Tutte le strade portano a Roma
10/09/2009 - Ed è stato così anche per Ranieri: fotografia di un allenatore che i giocatori amano. Soprattutto quando se ne va Quando la Roma cambia allenatore, devi dedicargli una rubrica. Perché l’Italia è romano-centrica. Ministeri, giornali, grandi fedi. La televisione. Persino
Ed è stato così anche per Ranieri: fotografia di un allenatore che i giocatori amano. Soprattutto quando se ne va
Quando la Roma cambia allenatore, devi dedicargli una rubrica. Perché l’Italia è romano-centrica. Ministeri, giornali, grandi fedi. La televisione. Persino Civitavecchia citano quelli del meteo. Giusto per restar vicini. Il quotidiano sportivo che leggo io. Non potevo Tuttosport, esclusa la Gazzetta, in medio stat Corriere dello Sport. Con i suoi peana a Rocchi e gli articoli di Totti. Che almeno gli articoli da leggere son meno. Le migliori battute ? In romanesco. Lo Stivale tutto urla mortacci tuoi. Va a scuola con i
Cesaroni. Alla bottiglieria anche se va in trattore. Pensa alla Garbatella pure se sta su un’isola. Prende la Metro che sta a Roma se la Metro non ce l’ha. Ho sentito io stesso un ragazzo a Napoli gridare a un altro, che ti raddrizzo a’ schina delinguente che manco povero Maurizio Arena.
LA STRADA DEI SENSI - L’Italia parla romano, tutto il resto è dialetto e quella cosa scritta dell’italiano. Perché, romano, è il linguaggio della televisione e punto. Claudio Ranieri ha preso il posto di Spalletti. Si passerà dal calcio spettacolo allo spettacolo dell’esistenza (in vita). Per Mourinho non cambierà niente. La famiglia Sensi così è ritornata alle radici. L’allenatore locale. Il fascino del prodotto interno lordo di romanità. Cominciarono da Mazzone, chiuderanno probabilmente con il figlio del macellaio di Testaccio. E’ una strada, questa del rimanere a casa, non è detto che sia poi malvagia. Spesso, molto spesso, la via del consanguineo, del simile, della località è la sanguigna coperta a un piatto grigio. La stagione di transizione. Una, una stagione e mezzo con opzione, ingaggio aziendalista ma assicurato, contratto con più penali che obiettivi. E Ranieri di queste leccornie sembra diventato un esperto, uno specializzato. Perché puoi solo vincere dal momento che hai già perso. L’uomo giusto. A far la quadra difensiva dove si prendono troppi goal, deinde lamentarsi di non prenderne di più (in cambio della boria). Voi a discutere, lui no. La battuta ce l’ha già. La Roma ? Non si discute. L’uomo giusto. Perché puoi solo vincere quando nessuno ti ha chiesto cosa. E se fai metà o quasi, meglio di niente. Meglio con stile. E’ un galantuomo. Un duro. Un duro ma con la frangetta. A coprire gli schizzi di sangue ? No, così fai prima la mattina. In Inghilterra, paese di calcio barbaro dove attualmente vince Ancelotti (uno che in Italia uno scudetto solo e alla carriera) stupendo gli isolani arretrati col turn-over, disabituati come sono, erano e saranno ai cambi lo finirono spazientiti e offesi d’amor proprio con la definizione “Tinkerman” ossia maneggione. Per i barbari rimasti alla formazione tipo come neanche mio nonno rimescolar le carte è roba da maneschi bari.
FOTOGRAFIA – Vincere non proprio tutto pessimo. Aggressivi ma rispettosi un salto spazio temporale, difendersi una viltà. Romani, vi divertirete. Pure a starci male, il tempo tanto passa uguale. Anche più tanto. Una volta alla Juve inventò una definizione, “camaleonte solido”, che fece letteralmente impazzire di dolore i tifosi. Significava cambiare, anche radicalmente pelle, rimanendo con i piedi per terra. Un inno al pragmatismo travestito al Muccapazza. Troppa roba. Uno che arriva a interpretare il
sogno della sua vita e non commenta altro se non un in trentacinque anni fuori s’è fatto un vecchio, ma pure Roma è eterna, che a quest’ora è troppo tardi, sa, è mica scemo. Embè, va bene uguale anche se non è perfetto, anche se non si fa così, che se pure chisse, puoi urlare quanto ti pare ma tanto la sua vita ormai è qua, primum vivere sempre se ce ne ricordiamo. Ranieri è fatto così, ve ne accorgerete. Totalmente impermeabile alle possibili reazioni del suo pubblico, abituatosi in Inghilterra e Spagna dove potevano anche cantargli il Va Pensieros e il Va pensiero’s, lui non se ne sarebbe mai accorto. Non conosce le lingue. E non gliene importa. Tanto. Vi ricordate il tormentone dell’anno scorso, le polemiche a distanza con Mourinho. La conferenza con la prensa, quella dello Zero Tituli, che ora alberga sui nostri telefonini. Mou gli fa il mazziatone, lo pela senza pelle, lo corca co’le hands. Tutta Italia vorrebbe per noia lui reagisse, lui che fa. Dice, ah l’ho chiamato, lui non m’ha risposto, ah se me ne ricordo glielo dico a voce. E quando all’Olimpico Torino, dopo l’uno a uno al novantesimo di Grygera, gli chiedono, allora Mister sorry gliel’hai detta poi a Mourinho quella cosa che sapevi solo tu gliel’hai detta vero e lui contento, che se l’era scordata. Un pensiero in meno. Tanto i pensieri so’come le belle donne. Nessuna confrontabile, tutti uguali. La stampa non lo amerà. Rosella Sensi forse. Di certo gli è grata perché le ha dato una bella salvata. V’immaginate se avesse svolto la ricerca del nuovo allenatore come ha condotto quella dei rinforzi, che me lo presti Santacroce ? si se mi dai Totti, che me lo presti Borriello ? Prrr si se ti tocchi la punta del naso con la lingua, che me lo dai a mezzadria Van Nistelrooy ? Ma chi è a quest’ora. Grata, a Ranieri, che s’è fatto trovar disoccupato e ha detto si, è grata. Un po’ come il padre fu grato a Zeman quando andò a tappare un buco come questo.
IL GIOCATORE, AMICO MA BUGIARDO – Però. La stampa, la prensa, la movida giallorosa non amerà il neo mister. Perché la sua indipendenza di giudizio significa seguire i desiderata della piazza. E Ranieri avrà buoni risultati ma non la lunga vita. Al più, (al costo di ) una vita e mezza (contateci su quella mezza). E’ come quando arrivò Ottavio Bianchi. Con la differenza che Adino Viola prese Bianchi, allora il miglior allenatore d’Italia, con un progetto da scudetto rovinato poi dal Lipopill e dalla riuscita del Lodo Mondadori. Anche oggi abbiamo una Roma giallorossa dal palato fino, abituata a un calcio offensivo. Che s’adonta se Spalletti con la Juve si copre con gli esterni difensivi e s’incazza a morte quando così facendo quasi c’entra l’obiettivo. Ranieri umanamente è un gran motivatore. Che significa che se sei predisposto al consiglio altrui sarà il tuo sprone, se invece tu sei tu e fuori da te si faccia silenzio sarà rumore. A volte capita con il momento
appropriato, e capita pure che sia giusto: Chiellini, l’ha rigenerato. Fuori dal campo un signore, dentro lo spogliatoio, tagli di carne come una spremuta testaccina, ci va giù pesante. Dura poco anche per questo. I giocatori gli vogliono un gran bene, soprattutto quando va via. Ha imparato la prudenza: a Napoli aveva una gran piazza, la perse marcando male Van Basten e inventandosi Massimo Mauro, collega a Catanzaro, a centrocampo. A Torino dopo la Coppitalia persa con Zarate, gli scappa un pazienza. Da allora basta. Sempre abbottonato, amico ma alle strette più amico del giaguaro, perché il giocatore è amico ma bugiardo, il tifoso ha ragione ma anche torto, il presidente di parola specie se costretto, amico del 4-4-2, una aggressione rispettosa, docile sensato spoetizzato e tranquillo, amico e compagnone di Pinocchio ma all’ultimo capitolo più amico della medicina amara.













lo stivale tutto urla mortacci TUA. Mortacci tuoi lo grida massimo boldi!
Appunto. Se lo grida Boldi, lo grida anche l'Italia.
…boh sarò tardo io ma non cho capito una mazza!