Inchiesta

In bilico tra paradiso e inferno

Foto pubblicate da più di qualcuno in rete farebbero intendere che la spiaggia, che capita venga erroneamente scambiata con l’Oasi, sia in preda ad una specie di degrado. Che ne pensa?

Non è un specie di degrado, è un vero degrado. La settimana scorsa, passeggiando con delle persone, ho trattenuto degli amici giornalisti indignati dalla situazione. Li ho trattenuti per non alzare un nuovo polverone, che poi si conclude con due articoli sulla stampa che si perdono nel vuoto.

Lei fa qualcosa per arginare questo disastro?

Da quando sono arrivato a febbraio – lo fa tutto il WWF – conduco una battaglia per la pulizia del litorale anche perché il vento non conosce confini e per la maggior parte delle volte spinge i rifiuti nei pantani e nella riserva in generale. I problemi de Le Cesine sono tanti, ed alcuni molto delicati, e c’è chi si diverte a dire che è colpa del WWF, asserendo che non è in grado di affrontare il problemi del proprio territorio. La verità è che se non ci fosse stato il WWF in questi trent’anni la Riserva cosa sarebbe oggi? Prova a guardare lo scempio urbanistico e paesaggistico del prima e del dopo i confini.

Beh, se ci provassi, incorrerei comunque in qualche equivoco. Magari non capirei nemmeno dove mi trovo. Mi è stato detto che non ci sono cartelli segnaletici, che mi indichino dove mi trovo insomma.

I cartelli posti sulla duna, quindi sul confine della Riserva, spesso vengono mangiati dal mare. In altri casi vengono rubati e spostati da avventori che poi vanno dicendo che non ci sono. Fenomeno questo che accade anche all’interno della Riserva, come per dimostrare l’incuria dell’ente gestore. Da febbraio ad oggi ho fatto rimettere i cartelli dei confini ben 4 volte. Immagino che capirai che non posso spendere tutto il budget per delle persone che non hanno altro da fare che dimostrare l’incuria del WWF.

Guardi questa foto. È stata scattata circa una settimana fa, cioè a metà agosto. Credo lei abbia già capito che zona è, vero?

Ho capito. È a sud della Riserva. I sacchetti neri che vedi sono il risultato della raccolta che il comune di Vernole ha fatto su una piccola parte di spiaggia, vicino al lido “ai confini di Ramsar”. Ha effettuato la raccolta ma non ha fatto il conferimento in discarica, quindi è rimasto tutto fermo lì. L’anno scorso la Riserva ha deciso di raccogliere i sacchetti a proprie spese, ma quest’anno io non l’ho ritenuto inopportuno, visto che il problema è la quantità di rifiuti che vengono trasportati nella Riserva dal vento. Poi non vedo perché il Comune non debba fare le cose come deve ed aspettare la buona volontà di qualcuno per porre rimedio alle proprie responsabilità.

Non è vostro compito dunque

La spiaggia è demanio regionale in gestione al Comune di Vernole, come d’altronde tutte le spiagge che vengono consegnate dal demanio ai comuni competenti.

Secondo quanto affermato da qualcuno di San Foca, la situazione della spiaggia è andata incontro a degrado proprio a partire dalla creazione dell’Oasi

Questo è vero, nel senso che nel momento in cui nel 1979 nasceva la riserva e veniva affidata al WWF, la spiaggia non è stata molto frequentata. Ma la pulizia doveva in ogni caso essere svolta dal Comune, che rimane l’unico ad essere sotto accusa. Io ho proposto loro di dividere le spese di pulizia, perché io così non dovrei portar via “la monnezza” che entra nelle paludi, ma la risposta è stata “No”. Inoltre calcola pure che non basta una semplice pulizia, ad esempio di volontari. Purtroppo sulla spiaggia c’è di tutto e serve quindi una bonifica di una ditta specializzata. La situazione è ingarbugliata. Provate a sentire il sindaco di Vernole. Su Facebook è tra i miei amici. Si chiama Mario Mangione, vedete cosa vi dice.

7 commenti a In bilico tra paradiso e inferno

  1. makia

    Conoscevo la riserva delle Cesine, un po' meno la situazione della spiaggia, ahimè

  2. comicomix

    A questo splendido pezzo, che mi ha lasciato stralunato ma purtroppo non sorpreso, mi viene in mente la canzone del mio (adorato) CapaRezza, “Vieni a ballare in Puglia”
    Un sorriso al Salentu

    C.

  3. rebyjaco

    Gli amministratori responsabili hanno un NOME e COGNOME. Esattamente come i Sindaci che hanno consentito gli abusi edilizi. In un Paese, dove chi comanda è la CRIMINALITA' organizzata (e non), è naturale che si vedano questi scempi, nessuno fa niente perchè il fare qualcosa di giusto è pericoloso come toccare una vipera. Vi sono decine di “”onorevoli “” che “”COMANDANO”" in quei territori. Conoscete i LORO nomi, provengono da quei territori, vivono degli affari di quei territori, siedono in Parlamento con arroganza e protervia, sono riveriti e godono della “”protezione”" della stampa importante. Domanda: Ma a nord del Lazio, vi sono spiagge in quelle condizioni?

  4. Gattino

    Il vero scempio è l'uso delle virgole in quest'articolo.

  5. Gattino

    Il vero scempio è l'uso delle virgole in quest'articolo.

  6. la notizia, oggi, dopo quasi un anno, è che le Cesine sono state RIPULITE!

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