Erano mesi, giorni, settimane. La profezia si auto-avverava. Si sapeva ( si sa sempre che verrà quel giorno) che quei giorni sarebbero arrivati e difatti vennero. E vennero e vennero. Non si parlava d’altro. Non si scriveva d’altro. Non succedeva, nella vita chissà dove, altro. Non succedeva, nella vita reale dei media, altro. Montagne, alpinisti disattenti o semplicemente sfortunati o che se l’erano, ancora più semplicemente, palesemente cercata: tutti a cadere, quasi tutti morti o dispersi o scomparsi per sempre. Si era detto allora, in quei giorni di rutilante, monotona e quotidiana elencazione di tragedie in montagna, che Berluskoni stesse semplicemente aspettando buone notizie dai monti. Nulla lasciava presagire che poi, con la successiva raffica di stupri per problemi di posizione, si sarebbe passato da Bossi alla Santanché.





















Stupra? Penso al massimo il divano dopo 100 dosi di lsd, sciolte a sua insaputa da Veronica il mattino nel capuccio. Ma il problema riguarderebbe Bondi è lui l’assaggiatore e in fatto di stupri li saremmo messi male, ancor di più!
ciao