nel controllo delle nascite, i movimenti estremisti religiosi come il Personhood sembrano fare un discreto numero di proseliti. Anche nel web. Sul sito ufficiale si cercano 300 Personhood Advocate. Lo leggiamo in cima alla homepage. Un Personhood Advocate-ci spiegano- è qualcuno che non riesce a star tranquillo fino a quando ogni bambino non è protetto con la legge e con l’amore. Il movimento è presente anche sui social network sui quali sembra avere un certo seguito. Sono infatti più di 5000 i suoi followers su twitter piattaforma costantemente aggiornata dove leggiamo: con l’aborto abbiamo ucciso….

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