Esteri

Il totalitarismo in tre mosse

9 settembre 2009

Con la riforma dell’istruzione Chavez compie un altro passo verso il regime: gli effetti disastrosi di questa situazione non tarderanno ad arrivare

In politica i cattivi poco potrebbero senza l’aiuto di coloro che li giustificano e li lasciano fare (possiamo prendere da Lenin il pregnante termine “utili idioti”). Purtroppo, in base alla teoria della stupidità di Cipolla, sperare nell’insufficiente numero di stupidi per tenere a bada i cattivi è un po’ come sperare che l’AIDS non dia luogo alla morte del paziente per assenza di germi. Ovviamente, sto parlando di Chavez, il tizio che, scoperto nel 1992, dopo un fallito colpo di stato militare, che non sarebbe riuscito a diventare il Pinochet del Venezuela, sta ora cercando di diventare il suo Castro, con conseguenze non improbabilmente più deleterie per i suoi connazionali (visto che, storicamente, i regimi fascisti durano meno e distruggono meno l’economia di quelli comunisti). Gli attentati, gravi o meno, alla libertà di espressione non sono rari (Chavez disse che la nuova TV avrebbe rappresentato meglio gli ideali della rivoluzione: se lo avesse detto Berlusconi gli avrebbero dato del dittatore). Ma tanto si sa: basta parlar male degli USA (o di Israele) e i peccati vengono perdonati. Finalmente è giunta l’ora del controllo totale delle scuole, con una riforma passata gasando (erano solo lacrimogeni) professori universitari e bypassando il Parlamento.

REGIME IN FIERI - Per avere un governo totalitario non è sufficiente il monopolio delle forze armate, che del resto è una caratteristica di tutti i governi (Weber): in genere è necessario anche l’assoluto controllo della scuola, dell’informazione e dell’economia. Possiamo quindi affermare che uno stato che monopolizzi l’istruzione stia già molto avanti sulla strada del totalitarismo; se poi monopolizza anche l’informazione, è quasi arrivato al traguardo di questo poco invidiabile percorso; e quando infine prende in mano l’economia, il traguardo è bello e raggiunto (se si cambia l’ordine dei fattori il risultato non cambia).

SCUOLA, INFORMAZIONE, ECONOMIA - Purtroppo in tutti i paesi occidentali il monopolio governativo dell’istruzione – nonostante i suoi ovvi pericoli – è una cosa di cui ci si vanta addirittura. In Venezuela, invece, la propaganda politica diventerà presto materia d’esame, se si continua così. Il monopolio dell’informazione è invece un problema solo nelle repubbliche delle banane, categoria politica con innumerevoli rappresentanti in America Latina e in Africa, e a cui ogni tanto temo appartenga anche l’Italia. Chavez sembra aver fatto passi da gigante a riguardo. Il monopolio sull’economia è invece così inefficiente, come dimostrò dapprima Mises nel 1920 e successivamente anche la Storia con la caduta dei regimi comunisti, che in genere nei paesi occidentali ci si accontenta di controllare direttamente metà del prodotto nazionale, e di influenzare indirettamente l’altra metà mediante regolamentazioni (e siccome ‘chi paga comanda’, da ciò deriva un potere quasi illimitato di controllare ogni aspetto della vita sociale). Chavez non sembra preoccuparsi troppo dell’inefficienza, complice il boom del prezzo del petrolio, e probabilmente gli effetti deleteri saranno ben visibili solo tra qualche anno.

18 commenti a Il totalitarismo in tre mosse

  1. Pingback: Ventinove Settembre

  2. luigi

    sì d'accordo ma in che consiste la riforma dell'istruzione? almeno a titolo informativo…
    poi su chavez possiamo discutere ore, ti potrei obiettare che il precedente governo aveva venduto le riserve naturali alle multinazionali usa, che con chavez è migliorata la condizione economica dei più poveri, che nell'america latina il suo esempio ha portato all'elezione di morales in bolivia o di lula in brasile, e in generale a una rinascita della democrazia intesa come diritto di scegliersi i governanti…
    ma penso resteresti della tua opinione.
    Quindi mi accontento di sapere in che consiste questa riforma. Che so, ha tagliato i finanziamenti alla scuola pubblica per aumentarli a quelle private? ha tagliato i fondi e fatto in modo che a mezzogiorno i bambini dai 6 ai 10 anni devono tornare a casa e non possono restare a scuola? ha regolarizzato solo gli insegnanti di religione, mandando a casa tutti gli altri precari? ha tagliato i fondi per la ricerca?

  3. libertyfirst

    C'è il link all'articolo dell'Economist, che non posso copiancollare, che dice:

    1. Chavez se ne sbatte delle procedure politiche dei paesi civili, e ci sono persone che così sono contente perché pensano che il potere assoluto, invece di corrompere assolutamente, servirà a creare un mondo migliore.
    2. Che alcuni sottolineano (non è molto analizzato) come i problemi delle scuole veneuzelane non sembrano essere presi in considerazione dalla riforma.
    3. Che lo scopo della riforma è assicurare il controllo dell'educazione, cosa che rende l'istruzione pubblica pericolosissima, soprattutto in mano ad un potenziale dittatore.
    4. Che le scuole verranno controllate dagli accoliti di Chavez.
    5. Che università e assunzioni nelle scuole verranno gestiti più centralmente, aumentando il potere di controllo del governo.
    6. Manifestazioni dei professori universitari sono finite a lacrimogeni.

    Per quanto riguarda l'economia, mi dispiace che per colpa di Bernanke il greggio si sia rialzato, visto che è l'unica cosa che tiene in piedi il quasi-regime.

    Praticamente sarei d'accordo solo col togliere i sussidi alle scuole cattoliche, se non fosse che potrebbero ormai essere l'unico contropotere rimasto al presidente quasi-totalitario.
    Ad una lettura mi era sfuggita questa frase bellissima: “among the iniquitous doctrines with which they poisoned the minds of the masses, he [Cahvez] argued, were representative democracy, the ddivision of state powers and alternating government”

    In sostanza, la democrazia e la libertà inquinano la testa della gente, secondo il proto-dittatore. Mi ricorda tanto un noto dittatore italiano (non Berlusconi). Comunque, si dovrebbe leggere l'intero discorso, sarebbe interessante, ma non so se si può trovare.

  4. samuele

    già, in che consiste la riforma? Non dovrebbe essere il soggetto dell'articolo?
    Aggiungo che detesto Chavez, ma questo articolo è molto incompleto. Sembrerebbe più una filippica contro Chavez senza entrare nel merito.

  5. luigi

    a me sembra che anche i punti che riporti nel commento di risposta alla mia domanda non diano informazioni su questa riforma, ma siano altre critiche politiche a chavez, senza argomentazioni in concreto.
    inoltre insisto che (sicuramente solo grazie al prezzo del petrolio) i poveri venezuelani stanno meglio di 10 anni fa. E ti ricordo che senza la nazionalizzazione delle imprese che si occupano dell'estrazione del petrolio stesso, neanche con tutti gli aumenti di prezzo del mondo questo sarebbe potuto succedere.
    i venezuelani lo hanno sempre votato in elezioni libere, poi. Che cosa vogliamo, che si torni all'ingerenza americana?
    in compenso solo pochi anni fa è stato sventato l'ennesimo golpe, finanziato dall'amico bush.
    come si fa a scagliarsi contro chavez senza guardare anche le contingenze della politica di quel continente?

  6. samuele

    Pregherei allora a chi gestisce il sito di segnalare in maniera + evidente i link.

    grazie

  7. filipporiccio

    Anche “grazie a Hitler” i tedeschi stavano “meglio” nel 1938 che nel 1928.
    E anche Hitler ha governato per lungo tempo se non col supporto, almeno col consenso di larga parte della popolazione tedesca.
    Il punto non è se Chavez stia facendo del bene o meno, anche perché questo è comunque discutibile, visto che dipende dalla tua opinione personale sul “bene” – io potrei preferire essere libero e povero, che costretto a pensare quello che dice il “capo” e ricco. Non è neanche se sia stato eletto regolarmente o meno. Il punto è quanto il governo di Chavez stia aumentando il suo potere a spese della libertà dei cittadini, e se per questo possa essere definito “totalitario”. La riforma scolastica di Chavez è solo un pezzo in questo mosaico, l'ultimo fino ad ora in ordine di tempo. E comunque l'articolo non fa mistero di essere una critica politica a Chavez: il titolo è “Il totalitarismo in tre mosse”, non “La riforma scolastica in Venezuela”…

  8. I link sono poco visibili, in effetti, perché sono dello stesso colore del testo o quasi. Bisognerebbe perlomeno sottolinearli. Comunque l'articolo è su come ci si comporta per arrivare al potere assoluto: se lo fa Chavez o Mussolini non fa grande differenza. Oggi, a fine 2009, lo sta facendo Chavez. La logica e la strategia del totalitarismo sono sempre le stesse, quindi se il prossimo anno viene Pinochet 2.0 vedremo la stessa cosa. La cosa preoccupante è che ci sarà un terzo degli italiani a dire che Chavez è bravo e Pinochet 2 no quando sono identici, oppure un altro terzo che dice il contrario, e solo un terzo che si rende conto che sono identici nella ricerca del potere assoluto e nella disturzione dei meccanismi di limitazione del potere.

  9. Luigi: penso di saper riconoscere un dittatore quando lo vedo. il mio articolo è il punto di vista liberale sulle istituzioni: il potere assoluto corrompe assolutamente e quindi va limitato. Il punto di vista totalitario sulle istituzioni è invece che le limitazioni del potere impediscono di raggiungere fini messianici e palingenetici e quindi vanno eliminate.

    E' purtroppo una pessima abitudine delle persone di sinistra – e qui cito un autore di sinistra, George Orwell – di dimenticarsi di democrazia (quella vera, non quella di Talmon, "Le origini della democrazia totalitaria"), della libertà e dello stato di diritto non appena qualcuno dica belle parole sulla solidarietà o parli male del satana americano. In questo modo, innumerevoli dittatori hanno avuto il supporto morale di gran parte dell'occidente, da Castro a Mugabe, da Kim Il Sung (il padre) a Lenin, da Stalin a Mao, dai Khmer rossi a Allende (si, non è un errore di stampa). Allora bisogna essere coerenti: democrazia, libertà e diritto sono roba per occidentali decadenti, il resto va messo in prospettiva. Questa sarebbe una posizione coerente. Inaccettabile, ovviamente, ma coerente. Come diceva Allende, del resto, "i diritti costituzionali sono puramente formali", concetto ripetuto chiaramente anche da Chavez, a meno che l'Economist non abbia inventato la citazione.

    PS Dimenticavo Orwell: in "ricordi della guerra di Spagna" fa notare, credo proprio nelle prime pagine, dove tra tutti gli orrori della guerra civile, sia da parte fascista che anarco-comunista, chi supportava i primi tendeva a credere solo ai massacri dei secondi (come molit tradizionalisti cattolici che purtroppo ho frequentato) e chi supportava i secondi credeva soltanto ai primi. Purtroppo la realtà è molto ecumenica e salomonica quando si tratta di responsabilità nei crimini, e questa mancanza unilaterale di senso critico incentiva i massacri.

    Comunque ripeto, l'articolo è sulla logica del totalitarismo, e sulla mentalità che tende a giustificare questo obbrobrio in nome di varie scusanti e attenuanti. Se mi dite che c''è un paese dove la stessa cosa la sta facendo un fascista, nel 2009, scrivo un altro articolo simile, se Gregorj me lo permette.

  10. Non capisco perché in ogni dibattito politico intrattenuto con persone che si reputano "di sinistra", il maggior male dell'Italia è Stato Mussolini, cosa che ampiamente condivido, ma quando si parla di Chavez, che fino ad ora ha fatto la stessa politica di Mussolini, si parla di grande eroe che ha riportato uguaglianza sociale e democrazia.

    Permettimi di citare nuovamente Franklin: "colui che dà via la libertà per la sicurezza non merita né l’una né l’altra", aggiungendo che il giudizio cambia a seconda di chi limita la libertà e chi osserva questa limitazione.

    FascioComunisti Libertyfirst, si chiamano FascioComunisti… il peggior rigurgito che il socialismo abbia mai cagato… e di cagate ne ha fatte… l'Italia è una di queste

  11. Kim il Sung, il Presidente Eterno, altrimenti detto Compagno Dio….

  12. luigi

    il problema di quando si discute con me è che non bisogna usare le categorie.
    non è questione di essere "di sinistra", io insisto: prima di chavez il venezuela era una colonia di fatto, chavez è stato sempre votato finora, ha subito un golpe FINANZIATO DA BUSH (e ci sono le prove, fatevi una ricerca semplice semplice con google), ha migliorato le condizioni di vita dei poveri.
    per essere come mussolini o gli altri da te citati avrebbe dovuto come minimo abolire le elezioni e gli altri partiti, invece ha solo indetto un referendum per abolire un limite di durata della carica. Referendum, non legge fatta da solo.
    Se i venezuelani lo vogliono, il loro diritto all'autodeterminazione glielo concede.
    Cosa direste se vi facessero notare che berlusconi è un "dittatore morbido" (dato che a differenza di chavez tra l'altro lui le tv e l'informazione le controlla DIRETTAMENTE) e dall'estero si augurassero che qualcuno lo estromettesse con la forza? vi sentireste tutelati o vi sentireste sotto attacco?
    poi possiamo teorizzare quanto vogliamo, ma io sottolineo due problemi di questo pezzo:
    1) il titolo non c'entra nulla
    2) non tiene conto della realtà
    la realtà è che il sudamerica in questo momento sta facendo opposizione di fatto alla globalizzazione. Se non ce ne vogliamo rendere conto, continuiamo ad aizzarci contro Chavez o Morales, ché forse ci interessa solo avere petrolio o caffè o banane a basso costo, e delle condizioni di chi vive in quei paesi ce ne frega poco assai.

  13. Lorenzo

    Be' se il titolo non c'entra nulla mi chiedo cosa c'entri l'opposizione del "Sudamerica" (come se Venezuela e Bolivia fossero tutto un continente) alla globalizzazione, la quale riduce le condizioni di vita dei Sudamericani (cioè adesso spiegatemi come è possibile che l'aumento degli scambi a livello internazionale possa impoverire la gente).
    Tornando all'articolo: il titolo è "Il totalitarismo in tre mosse" e difatti discute le dinamiche dei regimi totalitari, in particolare alla luce della riforma dell'educazione. Peraltro non mi sembra che qui qualcuno abbia difeso la politica estera degli U.S.A., si criticava solo Chavez.

  14. Cachorro Quente

    Chavez è una figura politica populista, dalle evidenti mire autoritarie, che probabilmente lascerà un Venezuela in condizioni disastrose.

    Però siamo ancora piuttosto lontani da Mussolini, che andò al potere dopo una campagna di violenza di notevole ferocia (la relativa clemenza del regime degli anni ’30 spesso fa dimenticare l’elevato numero delle vittime del primo squadrismo) e sovvertì completamente la struttura parlamentare del Regno Italiano.

    Diciamo che la distanza che corre tra Chavez e Mussolini è più o meno la stessa che corre tra Berlusconi e Chavez. Paradossalmente, tanto peggiore il giudizio su Chavez di un osservatore, tanto più preoccupato dovrebbe essere per il destino della democrazia italiana.
    Con l’appunto che Chavez, a differenza del Caro Premier, controlla solo la televisione privata.

  15. Cachorro Quente

    P.S. pubblica, non privata

  16. aqui

    davvero un pessimo articolo. scritto in maniera confusa e pieno zeppo di farneticazioni a vanvera.

  17. Sono Socialista fin dall'inizio dell'infanzia…o quasi…Individui tale Chavez e' meglio perderli che trovarli e sicuramente portono danni piu' che utile alle loro Nazioni. Vengono al podio facile perche' circondati da cittadini creduloni con poca istruzione formale quanto povera, piu' ancora qusti tipi di mente radicale & dittatoriale sembrano che sviluppono odio verso governi democratici …in parole breve inquinono la mente dei loro cittadini tale sarebbe malattia pandemica..motivo nel defenire dettoi governi: Nazioni di terzo mondo.
    Long live the free “World” Government Democracy!
    Grazie per vostro spazio
    perfido100@aim.com

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