In bilico tra paradiso e inferno

08/09/2009 - Lo avremmo fatto comunque, naturalmente, e siamo andati a sentire la sua campana. Gli abbiamo quindi chiesto di esporci il suo punto di vista in merito alla questione visto che, a quanto pare, tutto sembra indicarlo come principale attore di

     
 

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Lo avremmo fatto comunque, naturalmente, e siamo andati a sentire la sua campana. Gli abbiamo quindi chiesto di esporci il suo punto di vista in merito alla questione visto che, a quanto pare, tutto sembra indicarlo come principale attore di questo problema. L’inizio sa un po’ di giustificazione non richiesta:

Partiamo dal presupposto che nel 2009 il rispetto dell’ambiente è una condizione dalla quale non si può prescindere in nessun campo. Anch’io ho sempre cercato di fare del mio meglio in questo senso. Il punto è che io e il direttore delle Cesine non riusciamo a venirci incontro.

Cioè?

Lui è una personalità molto forte, non si smuove dalle sue idee. Abbiamo concezioni diversi alla base forse.

Ma lei come cerca di risolverla?

Il comune di Vernole nell’agosto dello scorso anno ha speso 40.000 euro per ripulire la spiaggia nonostante essa non costituisca un bene di cui i miei concittadini possono usufruire. Loro hanno a disposizione solo un km e mezzo di costa.

Scusi, perché dice questo? E poi, avete pulito ma poi avete lasciato i sacchetti lì, mi ha detto Annicchiarico. Giusto?

Ma no, abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Pensi anche che quando gli operai preposti al compito sono andati lì son stati fermati dalla Guardia Forestale che, in un primo momento, non li ha nemmeno lasciati passare per la strada. È quello uno dei problemi, la strada. Per quello le dicevo che i miei concittadini non possono andare sul lido.

Non capisco…

L’unico modo che la gente ha per portarsi sulla spiaggia è quello di attraversare una via. Si chiama la Via del Pesce, detta anche Pagliara. Lei pensi che io mesi fa avevo disposto che fosse aperta al pubblico anche a mezzo auto per consentire ai cittadini di poter raggiungere il litorale senza problemi. E se non passano non possono nemmeno andare a pulire. È così, non possono andare a pulire se la strada è chiusa. Il 16 giugno di quest’anno però io stesso ho revocato l’ordinanza vietandone l’ingresso ai mezzi di trasporto.

Mi scusi. Perché mai l’ha fatto se dice che era necessario tenerla aperta?

Perché la zona è a rischio incendio.

Mmah…

Cercando un po’ di notizie leggiamo che due estati addietro proprio le Cesine furono involontarie protagoniste di un vasto incendio che le devastò. Per questo motivo la Regione Puglia – spiega Lecceprima.it – “con un decreto del presidente, ha dichiarato per il periodo che volge dal 15 giugno al 15 settembre, lo stato di grave pericolosità per tutti i territori boscati e a macchia della regione” e che, pertanto, le amministrazioni devono prendere provvedimenti per tentare di scongiurare altre situazioni del genere. Ma, indagando ulteriormente ed ascoltando un po’ di voci, sembra che non sia stato questo l’unico motivo. In sintesi, la strada che attraversando l’oasi porta al mare non potrebbe essere percorsa dalle auto perché, in fondo ad essa, non c’è parcheggio. I trattati internazionali che regolano situazioni del genere inoltre sarebbero piuttosto rigidi ed intransigenti sulla questione. Chissà, forse è anche per questo che la “Via del Pesce” quest’estate è stata poi messa sotto sequestro nel mese da un giudice.

Perché?

Non lo so bene, ancora non ho ricevuto risposta dal giudice in merito nonostante io abbia fatto richiesta di chiarimenti.

Dunque ora non può passare nessuno?

No, cioè, i privilegiati, quelli che hanno compiti particolari.

Prima del sequestro anche gli altri, a piedi dopo la revoca dell’ordinanza?

Sì.

In realtà pare che qualcuno ancora riesca a portarsi sulla spiaggia, magari percorrendo una delle altre stradine… Io ho letto che lei e Annicchiarico vi eravate già incontrati nella scorsa primavera. Qualcuno ne aveva scritto sul forum di Panorama. Cambiato punti di vista da allora?

No, son sempre dell’idea che noi si debba trovare un punto d’incontro..

Ma possibile che in tanti mesi non ci siate riusciti ? Badate che dal vostro modo di rapportarvi dipende il destino di una spiaggia, della gente che vorrebbe vederla in buone condizioni, viverla.

È che lui è una testa dura. Va bene il rispetto dell’ambiente, ma a volte ci vuole un certo tatto, un certo garbo nell’affrontare le questioni, che forse manca. Ad esempio nell’altra riserva, quella di Torre Guaceto, lì va tutto bene. Evidentemente qui c’è qualcosa che non quadra. Vorrei un direttore maggiormente in grado di ascoltare. Capisce, 40.000 euro per pulire lo scorso anno, son tanti. Come faccio a spiegare ai miei concittadini che spendo i soldi del loro comune per pulire di nuovo qualcosa di cui loro non potranno usufruire? Insomma, tra la spiaggia davanti alle Cesine ed il centro urbano devo dar precedenza a quest’ultimo, per loro.

Ma non c’è un modo per rifarsi delle spese? Pensi a quanta gente potrebbe finalmente scendere in spiaggia.

Guardi c’era l’idea di fare un parcheggio

Perché un parcheggio?

L’idea era della giunta prima della mia, quella che ora è all’opposizione… Troviamo conferma di questa ultima affermazione che riportiamo dalla chiacchierata con il sindaco in un articolo di Repubblica: «Le Cesine sono in grave pericolo». La denuncia è di Pasquale Salvemini, del WWF. Il quale annuncia battaglia contro la costruzione di «tre megaparcheggi a ridosso della riserva naturale leccese». Che dire, Carmine Annicchiarico sarà cocciuto nel difendere le sue posizioni, sarà inopportuno per qualcuno che non vuole davvero migliorare le cose quando ne parla – come ci ha raccontato – in tv, persino in Rai, ma, evidentemente, non è il solo. Mangione, per esempio, potrebbe provare a spiegare le ragioni per cui la strada è stata sottoposta a sequestro sulla base di quanto previsto dall’articolo 321 del codice penale il quale, per inciso, estende al corruttore le pene previste per chi commetta abuso d’ufficio.

La situazione per il mare che si affaccia sulla spiaggia che accarezza il paradiso con il suo pattume, spinta dal vento dell’indifferenza, della negligenza e chissà da cosa e da quali interessi, ci pare, ahimé, piuttosto stazionaria. Buona fortuna. Ne hanno decisamente bisogno.

     
 

7 Commenti

  1. makia scrive:

    Conoscevo la riserva delle Cesine, un po' meno la situazione della spiaggia, ahimè

  2. comicomix scrive:

    A questo splendido pezzo, che mi ha lasciato stralunato ma purtroppo non sorpreso, mi viene in mente la canzone del mio (adorato) CapaRezza, “Vieni a ballare in Puglia”
    Un sorriso al Salentu

    C.

  3. rebyjaco scrive:

    Gli amministratori responsabili hanno un NOME e COGNOME. Esattamente come i Sindaci che hanno consentito gli abusi edilizi. In un Paese, dove chi comanda è la CRIMINALITA' organizzata (e non), è naturale che si vedano questi scempi, nessuno fa niente perchè il fare qualcosa di giusto è pericoloso come toccare una vipera. Vi sono decine di “”onorevoli “” che “”COMANDANO”" in quei territori. Conoscete i LORO nomi, provengono da quei territori, vivono degli affari di quei territori, siedono in Parlamento con arroganza e protervia, sono riveriti e godono della “”protezione”" della stampa importante. Domanda: Ma a nord del Lazio, vi sono spiagge in quelle condizioni?

  4. Gattino scrive:

    Il vero scempio è l'uso delle virgole in quest'articolo.

  5. Gattino scrive:

    Il vero scempio è l'uso delle virgole in quest'articolo.

  6. talentosprecato scrive:

    la notizia, oggi, dopo quasi un anno, è che le Cesine sono state RIPULITE!

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