Come tutelare i risparmi dalla crisi

di - Btp, conto deposito, azioni: cedole e formule a basso rischio

Come tutelare i risparmi dalla crisi
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Il Corriere della Sera si lancia sulla crisi dei mercati per spiegare come tutelare i risparmi dalla crisi. Dalla liquidità alle Borse passando per le obbligazioni, ecco che cosa si può fare per costruire un portafoglio che possa passare attraverso la bufera senza farsi troppo male. In caso di débacle totale uscirne indenni sarebbe ovviamente impossibile, ma nulla è ancora perduto. Si comincia dai conti deposito:

Isalvadanai elettronici delle banche in debito di ossigeno sono sempre generosi—inmedia siamo al 3,4% netto — ma non più ultra generosi. Nel giro di qualche mese, infatti, i rendimenti per chi sceglie il parcheggio rimandando qualsiasi decisione a tempi più tranquilli hanno perso un punto percentuale, sempre considerando i valori medi delle soluzioni offerte dai principali attori di mercato. Oggi quindi chi posteggia impegnandosi a non toccare i soldi per un anno tra Chebanca, Conto Arancio, Rendimax e così via riesce a pareggiare i conti con l’inflazione casalinga—che viaggia pure lei al 3,3-3,4% su base annua— e nulla più.

Poi ci sono i titoli di Stato:

cassetto, magari saggiamente infilati in un portafoglio diversificato anche su altri titoli obbligazionari, probabilmente non sbaglia se sta fermo. In questo modo non valorizza le minusvalenze sui prezzi — che sono scesi abbondantemente sotto 100 — e punta alla scadenza, nella speranza che tutto prima o poi si rimetta in sesto. Chi avesse invece altri soldi da investire e motivate speranze nel fatto che esista sul serio una fine del tunnel può comprare a quotazioni da saldo (il Btp a tre anni, per esempio, ieri quotava poco più di 95) puntando a guadagnare sull’eventuale risalita dei prezzi. Il buon senso suggerisce di non osare con scadenze troppo lunghe inmodo da non aggiungere alla scommessa anche la variabile di un tempo lungo e di non sbilanciare tutte le scelte sull’Italia.

E infine le azioni:

In ogni caso, oggi più che in passato, la parte azionaria del portafoglio non può essere investita solo in Piazza Affari e nemmeno solo nell’area euro, il grande condominio traballante della moneta unica. Come per le obbligazioni, la bufera va attraversatamettendo sulla barca di tutto un po’. Ci vogliono un po’ di azioni americane (Wall Street negli ultimi tempi ha tenutomeglio delle altre Borse) e anche di azioni dei Paesi Emergenti.

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1 Commento

  1. nino scrive:

    non avete capito una mazza
    se fallisce l’euro non avrai/ete nulla in cambio nemmeno se hai in portafoglio TREASURY BOND USA ma comprati in Italia e/o da un emittente italiano (banca,sim etc) CAPITO ???
    I TUOI soldi in qualsiasi forma li avrai VARRANNO ZERO.
    non so se mi sono spiegato

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