Amici elettori, seguendo la vicenda Alitalia sono venuto a conoscenza di una meravigliosa invenzione economica: la bad company. Non credevo fosse legale, una cosa del genere. E invece lo è. Se ho capito bene, funziona così: se possiedi un’azienda che va malissimo, tu puoi uscire dai guai dividendola in due aziende diverse, una bad e l’altra non bad. In quella bad ci metti i debiti, i licenziamenti, la cassintegrazione, tutte le rotture di coglioni, e poi magari la fai chiudere. In quella non bad, invece, ci lasci i beni di valore, i pochi soldi rimasti e i clienti. Alla fine avrai una sola azienda e nessun debito. Bè, non so chi abbia ideato questo modello, ma di certo è un genio.






















Onorevole, è assai usuale questo tipo di “soluzione”. Però generalmente viene fatto prima, non dopo. Vengono da subito costituite due società, una ha tutte le attività (ma badi abbia il domicilio fiscale in un paradiso fiscale), l’altra società ha tutte le passività, quando Lei ritiene di essere soddisfatto degli utili della prima e stanco dell’attività fa fallire la seconda società e ha pulite pulite tutte tutte le attività della prima.
la società bad potrebbe a sua volta divenire un centro di emissione false fatture che consentirebbero sostanziose detrazioni fiscali per le aziende non bad e debiti per le bad che mai verranno pagate……….
è un peccato essere parlamentari e quindi inconsapevoli di tutte le meravigliose invenzioni economiche possibili…….
Gentile Commercialista, caro Gian Cicero. In realtà ho una certa esperienza nel campo: prima di diventare parlamentare, facevo l’imprenditore. E, modestamente, in pochi anni di carriera, ho fatto chiudere per bancarotta diverse società. Ma se avessi saputo di questa possibilità della bad company, ne avrei approfittato, ecco.
Eh pare anche a me che sia un genio.