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Tecnologiadi John B (John)
pubblicato il 8 settembre 2009 alle 11:30 dallo stesso autore - torna alla home

I complottisti sono solo matti o c’è qualcos’altro che frulla nelle loro menti?

In questi giorni si ricorda l’ottavo anniversario della tragedia dell’11 settembre 2001, il più vasto attacco terroristico della storia, che portò alla distruzione di quattro aerei di linea e dell’intero World Trade Center, il complesso di grattacieli ed edifici simbolo di New York, con la perdita di quasi 3000 vite umane, cui vanno aggiunte le decine – se non centinaia – di migliaia di morti provocati dalle guerre direttamente o indirettamente conseguenti, e tutt’ora in corso.

DI TUTTO UN PO’ – Tra i suoi pochi invidiabili primati, la tragedia ha anche quello di essere stata la più infestata da teorie complottiste di ogni genere: migliaia di teorie spesso in palese contraddizione tra loro, propagandate su centinaia e centinaia di pubblicazioni, video e siti Web. Punto di forza di tutte queste fantasie spesso presentate in modo estremamente convincente è il fatto che ben pochi conoscono la mole di documentazione e testimonianze disponibili su quelle vicende. Ad esempio, tutti gli atti e i documenti prodotti o acquisiti dalla Commissione d’inchiesta indipendente sono stati resi pubblici e si possono scaricare dal Web su History Commons mentre il Rapporto Finale con tutte le audizioni è da tempo online sul sito ufficiale della Commissione. meyssan1 11 settembre, dietro il complottismoAnalogamente, sono disponibili tutti gli atti di indagine dell’FBI, i rapporti dei servizi di Intelligence, l’intera documentazione probatoria acquisita nell’ambito del processo a Zacarias Moussaoui (il terrorista condannato per aver tentato di partecipare agli attentati), le dichiarazioni dei complici e organizzatori prima e dopo il loro arresto, i rapporti tecnici sui collassi degli edifici del World Trade Center e sull’attacco al Pentagono, i dati delle “scatole nere”, quelli dei radar, registrazioni e trascrizioni delle telefonate dei passeggeri, delle voci dei terroristi in cabina di pilotaggio, dei messaggi radar, delle comunicazioni militari: semplicemente tutto. Reperire questa documentazione sul Web non è difficile ma può richiedere un bel po’ di ricerca, tempo e pazienza. Non mancano però raccolte ed elenchi che possono tornare molto utili a chi è interessato ad approfondire l’argomento, mentre chi ha fretta può consultare l’E-Book Crono911 che presenta una dettagliata ricostruzione dei fatti corredata di tutti i riferimenti alle fonti e che ha il vantaggio di essere in italiano e – soprattutto – gratuito. Le domande e i dubbi dei complottisti trovano quindi tutti puntuale risposta, ma la verità è che essi non sono affatto interessati alle risposte. Ben difficilmente troverete su un sito complottista link o corrette citazioni della documentazione disponibile, perché lo scopo principale di un complottista non è quello di accertare o verificare i fatti, bensì quello di propagandare la teoria o le teorie che più gli aggradano. Perché? Molti psicologhi e sociologi hanno elaborato interessanti spiegazioni, ma dopo anni e anni di esperienza sulla galassia cospirazionista esse appaiono insoddisfacenti, o al massimo idonee a interpretare il comportamento di una parte esterna di questa galassia ma non certo di quel nucleo centrale rappresentato da personaggi di un certo spessore dai quali si origina l’intero fenomeno.

BIBLIOGRAFIA “RAGIONATA” - In questi casi, infatti, la molla non è un qualche disadattamento psichico e sociale, ma la volontà di perseguire fini di natura economica o ideologica. Sul punto le vicende dell’11 settembre offrono interessanti spunti di riflessione. Ad esempio, il primo vero “complottista” è stato Thierry Meyssan, che nel 2002 ha pubblicato i libri Le Pentagate e L’effroyable imposture nei quali sostiene che nessun aereo ha colpito il Pentagono e che i fatti dell’11 settembre sono un auto-attentato organizzato dai servizi segreti occidentali. Meyssan ha fatto un bel po’ di soldi con i suoi libri. Grazie anche all’appoggio della Lega Araba e del Consiglio di Cooperazione del Golfo, essi sono stati tradotti in almeno 28 lingue e venduti in milioni di copie in tutto il mondo (il solo L’Effroyable Imposture ha totalizzato 700.000 copie in pochi mesi). Già questo ritorno economico basterebbe a indicare una delle ragioni che possono spingere a propagandare tali teorie, e soprattutto a far riflettere 885660289X 11 settembre, dietro il complottismosull’immenso giro d’affari che si nasconde dietro la diffusione di certe corbellerie, un po’ come per gli UFO, il paranormale, ecc… In Italia abbiamo le produzioni, tra libri e film, di Massimo Mazzucco, Maurizio Blondet e – soprattutto – di Giulietto Chiesa. Quest’ultimo ha tentato il “colpaccio” con il film “Zero”, realizzato grazie a una specie di “azionariato” popolare per cui il finanziamento del film è stato affidato a 1000 quote di partecipazione del valore di 500 euro ciascuna. Il versamento della quota dava diritto a partecipare agli utili che il film avrebbe tratto dalla diffusione nel grande circuito cinematografico nazionale. Le cose sono andate diversamente e il film non è mai arrivato nelle Sale (a parte qualche proiezione amatoriale) ma intanto i 500.000 euro del “finanziamento” iniziale sono stati intascati e a giudicare dalla qualità della pellicola c’è da dubitare che le spese sostenute per realizzarlo siano state superiori a un decimo di quella somma. Qualche rete nazionale e estera l’ha anche trasmesso, in tutto o in parte, ed è il caso di ricordare che compensi e diritti per la trasmissione su una rete televisiva a grande diffusione possono tranquillamente superare i 30.000 euro per un’ora di filmato.

IL NETWORK DELLA (S)CONOSCENZA - Il ritorno economico, però, non è l’unica ragione per propagandare le teorie complottiste. Meyssan presiede l’organizzazione internazionale Voltaire Network, con sedi e agenzie in Europa, in America Latina e nel mondo islamico, estremamente attiva nella propaganda anti-americana e anti-israeliana, con pubblicazioni diffuse in non meno di sei lingue tra cui l’italiano. Tanto per intenderci, in questo momento nella home page del sito campeggia un articolo in cui si afferma che “Un anno fa, il regime di Saakashvili, inquadrato e armato da Stati Uniti, Regno Unito e Israele bombardava l’Ossezia del Sud. Proteggendo i propri cittadini, la Russia è intervenuta, distruggendo le basi israeliane ed entrava in territorio georgiano. Sconcertata dall’efficacia dell’esercito russo che veniva definito obsoleto, Washington spediva Nicolas Sarkozy da Dmitry Medvedev a negoziare un cessate-il-fuoco”. Voltaire Network è strettamente affratellata alla simile organizzazione italiana Megachip che conta tra i suoi responsabili e collaboratori numerosi complottisti, tra cui Giulietto Chiesa, Pino Cabras, lo storico Franco Cardini. Nel 2005 Voltaire Network ha organizzato la conferenza internazionale Axis For Peace cui hanno partecipato rappresentanti di 37 nazioni del mondo. Tra gli oratori troviamo grandi nomi del complottismo undicisettembrino mondiale, fra i quali – oltre lo stesso Meyssan Giulietto Chiesa, Andreas Von Bulow, Philip Berg, Leonid Ivashov.

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